i fatti dopo il ragionamento

Se il frate sbaglia la mira

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La protesta di Biagio Conte, il capannone della discordia e i privati che sopperiscono alle clamorose assenze, passerelle a parte, delle istituzioni. Una storia semplice. Ed esemplare Biagio Conte | Blog diPalermo.it

Non ne so molto, ma da quel che ho capito due imprenditori di Partinico avevano regolarmente acquistato un capannone per farci una sorta di centro commerciale. Da quel che ho capito il missionario laico Biagio Conte, la cui opera meritoria per questa città meriterebbe un’eco e un supporto ben maggiori, ha visto in quegli stessi capannoni la possibilità di farne il centro focale della sua missione e per questo lì davanti per giorni s’è piazzato, digiunando pure, affinché gli imprenditori rinunciassero al loro progetto e gli girassero l’agognato capannone. Da quel che ho letto il frate ha ricevuto visite eccellenti e solidarietà, dal sindaco all’arcivescovo, e il plauso convinto della città bella che ama i poveri e odia la povertà. Da quel che ho capito gli imprenditori hanno alfine ceduto promettendo che rinunceranno al capannone in nome di un bene superiore.

Fine della storia e tutti noi vivremo felici e contenti. Ma la domanda è: perché un imprenditore, un privato, è costretto a rinunciare al suo lavoro per sostituirsi alle istituzioni, per fare quel che altri avrebbero il dovere, anche morale, di fare? Non si può che essere soddisfatti per il felice epilogo della protesta del frate, ma la fastidiosa sensazione di una sorta di ponziopilatismo istituzionale resta, così come resta il sospetto che gli imprenditori siano stati in qualche modo costretti, dal clamore mediatico che la vicenda ha assunto, a rinunciare al progetto del centro commerciale.

Forse sarebbe stato più opportuno che il frate piantasse le tende della sua sacrosanta protesta davanti a quelli che noi chiamiamo i palazzi del potere – Comune, Regione, Curia – e che le passerelle ad uso e consumo di telecamera assumessero almeno le fattezze di un aiuto concreto, togliendo così a qualcuno di noi lo sgradevole sospetto che il lavoro di Biagio Conte sia vissuto più come un fastidio, un impiccio, un ingombro, che come una formidabile opportunità di crescita. Viva Biagio Conte, e va bene, ma quant’è amaro il retrogusto che lascia questa storia qui.

1 commenti

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  • 04 febbraio 2016 15:29

    Mi chiedo se gli imprenditori sapessero che i locali acquistati fossero stati promessi a Biagio Conte per le finalita’ che tutti conosciamo. Mi meraviglio che si siano imbarcati in questa situazione, conoscevano il finale della storia? Non voglio credere che la passerella la volessero calpestare loro.

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