i fatti dopo il ragionamento

Palermo, musica maestro!

di

Gilardino | Blog diPalermo.it

Ci eravamo illusi che fosse finita: vittoria a Carpi, +9 sulla terzultima, salvezza in cassaforte e coronarie salve, almeno fino a giugno. Nulla da fare. Una sciagurata scivolata di Goldaniga, cui qualcuno dovrebbe ricordare il maestro Carletto Mazzone quando diceva “giocatore scivoloso, giocatore pericoloso”, fa capire che quest’anno si soffrirà fino alla fine.

Secondo il più classico dei luoghi comuni prima del fischio d’inizio avremmo sottoscritto un pareggio col Carpi, nostra bestia nera. Invece, al 90′ ce ne andiamo con un po’ di amaro in bocca, anche se abbiamo visto l’imprinting argentino su quella che fino a poche settimane fa era una svogliata e tremebonda armata Brancaleone. E soprattutto ci siamo convinti che quelle dietro sono veramente ma veramente molto più scarse di noi (Carpi e Frosinone) ovvero ormai troppo attardate (Verona).

Quindi alla fine, da inguaribili ottimisti e tifosi privi di obiettività, vediamo ancora una volta il bicchiere mezzo pieno: qualche trama di bel gioco, qualche buon cross dalle fasce divorato dagli attaccanti, una tenuta difensiva discreta, un paio di giocatori irriconoscibili in senso positivo (Struna e Jajalo su tutti), ottimo recupero di palla a centrocampo, lo svedesino biondo che cresce gara dopo gara e si è messo a dispensare assist con la stessa facilità con cui noi ordiniamo gin tonic e margarita, e soprattutto abbiamo avuto la consapevolezza di avere in squadra almeno due giocatori di altra categoria. Un bomber vero come Gilardino (e chiunque decide di tenerlo in panchina dovrebbe essere passato per le armi) e un fuoriclasse assoluto come il Mudo (un paio di sue giocate valgono l’intero abbonamento annuale a Sky) dai cui piedi passa senza dubbio la nostra salvezza.

Certo potreste dirci che certe partite si devono chiudere quando l’avversario è alle corde, che Quaison, Chochev e Trajkovsky hanno buttato al vento la vittoria, che se cerchi di contenere per 60 minuti alla fine un gol lo prendi e che non si capisce perché Giovannino Tedesco, all’esordio in serie A come mister e sulla panca rosanero, continuasse a stare in giacca e cravatta nonostante la temperatura polare e con le mani in tasca invece di sbracciarsi e urlare come quando indossava la maglia rosa.

Per noi alla fine sono solo dettagli. In fondo siamo fatti così: ci piace soffrire e, animati da spirito sofocleo, lo sappiamo che è solo colpa nostra perché il dolore più acuto è quello di riconoscere noi stessi come l’unica causa di tutti i nostri mali. Bene, noi lo riconosciamo, ma affetti da dipendenza patologica non possiamo proprio farne a meno e pensiamo che sono solo meno 15 all’alba.

LE PAGELLE

Sorrentino – 6 il Carpi non tira nello specchio quasi mai. Abbiamo sperato parasse il rigore perché lui è Superman ma per stavolta non ci ha accontentato. Sereno.

Struna – 7,5 qualcuno deve avergli raccontato che Di Gaudio gli insidia la fidanzata. Lo picchia senza sosta dall’inizio alla fine. Mette almeno tre cross al centro di pregevole fattura e ci sorprende sempre con le sue pettinature brillanti. ossigenato

Gonzalez – 7,5 la scivolata alla fine salva la partita e ci regala un fine settimana sereno. Baluardo.

Goldaniga – 5 aveva giocato una partita perfetta. Fa un errore di gioventù scivolando in area su Mancosu e regalando il rigore. Pollo.

Lazaar – 5,5 spreca quasi tutti i palloni che gioca. In difesa almeno contribuisce a contenere Lasagna nel secondo tempo. Calante.

Hjliemark – 7 non si risparmia e lotta su ogni pallone. Il suo palleggio è sempre raffinato e gioca la palla di prima, anche sul gol di Gilardino. Motorino.

Jajalo – 6,5 con la palla al piede è raffinato ed elegante come un elefante nella cristalleria. Però è sempre vigile e perde pochi palloni. Attento.

Chochev – 6 non ripete la bella prestazione di domenica scorsa e si addormenta spesso mentre i compagni giocano. Pero tiene la posizione. Pisolo.

Quaison – 6 gioca meno bene della domenica precedente ma tiene in apprensione la retroguardia del Carpi. Di testa sbaglia un pallone che poteva essere spinto in porta. Mezzo attaccante.

Vazquez – 8 gli avversari se lo sogneranno di notte. Regala lampi di classe eccezionali e fa capire che non c’entra nulla con questa partita di bassa classifica. Fuoriclasse.

Gilardino – 8 fa un gol da bomber di razza. Il controllo sul gol dice tutto sulla sua classe. Noi lo amiamo e deve giocare sempre. Eterno.

Trajkovski – 6 poteva sfruttare meglio alcune occasioni nel finale. Evanescente.

Cristante – 6,5 con la palla al piede sa sempre cosa fare e sfiora anche il gol di testa. Crescente.

Tedesco/Schelotto – 6,5 la squadra ha finalmente un’identità e i giocatori si muovono sapendo cosa fare anche senza palla. Forse la sostituzione di Gilardino con un centrocampista ha regalato al Carpi più coraggio per arrivare al pareggio. Musica, maestro!


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