i fatti dopo il ragionamento

Le quattro del mattino, a Palermo

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Zen21 | Blog diPalermo.it

Le quattro del mattino. Me ne vado in giro, insonne, coperto da un cielo pieno di nuvole che assorbono le luci rossastre della città. Senza una meta precisa giungo alla stazione che a dispetto dell’ora è già in piena attività. Sotto i portici, negli angoli, qualcuno dorme avvolto in pesanti coperte di lana, un gruppetto di operai aspetta il bus che li conduca a lavorare, parlano tra di loro stringendosi nelle spalle per combattere il fresco, i bar della zona aprono le saracinesche e dalle cucine si propaga un forte odore di frittura.

Salgo anch’io sul primo autobus che incontro, il 243, diretto nella più profonda e dai più temuta periferia panormita, lo Sperone, che ha l’aspetto di un enorme castello infestato di fantasmi. Non un’anima viva per strada, carcasse d’auto bruciate, casermoni grigi e violentati dalle crepe e un totale, assoluto silenzio.

Il mezzo si ferma per far salire tre ragazzi, non avranno più di dieci, undici anni: indossano abiti firmati come la maggior parte dei ragazzi di quell’età. L’autista sbotta a un certo punto: “Non hanno neanche i soldi per mangiare e vanno in giro vestiti a quel modo”. Mi guarda in attesa di una risposta che non ho e continua: “Te lo dico io, smanettano con lo zucchero filato, la cocaina, ecco come fanno”.

Lo guardo, poi mi volto verso i ragazzi sul fondo: stanno ridendo e guardando un video su youtube, proprio non mi sembra che siano degli spacciatori, anzi, quel loro essere connessi con un mondo “altro” con molta probabilità sarà la loro àncora di salvezza. Si apre uno squarcio nel cielo e un raggio di sole proietta l’ombra di un albero su un palazzo. La zona è di una bruttezza tale da diventare quasi estetica, un’installazione artistica e non è da quello che devono scappare questi ragazzi, non dal luogo dal quale provieni, ma dai pregiudizi della gente.

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