i fatti dopo il ragionamento

Il traffico dentro di me

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Un giorno di ordinaria follia incolonnato dietro migliaia di macchine e la rassegnazione che improvvisamente si fa largo. E ti dice molto della tua palermitanità. E della tua incapacità a qualsiasi tipo di ribellione TRAFFICO1 1 | Blog diPalermo.it

Un paio di giorni fa dev’essere successo qualcosa che ha provocato, tra il Papireto e piazza Indipendenza, uno di quegli ingorghi definitivi che in Così parlò Bellavista Luciano De Crescenzo definiva a croce uncinata. Impossibile venirne a capo. Allora ho fatto quello che faccio di solito in questi casi. Mi do da fare. Salgo con la macchina sul marciapiede, falcio pedoni, distruggo piante, imbocco traverse in senso vietato, passo col rosso, percorro senza paura le corsie d’emergenza, faccio insomma tutte quelle cose che mi possano consentire di arrivare alla meta prefissata almeno entro la mezzanotte del giorno successivo.

Il fatto è che a un certo punto, l’altro giorno, mi sono arreso. All’ennesima infrazione ho sentito una vocina, era la mia fata buona che mi diceva di rilassarmi, di respirare, di arrendermi a quella distesa di macchine aggrovigliate l’una all’altra. Mi diceva di arrendermi finalmente all’ineluttabilità della palermitanità, apprezzarne la vera essenza, lasciarsi cullare dal traffico, che è la nostra vera essenza, il nostro dna, il nostro marchio di fabbrica.

Ho sedato i miei istinti omicidi, ho risparmiato un bambino in carrozzina con la tata al seguito e mi sono finalmente incolonnato come un qualsiasi coglione diligente. Ho osservato i miei compagni di sventura chiusi dentro alle loro tristi macchinine.

Avevano facce serene, arrese, consapevoli, avevano le facce di chi non fa per niente sul serio (cit.) e ha capito tutto di questa cosa complicata che è la vita, di chi non ha orari né impegni da rispettare. I finestrini chiusi, la musica probabilmente, gli occhi fissi sul cellulare. La dimensione perfetta. La deresponsabilizzazione da tutto, “scusate il ritardo c’era traffico”, e sfido chiunque a dirti qualcosa, a prendersi la briga addossarti colpe e responsabilità.

Il traffico motore di tutto, un meraviglioso ossimoro che è l’anima stessa di questa città che questo mostro d’acciaio chiamato tram, illuso lui, vuole svilire senza capire che senza traffico Palermo non esisterebbe. Il traffico è vita, il traffico mi indica la via, è la mia stella polare, io sono tuo e tu sei mio, il traffico ci dice chi siamo, da dove veniamo e, soprattutto, dove andiamo. Magari no, dove andiamo no, ma mica stiamo a spaccare il capello in quattro.

7 commenti

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  • 25 febbraio 2016 11:37

    Non insistere con la macchina, vai a piedi. Impieghi meno tempo e acquisti salute, sia perché’ ti muovi sia perché’ il tuo sistema nervoso non si altera.

  • 25 febbraio 2016 18:15

    Esatto. Sono palermitano fino al midollo come te, tanto palermitano che vi ho salutati tutti e lavoro all estero, ma senza perdere un briciolo di astio irreparabile per gli automobilisti palermitani, cui ogni ritardo, ogni abuso, ogni neglizenza è concessa e perdonata, appunto, “perchè c era traffico”. Caro Massaro, Ti si conosce e stima in quanto persona sensibile e critica e questo pezzo non ti fa onore; sembra altro da molti altri pezzi, molte altre esternazioni che hai scritto, sembra altro da te.
    Lascia la macchina, prendi l autobus (incredibile, fumziona! Basta provare, chiaro, se non lo prendete da quando avevate dodici anni difficile dare un giudizio…), oppure i bei piedini e puntuali arrivate sicuro, vi scala la panza, vedete la città e le vetrine e riuscite anche a scambiare due parole, qualuno per strada, a piedi, s incontra sempre!!!

  • 25 febbraio 2016 18:17

    Mario, non posso che darti ragione in tutto, sia detto senza ironia.

  • 25 febbraio 2016 20:28

    @Mario. Non fa una piega. Da dove abito io (zona Monte pellegrino) a dove lavoro (mezzo monreale) a piedi devo partire la sera prima, con l autobus capitò anche di metterci 2 ore e 30 e con la macchina, se capiti la giornata no pure.
    Scooter. Solo quello. Stop.

  • 25 febbraio 2016 21:02

    Comunque, in massima parte chi si lamenta del traffico è un alimentatore del traffico e in questo post Massaro è onesto. C’è lui e ci sono gli altri, in genere ci si lamenta solo degli altri.
    Ma qualche commento mi appare piuttosto superficiale. I mezzi pubblici a Palermo sono quel che sono negli orari di punta, in altri orari si possono anche vedere passare vuoti. E non siamo in “germania”, dove nessun ritardo è giustificato in quanto tutto funziona meravigliosamente, ma è chiaro che occorre sempre attrezzarsi e prevenire.
    Io mi ero stufata di fare tutto questo (neanche sempre ci riuscivo) e mi sono trasferita molti anni addietro nelle vicinanze del luogo di lavoro.
    E dirò che ormai da molto tempo lo smog e il traffico lo subisco mentre poco ne produco, ma mi accorgo di essere diventata più “buona” verso gli altri, che compatisco, molto più di tanti altri acidoni che leggo.
    E invece sarei quasi autorizzata a lamentarmi. Strano, forse perché ho una vecchia auto, ormai inquinante (ma è vera questa storia??) che uso poco, ma la uso. Non saprei.

  • 25 febbraio 2016 22:20

    Quando ero molto giovane, diciamo ragazzina, fantasticando sul futuro non solo non immaginavo la mia (ancora attuale) vecchia macchina, ma ancora meno immaginavo l’illuminata proposta della “passeggiata a piedi”.
    Per spiegare, a me piaceva la fantascienza, e pensavo che si sarebbero fatti passi da gigante. Ma non si sono fatti neanche quelli della formica, forse meglio dire che è stato simulato il gambero.
    Quando già anni addietro ho visitato una mostra delle biciclette elettriche innovative mi è calata una forma di depressione. Ma questi sentimenti credo siano estranei alle nuove generazioni, molto politicizzate, ecologiste che si accontentano solo degli sviluppi dei mezzi di comunicazione.

  • 27 febbraio 2016 12:17

    “prendi l autobus (incredibile, fumziona!”
    il 101 sì, tutto il resto no

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