i fatti dopo il ragionamento

La vera mafia da temere

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I funerali in stile Casamonica alla Kalsa per il parente di un boss, la scoperta dell'acqua calda e il sospetto, se qualcuno permette, che certe indignazioni andrebbero spese meglio Colombabianca | Blog diPalermo.it

Abbassano le saracinesche dei negozi, guardano volare le colombe e rendono omaggio al cognato del boss con i mortaretti. Non è un vecchio film in bianco e nero, ma ciò che è successo sabato alla Kalsa. Nella follia mediatica qualcuno ha persino parlato di funerali in stile Casamonica: ma non erano i romani che si erano ispirati agli antichi usi di Cosa nostra?

Comunque, non c’era la carrozza coi cavalli né la musica de “Il Padrino”, non c’era l’elicottero, non ci sono stati petali di rose ma, anche se l’uomo morto alla Kalsa era incensurato, per via delle sue parentele, la vicenda è diventata – a scoppio ritardato – uno scandalo. Comune e Rap annunciano provvedimenti contro eventuali netturbini, anche se fuori servizio, che siano intervenuti per bloccare il traffico e far passare il corteo. In una città in cui il traffico è sempre così scorrevole avrebbero in effetti una colpa gravissima. Dalla questura minacciano denunce, ma mi sfugge per cosa, gli spari non autorizzati? A Roma la vicenda Casamonica si è chiusa con un nulla di fatto. E, visto che la polizia era presente sabato, non capisco neppure perché le contestazioni non siano state mosse in tempo reale.

La verità è che questo triste spaccato della Kalsa ci conferma per l’ennesima volta qualcosa che sappiamo già, ovvero che la mafia controlla il territorio, che è ancora temuta, che è ancora rispettata. Se i commercianti sono “complici” del parente incensurato del boss, nessuno stavolta – e stranamente – ha avuto però nulla da ridire sul prete che ha celebrato la messa.

Ho l’impressione che quando ci concentriamo su questi episodi, sulle madonne che s’inchinano, sui matrimoni e le cresime, tutto facciamo tranne che guardare la realtà. Cosa nostra – lo ha dichiarato Giuseppe Di Lello, anima dello storico pool antimafia in una recente intervista – oggi fa affari più che mai: in tempi di crisi, la liquidità che ricava dal traffico di droga, fa molto comodo all’economia. E – cosa decisamente inquietante – ormai il suo denaro è così pulito che, dice Di Lello, è diventato impossibile trovarlo. A me preoccupa molto di più quest’aspetto che le colombe e i mortaretti al funerale di un incensurato, seppur imparentato con un boss. Perché la mafia non va mai sottovalutata.

1 commenti

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  • 16 febbraio 2016 13:17

    La vera mafia da temere? E’ quella che non viene immaginata nella maggior parte delle persone. E’ quella che si serve della mafia immaginata dalle persone e rappresentata nelle fiction, nei film, nei romanzi. Non è cosa nostra, ‘ndrangheta, camorra, sacra corona unita per intenderci.

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