i fatti dopo il ragionamento

Se io avessi un figlio, a Palermo

di

Il dovere di trasmettere il bello a chi vuoi bene, quell'immondo mercatino a Ballarò e una passeggiata di sabato mattina che ti fa capire molte cose. Purtroppo Mercato Ballaro | Blog diPalermo.it

Palermo non ha i Grands Boulevards, Palermo non è Parigi però Palermo è bella, e se ve lo dice uno che non la ama potete fidarvi. Palermo non so se è una città a misura di bambino, non ho figli, non ci ho mai pensato. Però Palermo è bella, e se io avessi un figlio magari il sabato o la domenica mattina lo porterei in giro per i vicoli, per i quartieri antichi, forse per le chiese, molto probabilmente mi sforzerei di trovare un parco, un giardino o una villa appena più decente di quello sconcio che è il Giardino Inglese e lo guardarei giocare a pallone. Mi sforzerei, e insomma se non altro apprezzerebbe l’impegno.

Io credo, senza stare qui a filosofeggiare inutilmente e a rubarvi troppo tempo, che il dovere di un uomo sia quello di educare un figlio al bello. Fargli conoscere il bello, farglielo scoprire. Educarlo al senso estetico, visivo e olfattivo; permettergli di guardare oltre, spiegargli che esiste una cosa meravigliosa che si chiama possibilità, che esistono mondi inesplorati che, se avrà la fortuna di essere curioso e sveglio, un giorno vorrà scoprire da solo.

Per questo, sabato mattina, vedevo questi sciagurati genitori – non saprei con quale altro aggettivo appellarli – andarsene in giro coi figli lungo le strade di questo immondo suk fra Ballarò e corso Tukory, fra merce rubata, paccottiglia maleodorante e gentaglia ululante che regolarmente si impossessa di un intero quartiere senza che nessuno vada a chiedergli il conto; guardavo e mi chiedevo se è tutto qui l’amore di un genitore per un figlio, farlo gironzolare fra l’immondizia, lo schifo, la merda, educarlo al brutto, allo schifo, alla noncuranza, alla sciatteria, crescerlo già arreso e sconfitto, non offrirgli chance, condannarlo in partenza al peggio che questa città sa offrire precludendogli il bello che c’è, magari, una volta girato l’angolo. Questo pensavo, questo.


[ Immagine: foto simbolica di autore incerto, dal web - Policy]

8 commenti

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  • 29 febbraio 2016 08:20

    Credo che al pari livello si mettano gli sciagurati genitori che il sabato pomeriggio, con un tepore primaverile nell’aria, si vadano ad “inchiudere” in quei postacci di centri commerciali tutti belli in tiro con le scarpe alla moda.
    Nati in nord Europa per logiche questioni climatiche, ma che qui hanno trovato terreno fertile in alcune menti aride. (Poi capita che ti serva una maledetta presa scart sotto casa e non ne trovi)
    Io preferisco di gran lunga vagare tra i vicoli in bici con mio figlio, avendo la cura minima di evitare i postacci da te menzionati.

  • 29 febbraio 2016 10:03

    Io non credo che al brutto allo sporco e al cattivo ci si possa Mai abituare puo ‘ succedere di rassegnarsi o Di non conoscere il Bello che non e ‘ solo un fatto esteriore ma sopratutto interiore e interpersonale certo ci sono persone e ahime con figli che per diverse ragioni Anche senza colpa abituano I figli alle cose peggiori e cosi Si reitera ogni bruttezza ….purtroppo anche se sono convinta che ovunque piu o meno nascosta La bellezza Si possa trovare anche in un lurido suk, questione di sguardo

  • 29 febbraio 2016 12:09

    Faccio notare all’autore del post che il souk orrendo – della bancarelle illegali – c’è pure in via Maqueda e vie limitrofe, in tutto il centro insomma, e che la munnizza e anch’essa ovunque, anche davanti i monumenti, e che la maggior parte dei vicoli sono maleodoranti, sporchi, con facciate degli immobili in pessime condizioni. Che una parte della città è invasa da negozi brutti, che si chiamano etnici, e, per essere a tutti gli effetti da “terzo mondo” è invasa da posteggiatori abusivi, questuanti, lavavetri. Palermo non è bella, è brutta, molto brutta, sottosviluppata… FU bella, grazie a normanni, svevi, e spagnoli, e un po’ i Borbone.

  • 29 febbraio 2016 12:33

    Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita

    così si potrebbe anche dire di questa bella, martoriata e disamministrata città, culla di quella Civiltà oggi calpestata dall’orgia del potere, che si chiami Cammarata e/o Orlando poco conta

    non so se questo itinerario turistico culturale verrebbe inserito nel circuito europeo da quei pavoni della corte di colui che dice di saper fare il sindaco però la realtà, e sottoscrivo il commento precedente di GIGI, è questa….così è se vi pare…

  • 29 febbraio 2016 17:27

    Sono d accordo con tutti voi, con tutto quanto contradditoriamente e secondo letture diverse avete proposto. Sono d accordo che il bello s insegna ( e si annusa, si certo); sono d accordo col 5 Maggio di questa città; sono d accordo col disprezzo verso i cerebroappiattenti centri commerciali, di domenica, in una bella giornata di sole; sono d accordo con la Storia, che non c è piû.
    Tutto e il suo contrario… Ma questa città, prostituita, la si può pagare e goderne o disprezzarla e offenderla: a lei, penso, importi ormai poco più di niente.

  • 29 febbraio 2016 20:25

    Educare al bello ed educare al giusto e all’ingiusto. Ma i genitori oggi non lo dicono piu’ ai figli cosa e’ bene e male. Colpevoli

  • 01 marzo 2016 07:10

    Francesco, te lo dico io che ho figli e che non vivo più a Palermo da anni : Palermo non è una città per bambini.
    Nessun parco degno di tale nome quando altrove ne trovi di curatissimi ( il bello ) e pieni di giostre che offrono ai tuoi figli non solo il gioco ma tanta attività fisica ed è tutto gratis !.
    Nessun rispetto per le regole quando altrove i tuoi figli vedono che è normale rispettare le regole più elementari tipo non parcheggiare come animali dove capita , allacciare le cinture ed usare sia caso in moto che seggiolini in auto.
    Nessuna scuola che possa insegnare il diritto di un bambino ad essere accolto in una struttura bella, curata e che diventa un luogo attrattivo di attività extrascolastiche.
    A Palermo un bambino non impara la vita ma la sopravvivenza … a pensarci bene Palermo non è ne una città per bambini ne per adulti.

  • 01 marzo 2016 15:14

    Tutti i commenti sono validi ma sicuramente quello con cui concordo e quello di Antonio al quale aggiungo che Pakermo, purtroppo, non è neanche una città per adulti

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