i fatti dopo il ragionamento

I veri diritti negati

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Gay, unioni civili e adozioni, la strada sbagliata delle nostre proteste e l'obiettivo che dobbiamo imparare a focalizzare. Chiesa permettendo Unioni Civili | Blog diPalermo.it

Non so cosa mi dà più fastidio, se il politically correct o il “gayly” correct. La prima categoria ricomprende gli sbandieratori della presunta famiglia tradizionale, quella in cui l’unica cosa veramente importante è che i componenti siano di sesso diverso, si riproducano e risultino apparentemente perfetti (non contano eventuali violenze tra coniugi, menzogne, amanti, attrazioni per viados e minorenni, o la totale assenza d’amore, per dire).

Alla seconda categoria appartengono invece quelli che non vogliono passare per bigotti e si dicono favorevolissimi ad unioni tra persone dello stesso sesso: “Tanto a me non tolgono niente”, li senti ripetere, come se un diritto fosse tale solo se non disturba il loro orticello. Sono gli stessi che, apertissimi, ti confidano poi che “francamente due uomini che si baciano a me fanno schifo”, ma che non disdegnerebbero – anche se questo non lo dicono – un amplesso con due donne.

Non solo gli appartenenti a queste categorie, ma anche tanti altri (gay, cattolici, arcobaleno o a tinte unite) sono in ogni caso completamente fuori strada perché le unioni civili non hanno nulla a che vedere né con il sesso né con la morale. Tant’è che oggi, in Italia, neanche una coppia eterosessuale gode di quei diritti. La questione è invece giuridica: il nostro ordinamento per ora riconosce soltanto le coppie legate dal vincolo del matrimonio, tutto il resto, anche se parliamo di milioni di persone, non esiste.

Abbiamo perso anni a discutere pubblicamente della nostra intimità, a mettere in piazza i nostri gusti sessuali, con la folle presunzione da parte delle varie fazioni di stabilire cosa fosse “giusto”, “permesso”, “scandaloso”, “normale”, “religiosamente consentito”. Un dibattito totalmente inutile perché in questo Paese nessuno può essere discriminato per le sue inclinazioni sessuali. Dunque a letto facciamo come ci pare (e piace), non si rischia il rogo, non si rischiano multe: siamo meravigliosamente liberi.

Ciò che sfugge purtroppo è che qui in gioco non ci sono i diritti degli “altri”, dei gay, bensì – e l’abbiamo completamente perso di vista – quelli di tutti, anche per quanto riguarda le adozioni. Trascinare la discussione sul piano morale e sessuale (mettendo soprattutto in evidenza gli “eccessi” di un certo mondo gay, in cui molti omosessuali peraltro neppure si riconoscono) ha permesso solo di fare entrare in campo la Chiesa. Che, se ha voce in campo spirituale, non ha invece alcun diritto di mettere il naso nelle nostre leggi. Ci può dire che abortire è sbagliato, che è “contro natura” accoppiarsi con persone del nostro stesso sesso, che è peccato divorziare, ma questo non impedisce per fortuna al nostro Stato di regolamentare aborto e divorzio e di garantire la libertà sessuale di ognuno.

Eliminati tutti gli equivoci, quindi, la questione delle unioni civili diventa molto semplice ed è solo la seguente: due persone che vivono insieme e fanno tutto ciò che fanno due individui sposati sono una coppia degna di essere riconosciuta giuridicamente oppure no? Devono avere dei diritti e dei doveri reciproci? Io credo di sì e penso che tutto il resto siano stupidaggini, dalla scritta sul Pirellone ai due che si baciano sotto il Pirellone e mostrano il dito medio, dal racconto della nonna “arcobaleno” all’ipocrisia della famiglia borghese.


[ Immagine: da lauracastelletti.it (volantino elettorale) - Policy]

2 commenti

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  • 29 gennaio 2016 10:18

    Ben detto,purtroppo in italia quando la chiesa scende in campo in tanti spengono il cervello.

  • 29 gennaio 2016 13:10

    La chiesa, non ha alcun potere politico, ma come dice Sandra Figliuolo si limita a dire questo va bene o non va bene. Il vero problema sono i politici che pur di difendere i principi della propria bottega si oppongono anche alle evidenze di fatto, mischiando e ingarbugliando i veri problemi.

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