i fatti dopo il ragionamento

Le battaglie già perse

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I distributori dei biglietti danneggiati e rimossi dall'Amat e le nostre vite da ostaggi da chi ci vuole cupi, rassegnati, incazzati. Da chi non ci merita. E non merita Palermo Biglietteria | Blog diPalermo.it

E così, dopo appena un mese dall’inaugurazione del tram, l’Amat ha alzato bandiera bianca. A fronte dei ripetuti danneggiamenti subiti dalla macchinette distributrici dei biglietti, ha deciso la loro rimozione. Per ora, impossibile acquistare il biglietto alla fermata. Bisognerà ricorrere ai consueti punti vendita. Pare che saranno sostituite con altre a prova di scasso. Personalmente dubito che resisteranno alle incursioni dei nostri carcerieri. No, non voglio chiamarli vandali o “panormosauri”. Meglio carcerieri. Del resto, tengono in ostaggio un’intera collettività.

Loro non sono nemici della legalità. Sono qualcosa di peggio. Sono nemici della gioia. Quella gioia che ho visto disegnata nei volti di tutti quei palermitani che si sono sentiti felici, forse anche immotivatamente, per quel giocattolino chiamato “Genio” e sul quale, almeno nei primi giorni, si imbarcavano come per un giro di giostra. Ci vogliono cupi, rassegnati, tristi, incazzati.

Sono nemici della speranza. La speranza di vivere in una città che non sia soltanto un agglomerato di palazzi, ma un punto territoriale di coesione collettiva. Ci vogliono disperati. O forse no, forse sono solo nemici della normalità. Si, perché ora non sarà più possibile acquistare i biglietti direttamente alla fermata. Una cosa normale. A loro non va bene.

E non c’è niente che li possa fermare. Non ci sono insegnanti, educatori, genitori, navi della legalità, seminari nelle scuole, in grado di arginare la loro voglia di distruzione. Potremmo mettere un carro armato a presidio di ogni fermata del tram. Troveranno sempre una panchina da frantumare in una villa, o un cestino dei rifiuti da divellere. E non si possono fermare neppure agitando come una clava il codice penale o aggravando le pene già previste. Non si possono arrestare. E non servirebbe neppure farlo.

In poche, semplici parole, siamo loro prigionieri. Ha fatto bene l’Amat a rimuoverle, le macchinette. Quando il nemico è troppo forte, meglio, molto meglio limitare i danni. Certe partite non si possono vincere. Questa, forse, non doveva neppure essere giocata.


[ Immagine: foto simbolica di autore incerto, dal web - Policy]

10 commenti

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  • 27 gennaio 2016 08:31

    Una scatola piena di soldi legata ad una pensilina è un’occasione troppo ghiotta; sia a Palermo che in città civili.
    Condivido la tua idea di “carcerieri”, ma secondo me non è questo il caso, quello che sta avvenendo sarebbe avvenuto in qualunque altra grande città ed è per questo che personalmente credo di non aver mai visto una macchinetta del genere in altre parti del mondo, al massimo sul mezzo stesso, cosa che avrebbe molto più senso a Palermo: la macchinetta sarebbe più protetta e dato l’esiguo numero di vetture, si risparmierebbe in termine di numero di esemplari da acquistare, manutenzione ecc ecc, restituendo lo stesso identico servizio.

    In questo caso siamo vittima di un’altra categoria di carcerieri: i progettisti che non studiano, non guardano, non confrontano, fanno le cose alla sanfasò

  • 27 gennaio 2016 08:34

    Gek, non sono d’accordo.

  • 27 gennaio 2016 08:54

    Gel sono d’accordo.

  • 27 gennaio 2016 09:01

    “In questo caso siamo vittima di un’altra categoria di carcerieri: i progettisti che non studiano, non guardano, non confrontano, fanno le cose alla sanfasò”
    Ovvero, i “cretini” sono sempre dalla parte onesta e i delinquenti sono sempre da quella “scaltra”!!!
    E’ una giustificazione che non ha testa né coda.
    Questa è gente di merda, che ci vive nella merda e, dando la colpa ad altri, che facciano bene o male un qualsiasi lavoro, non fa altro che giustificarli.
    Il dito va puntato solo su di loro e sui loro genitori, che non saranno tanto meglio avendoli cresciuti così.

  • 27 gennaio 2016 09:29

    @Gek, ti sbagli.
    Nelle città Europee civili, Oslo, Stoccolma, Copenaghen, Malmo e via discorrendo, non soltanto trovi le macchinette erogatrici alle fermate e sulle carrozze, ma anche apparecchi a lettura ottica per il pagamento con carta di credito. Sono si coperte da graffiti, ma sono funzionanti h24.
    Lo so che per noi è fantascienza, lo so che ficcare la testa sotto la sabbia ci fa sentire meglio e pertanto siamo illusi che mal comune mezzo gaudio.
    Ma non è così, lontani anni luce. Facciamo finta di ignorare chi vive meglio e in città realmente civili.
    Che poi abbiano altri tipi di problemi è innegabile.

  • 27 gennaio 2016 10:19

    @salvo: No, i delinquenti sono delinquenti, a Palermo come ovunque e non mi pare io li abbia giustificati.
    I furti sono avvenuti a Palermo, ma con questo sistema, sarebbero facilmente avvenuti in qualunque altra grande città e ripeto, questo non significa giustificare.

    @turiddu: Stai parlando dei paesi che tradizionalmente sono quelli con il minore tasso di criminalità in Europa.
    Attuare a Palermo scelte attuate ad Oslo, non è mostrare coraggio o sognare una città migliore, è semplicemente stupidità o cecità.
    Con questo non dico che bisogna rinunciaci, dico che bisogna fare i conti con la realtà per cambiarla.
    Borgo Nuovo la conosciamo tutti, ci lasceresti mai uno Scarabeo del 2007 incatenato a un palo h24? Stai mettendo la testa sotto la sabbia? No, stai solo facendo i conti con la realtà.
    Non dico che tutto ciò sia giusto, bisogna sempre sognare una città migliore e lottare per ottenerla, ma sicuramente non lo farai facendoti fregare il motorino.

  • 27 gennaio 2016 10:56

    A Palermo non ci sono solo i Palermitani. Con tutta la canaglia internazionale che si aggira per la nostra città, chi ci dice che i ladri siano Palermitani?

  • 27 gennaio 2016 14:42

    Basterebbe il carcere coatto per un paio d’anni. anche per altri casi di criminalità vedi posteggiatori abusivi. Non l’uscita dopo qualche giorno. Manca l’esempio principe!!!!

  • 28 gennaio 2016 14:20

    Concordo con il signor GEK. Comunque, veramente chi ha collocato queste macchinette dei biglietti ha messo in campo una buona dose di idiozia. Io già lo sapevo e mi dicevo che con questa miseria che c’è in giro, prima o poi sarebbe avvenuto lo scasso. Io sono un idiota e l’avevo previsto. Ma chi fa il proprio mestiere e dovrebbe straprevederle certe cose, se non è un idiota, che cos’è?
    Poi è vero, se citiamo i paesi scandinavi, grazie, sono episodi, per quei posti, quasi impossibili. Ma basta scendere un po’ giù, francia, spagna, paesi dell’est, portogallo ecc..e capiterebbe ugualmente.
    Infine dico, ma come non si è pensato a piazzare telecamere preventivamente per scovare i responsabili e sbatterli dentro? Anche questa allucinante omissione da parte di quei grandi esperti che hanno avuto la geniale idea dei distributori di biglietti, sembra incredibilmente, e sottolineo incredibilmente, ingenua.
    Ma per caso si invade la privacy dei cittadini onesti e quella dei criminali no? Eh si, mi sa che è così…

  • 28 gennaio 2016 17:04

    La logica vorrebbe che le macchinette venissero installate sulle vetture piuttosto che alle fermate…
    ma…
    Ragioniamo un attimo, installando 2 macchinette su ogni tram ne avrebbero montato in totale 34, quattordici in meno rispetto alla soluzione adottata…. (48 fermate contro 17 vetture – più o meno, vado a memoria)…

    Sapendo come viene amministrata la cosa pubblica, c’è da meravigliarsi che abbiano preferito metterle alle fermate? e poi la colpa e dei cittadini?

    Secondo me i delinquenti fanno il loro mestiere, l’amministrazione no!

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