i fatti dopo il ragionamento

E vai col tango, Palermo!

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Quattro gol all'Udinese con Schelotto finalmente in panchina, una boccata d'ossigeno che dà fiducia per il futuro. Soprattutto se la grinta resta questa Schelotto | Blog diPalermo.it

Un Palermo formato Svezia – ex Jugoslavia ci regala finalmente una domenica di gioia e tranquillità. Appena letta la formazione, decisa per la prima volta da uno dei due gemelli argentini da poco arrivato sulla panchina più calda del mondo, avevamo deciso di andarcene dalla Favorita prima del fischio d’inizio. Ma come – ci siamo chiesti – esoneri, risse, ritiri, sconfitte, querele, psicodrammi, neo-arrivi e vecchie partenze e alla fine giocano sempre gli stessi undici di Iachini/Ballardini/Viviani? Ma si sa, al cuore non si comanda e cappellino in testa e scaldacollo logato, caffè Borghetti e sigaro d’ordinanza ci siamo accomodati sugli spalti, con qualche gesto scaramantico in più rispetto al recente passato (cambio settore, i bambini al centro, ingresso dalla porta numero 13 e così via…).

Del resto, ci siamo detti, se riusciamo a tenere insieme tra campo, panchina e società contemporaneamente serbi, croati, macedoni (che sembra che stiamo ricostituendo la Jugoslavia sotto il Montepellegrino) che fino a pochi anni fa passavano il tempo ad ammazzarsi chissà che questa nuova dimensione ecumenica non porti bene.

Invece, dopo i primi trenta minuti più brutti del campionato, disputati tra due squadre paralizzate dalla paura, un’azione sull’asse svedese campione d’Europa under 21 Hljemark-Quaison ci ha fatto letteralmente impazzire e da quel momento ci siamo divertiti come poche altre volte in questo campionato. Si è cominciata a vedere anche qualche trama di gioco, soprattutto grazie alla velocità di Quaison, alla ritrovata vena di Vazquez, alla grinta di Gilardino, alla corsa instancabile e alla visione di gioco del biondo svedese, e addirittura un gol in contropiede che ci ha ricordato le percussioni dei tempi di Pastore e Cavani.

Se poi aggiungiamo che anche qualcuno dei nostri incubi notturni – primi tra tutti Jajalo e Chochev – ci hanno sorpreso positivamente, soprattutto il secondo, e che il capitano Sorrentino nei momenti di difficoltà ha tirato fuori una grinta e una reazione che se fossimo in Ballardini ci penseremmo due volte prima di querelarlo, abbiamo capito che stasera andavamo a letto tranquilli. E se possiamo permettere un consiglio difensivo al nostro capitano, se fossimo nei suoi panni ci difenderemmo davanti al malcapitato pubblico ministero a cui verrà assegnata la querela solo presentando un paio di video con le parate di oggi (soprattutto quella con la mano di rientro sul colpo di testa di Felipe) e una nota di accompagnamento con scritto “io gioco così e lui mi voleva lasciare fuori squadra, che dovevo fare?”.

Tornando alla partita, quando pure il macedone entrato da sessanta secondi ha fatto il suo secondo gol alla Del Piero, risparmiando alle nostre coronarie l’ennesimo patema di fine gara, abbiamo pensato che forse il nuovo allenatore argentino oltre ad essere bravo, cattivo e zemaniano ha anche quella qualità che, nel calcio come nella vita, aiuta gli audaci e rifugge i pessimisti. E allora stasera, in linea con la nuova dimensione multiculturale e multilingue del nostro amato Palermo, per festeggiare asado per tutti accompagnato da rakja e glogg, perché, come dice il nostro amico Giorgio, è proprio una di quelle giornate che aspettavi da tempo per mangiare un eccellente bit korv.

LE PAGELLE

Sorrentino – 10 il portiere più forte del mondo. Fa almeno due parate impossibili. Superman.

Struna – 6 in campo a sorpresa almeno per noi. Ormai comandano i procuratori e lui giocherà sempre. Oggi pimpante anche in attacco. Intoccabile.

Goldaniga – 6 l’attacco dell’Udinese punge poco e lui cerca di arginare bene Thereau che è l’unico che gioca. Se lo perde sul gol ma altre volte lo contiene bene. Aitante.

Gonzalez – 6 meno preciso del solito ma sempre presente. Sicurezza.

Lazaar – 6 fino al gol è nettamente il peggiore in campo. Dopo pure. Però segna su autogol e ci tocca dargli la sufficienza. Miracolo.

Hjliemark- 8 corre e imposta come a inizio stagione. Segna e serve un assist di tacco sul primo gol da antologia. Ritrovato.

Jajalo – 6 recupera moltissimi palloni e tiene bene in fase difensiva. Perde troppi palloni in fase di impostazione. Limitato.

Chochev – 7 finalmente fa vedere di cosa è capace. Molto più presente e grintoso in fase difensiva. Con la palla al piede salta gli avversari e regala palloni invitanti ai compagni. Quasi giocatore.

Vazquez – 8 gioca il solito numero infinito di palloni. La sua traversata coast to coast sul secondo gol vale il prezzo del biglietto. Fuoriclasse.

Quaison – 8 a trequarti campo dà il meglio di sé. Crea la superiorità numerica con regolarità e si fa trovare sempre pronto. Segna pure nel momento in cui il Palermo subiva l’Udinese. Importante.

Gilardino – 7 si batte con grinta senza mai risparmiarsi. Non ha mai palloni puliti per battere a rete ma sul primo gol fa un passaggio a Hjliemark che vale la partita. Fondamentale.

Djurdjevic – 5 sbaglia un gol fatto. Se non segna questi per noi può pure restare in panchina. Rimandato.

Trajkovski – 8 segna solo alla Del Piero. Un gol così è una gioia per gli occhi. Bravissimo!

Barros Schelotto / Bosi 7 – la squadra mostra la giusta grinta e qualche tentativo di gioco si vede. Magari l’Udinese non è un banco di prova serio ma vincere era fondamentale. Vai col tango, Pomà!


[ Immagine: Copyright © Tullio Puglia - Policy]

3 commenti

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  • 25 gennaio 2016 10:52

    E se avesse avuto sempre ragione zamparini…

  • 25 gennaio 2016 15:10

    finalmente ieri sul prato della Favorita si è visto anche il gioco. Vedremo se durerà, ma almeno per una volta abbiamo passato un pomeriggio divertente.

  • 25 gennaio 2016 17:04

    Scusate mi pare, amio modestissimo parere eccessivo il voto a Gilardino, che a parte il passaggio per Hilijemark non ha fratto proprio gran che e che ha avuto due bei palloni puliti per battere a rete, sempre nel primo tempo: il primo sul liscio difensivo e a tu per tu con il portiere ha calciato fuori, e poi un colpo di testa su cross di Quaison.

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