i fatti dopo il ragionamento

Piacere Fantozzi Ugo, lavoro all’Ars

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Tre ore di lavoro in un mese. Il nuovo record dei nostri valorosi deputati, il sogno di un vecchio timbracartellini e un gioco impossibile: cari onorevoli, avete mai provato a immaginarvi diversi da ciò che siete? Provateci Famtozzi 1 | Blog diPalermo.it

“Coraggio, forza forza Fantozzi. Ci mancano appena cento metri e poi è arrivato”. Chi non avesse familiarità con questa citazione, ma credo sia impossibile, lasci tutto ciò che sta facendo e corra su YouTube a cercare la scena in cui il ragionier Fantozzi Ugo, trafelato da sforzi disumani, si affanna disperatamente per arrivare a timbrare quel maledetto cartellino appena un secondo prima che scattino le 8,30.

Adesso, in un ulteriore sforzo di fantasia, proviamo a immaginare quello stesso timbracartellini all’ingresso di Palazzo dei Normanni. Ma no uno di quelli ultra tecnologici di oggi, con badge magnetici puntualmente smagnetizzati. No. Uno di quelli di 40 anni fa. Lì. Austero e solenne. Incarnazione di un’autorità che ad ogni timbrata emette quel classico suono di campanello sordo e preciso che pare voglia dire “in nome del Popolo italiano, vai a lavorare”.

Ecco. Ora davanti al timbracartellini loro, i deputati. In fila uno per uno, capo chino e paltò sul braccio. Con l’ultimo onorevole che corre disperato su piazza del Parlamento, in ritardo per colpa di quell’autobus preso al volo per fare economia e non ritrovarsi a bocca asciutta a metà mese.

Aggrappiamoci alla fantasia, e disegniamo tutto questo. Perché è la sola speranza che resta per non cadere in impossibili e improbabili, se non ridicole, interpretazioni di una realtà che, come la metti la metti, parla di disinteresse e menefreghismo collettivo. La fantasia come ultimo strenue baluardo contro la logica dell’“eh però”: “Tre ore d’aula? Eh però…”, “Ho fatto 14 assenze su 28 sedute? Eh però…”, “I lavori in commissione vanno a rilento? Eh però…”.

Immaginiamoli lavorare, questi onorevoli deputati. Immaginiamoli lavorare animati da quello spirito suggellato ogni mattina dal suono di quel timbracartellini di cui sopra, che non ci sarà mai e che tuttavia oggi apparirebbe in tutta la sua sconfinata tenerezza di una foglia di fico messa lì a coprire ciò che non c’è: il senso del dovere.

E fatelo pure voi, onorevoli, questo gioco di fantasia. Divertitevi a immaginarvi diversi da ciò che siete. Magari al cambio ci si guadagna pure. In fin dei conti, a pensarci bene, Fantozzi e i suoi colleghi entravano in ufficio puntuali ogni giorno per giocare a ping-pong e sognare di toccare il culo alla Silvani.

1 commenti

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  • 10 febbraio 2016 13:42

    certo è facile “dipingere” come dei mostri quegli impiegati che si fanno timbrare il cartellino da altri o che si allontano risultando presenti sul posto di lavoro, additiamoli. licenziamoli tutti: ifannulloni !!!
    Ma invece i signori politici, ministri, deputati, senatori ecc ecc chi li controlla ?

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