i fatti dopo il ragionamento

Sono Massimo Ciancimino

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Il mio ruolo di testimone nel Paese dei "non ricordo" e il desiderio di dare a mio figlio il futuro che merita. Rifuggendo da un ruolo che non voglio né mi è mai appartenuto. Quello di paladino dell'antimafia Ciancimino 1 | Blog diPalermo.it

Ho letto il pezzo di Lara Sirignano su dipalermo.it e mi corre l’obbligo di dire qualcosa in merito, di far capire, soprattutto, le mie odierne motivazioni, le priorità che mi muovono. Questo anche per il solo fine di poter fornire a voi lettori un punto di vista diverso rispetto a quello che molti si sono costruiti in questi anni.

Da quando ho iniziato a rispondere ai magistrati, e ribadisco che la mia in nessun modo può essere definita collaborazione, non sono stato beneficiario, come spesso ho invece letto, di impunità di sorta né ho ottenuto restituzioni di fantomatici tesori vaganti. Perché era questo, per molti operatori dell’informazione, il mio unico vero fine. Ciò che invece mi muoveva, e continua a muovermi, è il desiderio di poter dare a mio figlio l’unica cosa che nessun tesoro può comprare: la dignità.

Ben sette procure mi hanno indagato per riciclaggio, inchieste tutte chiuse, come l’ultima di Bologna appena notificatami, con la richiesta di archiviazione accolta dal gip. Non sono, né ambisco ad esserlo, un paladino dell’antimafia, lascio ad altri l’onore e l’onere di rappresentare l’antimafia siciliana nella sua massima espressione, anche istituzionale.

Sono conscio di essere un buon padre, mi è stato concesso dalla mia ex compagna il privilegio di crescere mio figlio, una scelta nata dallo volontà dello stesso; saranno sempre il suo sostegno e il suo amore a darmi ancora la forza per andare avanti. Per il resto, ho solo risposto, e continuerò a farlo, alle domande dei magistrati, non mi ritengo detentore di verità assolute. Dico quello che so, quello che ho visto, faccio quello che ritengo sia il mio dovere in un Paese dalle labili memorie, dai facili “non ricordo” e dove uomini in divisa si avvalgono della facoltà non rispondere, premiando di fatto una cultura dove l’omertà continua a pagare. Cantava il buon Lucio Dalla che “l’impresa eccezionale è essere normale”. Io sono normale, ed è questa la mia impresa quotidiana.

11 commenti

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  • 07 febbraio 2016 09:49

    Vomito

  • 07 febbraio 2016 09:53

    appena finisci di vomitare fai una critica costruttiva.

  • 07 febbraio 2016 10:12

    Pino, vomita alla larga da questo blog!

  • 07 febbraio 2016 10:56

    Solo una curiosità: visto il suo intento lodevole, perché portò tutte quelle carte false in Procura?

  • 07 febbraio 2016 15:24

    Colpisce soprattutto per quant’è totalmente scevro di retorica.

  • 07 febbraio 2016 18:25

    Di fronte ad padre che afferma di agire per amore del proprio figlio e per riscattare una dignità (forse) perduta, verrebbe la tentazione di rispettare questa scelta e tacere. Tuttavia la risposta alla cronista dell’Ansa, seppur garbata nei toni, mi pare , come dire, “omissiva” e senza una traccia di sana autocritica sugli errori commessi. Questo padre ha avuto l’insperata occasione, una domenica mattina, di ritrovarsi a disposizione lo Speaker’s corner di Hyde Park. Mi pare l’abbia sprecata…

  • 07 febbraio 2016 19:47

    A me la cosa che mi fa più “incazzare” di lei è il fatto che non abbia parlato prima con la magistratura di tutto quello che sta dicendo adesso ai magistrati. Perché solo adesso ?

  • 07 febbraio 2016 23:32

    E niente , l’antimafia è fuori moda , cambiamo

  • 08 febbraio 2016 01:03

    Già… Quando dice che Provenzano era protetto mica pretende di avere la verità assoluta eh…

  • 08 febbraio 2016 11:48

    in ogni teorema c’è sempre un’ipotesi e una tesi da sostenere, cosa diversa da quel che afferma e scrive, oggi, il Ciancimino quando nel suo odierno scritto compare quel “le mie odierne motivazioni”: sono diverse da quelle di ieri o forse da quelle di domani?
    i teoremi vanno sostenuti con i dati accertabili, fatti, le dichiarazioni, anche quelle di giornata, fanno sempre effetto ma rischiano di fare semplicemente bella mostra di se anche se potrebbero contenere il vero…

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