i fatti dopo il ragionamento

Questione di sopravvivenza

di

Palermo Calcio Stadio Tifos | Blog diPalermo.it

Non ci siamo ancora ripresi dalla batosta di mercoledì sera e si torna subito in campo (il Palermo) e davanti la tastiera (i vostri tifosi-cronisti sempre più depressi) per un match ostico come una scalata dell’Everest in costume da bagno. In altri tempi trasferte come quelle di Reggio Emilia, dove gioca il Sassuolo, le avremmo affrontate con ben altro spirito, spavaldi e arroganti, ma l’età, le delusioni, la paura e soprattutto la scarsa qualità della rosa si fanno sentire e ci apprestiamo all’ennesimo pomeriggio di patemi e sofferenze come il paziente in sala d’attesa per una colonscopia.

All’andata quella con il Sassuolo fu una partita desolante. Il Palermo perse malamente in casa, con una prestazione indegna, regalandoci la prima di tante notti insonni di questa stagione brutta e disgraziata come la ragazza che avete rimorchiato nella penombra di una discoteca al termine di una serata con qualche gintonic di troppo.

La squadra emiliana allenata da Di Francesco sta facendo un campionato brillante come la pelata di uno dei vostri smarriti cronisti e mercoledì sera ha perso con la Roma solo per l’errore dal dischetto di Berardi. La rosa del Sassuolo è ampiamente superiore a quella del Palermo anche perché, contrariamente al Zamparini delle ultime stagioni, il presidente Squinzi spende e spande come la cicala, anche se noi in cuor nostro speriamo che la maledizione emiliana (Tanzi, il Parma, la Reggiana) prima o poi colpisca anche lui.

Il Sassuolo ci tiene a riprendere la sua corsa e Di Francesco avrà detto ai suoi che non c’è migliore occasione per ricominciare a vincere che contro una squadra allo sbando come quella rosa vista contro il Milan. Il Sassuolo gioca con un 4-3-3 serio, è veloce e organizzato e ha giocatori con i piedi buoni. Forse sarà in panchina Trotta che è arrivato dall’Avellino e che in estate è stato spesso accostato al Palermo. Ormai i nostri sogni di mercato assomigliano di più ad incubi e quindi evitiamo anche di chiederci se avere qualche rimpianto per i giocatori trattati e mai arrivati oppure per quelli materializzatisi in maglia rosa provenienti dai campionati più dispa(e)rati del globo. A centrocampo ci ricordiamo che gioca Biondini che sembra il classico uomo ovunque anche perché spiccano i suoi capelli da rosso malpelo e contro il Palermo ha fatto sempre bene. Chissà perché.

Nel Palermo finalmente mancherà Jajalo per squalifica (unica nota positiva della serata di mercoledì la sua ammonizione) che dovrebbe lasciare spazio a Cristante. L’ex Benfica ci sembra uno dei pochi con i piedi buoni che servono per fare girare un po’ di più la squadra e poi quel nome religioso ci sembra una delle poche cose a cui attaccarci. In difesa speriamo che Goldaniga abbia deciso di farsi seguire da uno bravo per evitare altre follie e che in attacco Vazquez riesca ad accendere Gilardino o Quaison.

La domanda è sempre la stessa: che Palermo sarà? Quello abulico, spento e imbarazzante come un impresario di pompe funebri al carnevale di Rio della serata infrasettimanale o quello grintoso e tonico come Salvini ad un raduno dell’arcigay dell’esordio di Schelotto? Non sappiamo cosa rispondere e speriamo solo di fare punti. Ormai è una questione di sopravvivenza.

3 commenti

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  • 07 febbraio 2016 12:02

    “E non è che l’inizio”. I tifosi ricorderanno che questa frase fu lo slogan pubblicitario della campagna abbonamenti 2011/2012, successiva alla data fatidica del 29/05/2011. In quel momento preciso il Palermo smise di fare “calcio”. Smantellamento progressivo di una squadra che era messa in campo per conseguire risultati sportivi e che successivamente sarebbe servita per le logiche del presidente sicuramente estranee a ciò. Oggi quello che stiamo vedendo in campo ne è la logica conseguenza. La stampa, che avrebbe dovuto capire tutto ciò, ha avallato le scelte del presidente, ritenendo che stare in serie A, anche in tono minore, era da ritenere accettabile. Non pensava che tirando la coperta come ha fatto il signor Zamparini assolutamente indisturbato, avrebbe comportato il rischio di scendere in B (e una volta ci è riuscito, con un fatturato milionario, da record!!!) per ritornare nell’anonimato. Oggi, mentre il signor Zamparini si continua a sollazzare con le sue interviste, inserendo le vendite per “prenotazione” dei propri calciatori, c’è una squadra che è assolutamente scollata dalla città. E forse adesso qualche giornalista in precedenza addormentato, sta iniziando a capire la strada intrapresa, pentendosi delle ridacchiate alle battute demenziali del presidente nelle conferenze stampa, nelle quali si sarebbe potuto fare “qualche” domanda più interessante del solito.
    Ma tant’è, ormai ritengo che sia troppo tardi. Ci siamo messi dentro loschi figuri che fanno il “mercato” (chiamiamolo così) del Palermo con giocatori che vanno e vengono come pacchi postali e per finalità che nulla hanno a che vedere con i risultati sportivi.
    Infine una precisazione. Spesso leggo che “Zamparini non investe più” come se gli altri presidenti di serie A ogni anno prendono i loro soldi dal portafoglio e li mettono per far sollazzare i propri tifosi. Risulta invece che gli investimenti il signor Zamparini li fa,, eccome se li fa, con i soldi propri della società, che sono quelli che gli portiamo noi tifosi da Tv, e botteghino. Andiamo a vedere quanti soldi sono costati gli Arteaga, Makienok, Joao Pedro, Matusiak, Lores Varela, Milanovic, Sosa, e le altre svariate decine? E se fossero stati invece spesi per comprare pochi giocatori, magari italiani ma buoni? Non avremo forse risparmiato? E avuto una squadra competitiva? Proprio come il Sassuolo che nelle proprie fila annovera quasi tutti italiani?
    Il calcio con Zamparini Maurizio a Palermo ha chiuso.

  • 09 febbraio 2016 00:06

    Approvo ogni virgola, Don Totò…
    Il calcio a palermo è morto ( speriamo per ora soltanto), il tifo a palermo è morto ( ma sopravvive il fanatismo cieco e senza testa, che spesso viene scambiato per “tifo vero”, ma che solo per il fatto di aver permesso a zamparini di distruggere ciò che poteva stupire il mondo, ha enormi responsabilità sulla tristissima situazione attuale) il giornalismo sportivo a palermo è morto ( altri responsabili i giornalisti assieme ai tifosi fanatici e senza testa).

  • 09 febbraio 2016 00:15

    E vai a fare capire a “quei” tifosi che la più alta dimostrazione di amore verso la maglia rosanero sarebbe il prossimo campionato mettersi d’accordo per fare abbonamenti ZERO. E vedremmo che faccia zamparini! E che figura davanti a tutta Italia.

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