i fatti dopo il ragionamento

I tuoi doveri, i miei diritti

di

Unioni Civili | Blog diPalermo.it

Mi sono svegliata incazzata al pensiero che ci sia al mondo chi, pur non avendo nulla da perdere, o da vincere, lotta affinché tu non ottenga un diritto. Perché quella sulle unioni civili, sia chiaro, è una battaglia per l’ottenimento di un diritto.

Le battaglie per i diritti nascono perché ci sono persone che avvertono di non avere gli stessi diritti degli altri pur avendo gli stessi doveri. E dunque chiunque rema contro l’affermazione dei diritti di una parte del popolo non può che essere definito un prevaricatore egoista che evidentemente pensa che la sua vita, la sua esistenza, la sua famiglia (nel caso specifico) valga piú di quella di un altro.

Beh, mi spiace caro il mio egoista prevaricatore, uomo o donna che tu sia, qui non si tratta di te, a te non sposta nulla. Quel che hai rimane intatto, nessuno te lo toglie. Eppure tu combatti una battaglia per far sì che l’uguaglianza perda. Tu lotti, urli, ti dimeni, scendi in piazza, affinché uomini e donne come te non ottengano un diritto, un po’ di serenità e, perché no, di felicità. E lo fai mentre i nostri diritti – miei, tuoi e di tutto il popolo – quotidianamente vengono calpestati. Mentre le nostre vite, i nostri diritti, diventano ogni giorno uno scialbo ricordo. Ma non ti vergogni neanche un po’? Non ti vergogni a far la guerra a chi è sulla tua stessa barca, pronta a colare a picco, e intanto cerca, diversamente da te, di ottenere un suo diritto?

Negare o tentare di limitare l’affermazione di un diritto che una parte del popolo chiede a gran voce è sintomatico di un male, di una sorta di misantropia distorta perché riferita solo ad una parte dell’umanità, e non ha nulla a che fare con la libertà di pensiero, non ha nulla a che fare con la libertà in genere. A pensarci bene, più che incazzata credo di essere assai preoccupata.

6 commenti

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  • 10 febbraio 2016 15:12

    Io ho già scritto in questo blog che sono favorevole alle unioni civili su modello tedesco e credo che sia questa la direzione che in Italia si vorrebbe prendere. (ma non so cosa nell’insieme ne uscirà fuori).
    La mia linea è quella di dare un surrogato del matrimonio alle coppie omosessuali, con limitazioni che riguardano le adozioni.
    Non ho invece seguito e non sono neanche interessata a come vorrebbero regolarizzare le coppie di fatto (etero e gay).
    Sono propensa verso i gay solo perché non hanno la possibilità di sposarsi come le coppie etero e da loro richiedo una scelta responsabile e consapevole che comporta sia doveri che diritti, nonché rogne, come rogne hanno i coniugati.
    Chi non vuole rogne può liberamente convivere (è questo secondo me il bello della convivenza) senza dover ripiegare in matrimoni di serie B o C. In sostanza non sono d’accordo (sono indifferente) alla regolarizzazione delle coppie di fatto.
    Per quanto riguarda l’adozione del figliastro, il tema è delicato come potrebbe esserlo per le coppie etero e non so se sarei d’accordo a degli automatismi. Ma anche in questo non so cosa ne uscirà fuori.
    Potrebbe andare bene anche qualcosa di graduale in Italia, come è avvenuto anche altrove, l’importante è partire.
    Detto questo credo che ognuno possa mantenere il suo concetto di famiglia, basato sul diritto naturale, che in nessun caso deve essere intaccato. Di genitori 1 e 2 e altri intrugli o deliri su presunte discriminazioni non ne voglio né sentire né vedere.

  • 10 febbraio 2016 18:38

    Mafalda mi fai un po’ paura.

  • 10 febbraio 2016 21:09

    Io credo che sia più giusto pensare che un bambino abbia diritto ad un padre e ad una madre e non che una coppia di omosessuali abbia diritto ad avere un bambino. E’ sempre il bambino il protagonista in caso di adozioni.
    Per le unioni civili tra persone dello stesso sesso credo che sia giusto trovare una soluzione che le equipari al matrimonio.
    Nei casi delle coppie eterosessuali, esiste già una soluzione: il matrimonio!

  • 10 febbraio 2016 21:32

    Io sono sostanzialmente d’accordo con Nicola, per capirci meglio.
    La coppia omosessuale non ha diritto ad alcun bambino tranne il proprio che può essere solo di un singolo.
    Il diritto di avere un figlio (non naturale) in Italia non c’è per nessuno. Il diritto all’adozione del figliastro (è l’unica adozione di cui si parla attualmente) deve tenere conto degli interessi del bambino, il genitore adottivo ha la precedenza, in questo consiste il diritto, ma anche in base all’età del bambino o del minore deve essere richiesto il suo consenso, o deve essere interpellato, e anche questo tipo di adozione può essere revocata o annullata in caso di fatti gravi.
    Per le coppie etero se non vogliono contrarre un matrimonio sono fatti loro, ci sono aspetti che si possono regolare con l’avvocato o con un notaio, non capisco l’esigenza di regolarizzare le coppie di fatto.

  • 11 febbraio 2016 14:45

    Un’altra cosa che non mi è piaciuta per niente sulla proposta iniziale del disegno di legge (adesso non so a che punto sono) sarebbe la possibilità delle coppie gay di scegliere un cognome comune o di aggiungere il cognome dell’altro al proprio.
    E mi sembra ritornare indietro di non so quanti decenni.
    In caso di matrimonio, ormai il cognome del marito non conta più niente, e ognuno si tiene e firma con il proprio, non capisco come è venuta in mente un’idea così brillante nel caso delle unioni civili degli omosessuali.

  • 11 febbraio 2016 20:03

    “Chi non vuole rogne può liberamente convivere (è questo secondo me il bello della convivenza) senza dover ripiegare in matrimoni di serie B o C”

    Mafalda, purtroppo questo governo, che a questo punto è tutt’altro che libertario, con questa legge vuole anche uccidere “il bello della convivenza”. Infatti se passa la legge, la parte economicamente forte dei due conviventi, in caso di separazione, dovrà sostenere la parte debole. Immaginati quindi come adesso prima di convivere ci si penserà 100 volte. La cosa sta passando zitta zitta, perchè si da risalto più ad altri temi della legge come quelli che hai citato tu.
    Ora chiedo scusa se non mi sono espresso bene e non sono stato chiaro, ma io non sono avvocato e questo mi è stato riferito da un amico avvocato che era indignato.
    Se c’è qualche avvocato tra gli utenti abituali del sito, ci delucidi. Chiarisca. Gliene saremo tutti grati.

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