i fatti dopo il ragionamento

Perché esiste un museo

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Il flop dei musei siciliani, gli incassi che servono solo a giustificare la presenza dei dipendenti e un'umile proposta: ma se provassimo a offrire gli ingressi gratis? Crocetta Museo | Blog diPalermo.it

L’ennesima denuncia sul flop dei musei siciliani rende ancora più evidente, semmai ce ne fosse bisogno, come la miopia della politica regionale, la mancanza di lungimiranza e il solito clientelismo (che continua ad alimentare bacini elettorali) sia la causa di tale sfacelo. Da quanto si apprende, gli incassi di tutti i musei siciliani (la cui unica ragione di esistere sembra essere il mantenimento dei dipendenti e dirigenti) sembra essere inferiore a quello della sola Pompei (nonostante i crolli, le polemiche e i saccheggi).

Parliamo di meno di 4 milioni di presenze (concentrati sui 4 principali siti dell’isola) e incassi totali per circa 20 milioni di euro. Alcuni musei ospitano 30 visitatori l’anno e incassano meno di mille euro (nonostante mantengano 40 dipendenti). Incassi per mille euro in un anno!

Qui non si tratta di fare paragoni con il Louvre (9 milioni di presenze e incassi – tra biglietti, merchandising e donazioni – per oltre 100 milioni) ma di rivoluzionare la fruibilità dei nostri musei. Dato che valorizzare un bene non significa necessariamente ricavare quanto più possibile dagli ingressi e poiché con i biglietti dei musei non si incasserà mai abbastanza per mantenere e conservare i beni culturali (e soprattutto i numerosissimi e inutilissimi dipendenti), non sarebbe più saggio offrire gratuitamente tutti i musei e i siti siciliani? Seguire cioè il modello del British Museum (ingresso gratuito e oltre 6 milioni di presenze) e puntare su questa azione di grande impatto mediatico per attrarre turisti e generare economia per il territorio?

Last but not least (e non è una provocazione), ritengo che ci sia ben poco da gioire quando una “nostra” opera (come la Venere di Morgantina o la testa di Ade, valorizzate e visitatissime al Getty Museum) torni ad essere sepolta a casa nostra. Abbiamo dimostrato che non siamo in grado di valorizzare le nostre opere. E allora (punendo ovviamente i saccheggi e il traffico illegale di opere), meglio che risplendano altrove (in edifici, come il Getty, che costituiscono di per sé dei capolavori architettonici) e che siano godute da quanta più gente possibile, anziché tornare ad essere destinati all’oblio e all’incuria del contesto che li ha prodotti.


[ Immagine: fotomontaggio originale di diPalermo - Policy]

2 commenti

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  • 01 febbraio 2016 09:58

    Condivido che non siamo bravi a valorizzare i nostri tesori, ma non condivido il “GRATIS”. Il turista deve pagare e deve pagare bene. Io quando vado all’estero devo pagare pure il “cesso” per una pipì (2 euro a Venezia). Dovunque vai…paghi qualsiasi cosa e la paghi profumatamente.
    Dobbiamo cambiare mentalità, no essere sempre proni al forestiero che mette piede in casa nostra.

  • 01 febbraio 2016 15:25

    I problema è che i soldi del prezzo del biglietto dei musei se li mangiano. Non li utilizzano per il proseguimento e il miglioramento dell’offerta museo. Direi ancor peggio, se li mangiano…LI RUBANO!

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