i fatti dopo il ragionamento

Amici catanesi, 1-0 per noi!

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L'arancina? È indiscutibilmente femmina. L'eterna disfida fra Palermo e Catania e la definitiva, e scontata, sentenza dell'Accademia della Crusca Arancina | Blog diPalermo.it

L’ultima volta la buttarono in vacca, insinuarono persino una predisposizione panormita alla gaytudine argomentando sul colore della maglia della squadra di calcio (rosella, dissero con spregio), ci accusarono di complessi di superiorità e stabilirono che le loro insignificanti a punta, con uovo e piselli dentro, fossero le uniche autentiche. Si adirarono per i giudizi su quella roba ricolma a volte persino di mortadella che chiamano scartocciata e non si placarono certo con i complimenti rivolti all’unica cosa che oggettivamente sanno fare meglio di noi, cioè la granita di caffè.

Qualcuno si lanciò persino in affermazioni da tre anni senza condizionale, e cioè che il vero cannolo non è quello con la ricotta ma la loro versione con la crema di cioccolato o il pistacchio di Bronte. Ora, signori miei, ci sarebbe davvero ben poco da aggiungere e augurare loro pronta guarigione con immediato ritorno al rinsavimento. Se non fosse che adesso in prima pagina (prima pagina!), il giornale del mattino ci informa di un fatto nuovo destinato a cambiare i destini del mondo, roba che le unioni civili e le liti su gay e diti medi sono minuzie da archiviare senza perderci troppo tempo.

E dunque, l’Accademia della Crusca – mica pizza e fichi – ha sentenziato che si dice ARANCINA. Senza chiacchiere e discussioni. E la sentenza, inappellabile perché non abbiamo mica tempo da perdere, è arrivata dopo un consulto altissimo al quale sono stati ammessi linguisti palermitani e catanesi. Un derby, l’unico che si può fare visto che disgraziatamente al momento tra le due squadre di calcio ci sono tre serie di differenza, concluso con un risultato ovvio, scontato, naturale. E cioè con la vittoria della dizione palermitana, al femminile, su quella etnea arroccata su un anacronistico e illogico maschile. E insomma, se la palla di riso, come la chiamano in America (pure lì lo sanno che la forma è a palla e non a punta) discende dal nome dell’arancia, in italiano non potrà che chiamarsi ARANCINA. Per tacere poi della differenza di qualità tra le due ricette sulla quale onestamente non ci sarebbe da soffermarsi troppo a lungo.

E dunque affidiamoci al verbo della Crusca in religioso silenzio come faremmo davanti a un’intervista esclusiva di Barbara D’Urso al cugino del nipote del cognato da parte di madre dell’ultimo spietato killer di provincia. “Del termine arancino è possibile ritrovare un riferimento nel dizionario siciliano-italiano del 1857 risalente all’era borbonica. Tuttavia, l’Accademia della Crusca precisa che la versione al maschile è dialettale. In dialetto siciliano, infatti, “aranciu” altro non è che il frutto dell’arancio. Il diminuitivo di “aranciu” è “arancinu” ossia “piccola arancia”. Da qui arancino per indicare la pietanza a base di riso. Se si considera di genere femminile il frutto (e femmina, fino a prova contraria, è) dire ARANCINA risulta più corretto in italiano. E insomma, amici etnei, rassegnatevi. Anzi, arrendetevi. Questa l’abbiamo vinta noi. Vi rifarete nel calcio. Tra qualche anno, ma vi rifarete.


[ Immagine: fotomontaggio originale di diPalermo - Policy]

9 commenti

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  • 09 febbraio 2016 11:48

    Ahahah vi siete fatti autogol da soli, in siciliano si dice arancino!! E come prelibatezza tipica siciliana non importa qual è più giusto in italiano, ma il suo vero nome nella sua lingua d’origine! E quindi voi stessi mi avete confermato che si dice Arancino, e così resterà per sempre per gran parte dell’Italia 😉

  • 09 febbraio 2016 13:16

    Inutile dire che, da Palermitano, non posso che essere d’accordo con l’Accademia unica vera fonte accreditata per mettere la parola fine alla querelle. Sono in realtà altresì favorevole alla distinzione tra i due prodotti. MAI vorrei che l’Arancina Palermitana fosse confusa con il surrogato della sicilia orientale. Troppa differenza.
    Solo un appunto all’autore dell’articolo: mi sembra poco delicato rimarcare il baratro calcistico che separa le due città, come se non fosse già stato sufficiente il duro atterraggio in quarta categoria dopo avere “avvulato” nelle serie più alte. Consolatevi cari “cugini” con i vostri arancini…..e che buon PRO vi faccia.
    Affettuosi auguri

  • 09 febbraio 2016 18:28

    Minchia cafiatona!!! 😀 😀 😀

  • 09 febbraio 2016 18:29

    I quadratini erano faccette che si sbellicavano dalle risate

  • 09 febbraio 2016 18:30

    Davide Arcidiacono, non hai capito proprio un…”arancino ” !

  • 10 febbraio 2016 12:09

    Ma mangiarle/mangiarli e basta no? Se le stesse energie che spendiamo per la diatriba arancina/arancino si spendessero per fare qualcosa di serio potremmo risollevare una regione.
    A Palermo si chiamano arancine, a Catania si chiamano arancini, e amen.

  • 10 febbraio 2016 20:28

    L’accademia della crusca, in proposito, dice :”Ai nostri amici possiamo quindi rispondere che il nome delle crocchette siciliane ha sia la forma femminile sia la forma maschile, determinata dall’uso diatopicamente differenziato.” Ciò si traduce, in punteggio calcistico, in un pareggio. O no, egregio Lucio ?

  • 13 febbraio 2016 12:26

    Roberto1, credo di aver inteso perfettamente il senso dell’articolo invece 😉

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