i fatti dopo il ragionamento

L’effetto Nicholas su di noi

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Il bimbo americano ucciso vent'anni fa in autostrada e la forza di un gesto che ha contribuito a cambiare la storia. E ad abbattere un tabù stupido Nicholasgreen | Blog diPalermo.it

Lo hanno chiamato “effetto Nicholas”: un’onda positiva che ha incrementato il numero dei donatori di organi. A quei tempi, era l’Italia del 1994, erano circa 200, oggi più di mille. Il fatto lo ricorderete certamente: l’auto in cui viaggiava Nicholas, bimbo di sette anni diretto in vacanza in Sicilia con i genitori e la sorellina, viene scambiata per quella di un gioielliere. Parte un colpo di pistola da rapinatori – che pensano di avere a che fare con l’auto del commerciante – e la vacanza della famiglia americana si trasforma in tragedia: il bambino muore poco dopo, in un ospedale di Messina.

Anche se distrutti, i genitori decidono di donare gli organi del figlio, in un momento in cui nel nostro Paese di questo si parla poco. In casi come questi, in cui la vittima è giovane, se ne parla ancora meno: come se donare gli organi volesse dire finire di straziare un corpo che avrebbe avuto ancora tanti anni da vivere.

Eppure, i genitori di Nicholas lo fanno: Reginald, il papà, diventa un simbolo e gli effetti di questo gesto per i tempi inconsueto sono sotto gli occhi di tutti. Quattro adolescenti e un adulto sopravvivono grazie a quel bambino ucciso per sbaglio, due riacquistano la vista ricevendo le cornee di Nicholas.

Reginald è tornato in Italia, ora che grazie a quel gesto la donazione degli organi non è più un tabù. I dati sono incoraggianti, esiste una vera a propria rete che collega chi è in attesa di trapianto e le strutture. E l’Ismett di Palermo è una delle eccellenze. È invecchiato, Reginald Green, più di quanto questi vent’anni avrebbero fatto senza la tragedia e quella decisione coraggiosa. È invecchiato e stanco.

Mentre gli vengono snocciolati i dati, imbevuti di gratitudine, che dimostrano come tutto è cambiato (per una volta in meglio), lui accenna un sorriso: come chi ha lanciato per la prima volta un grosso sasso, forse al di sopra delle proprie possibilità fisiche e mentali. Continuerà a combattere, Reginald Green, ma ora potrà scrollare da sé quella grande, feconda stanchezza.

2 commenti

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  • 12 febbraio 2016 18:45

    Li vidi e li applaudii discretamente Mr. e Mrs. Green una volta al Politeama, durante una serata dedicata a quel ricordo, tanti anni fa: perchè discreti, ma immensi, superiori, supremi furono questi due coniugi in quei frangenti in cui la vita ti suggerisce: ammazzati, va, oppure ammazza i banditi, tanto che ci vivi a fare dopo una cosa cosí?
    Io sono donatore da quando compii 18 e un minuto: ma questi due signori sono di un altro celeste, superiore sistema solare.

  • 13 febbraio 2016 03:17

    E se non ci fossero stati nè banditi nè sparatorie? Dopo tutto il Far West è in USA e non in Calabria.

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