i fatti dopo il ragionamento

Se il vero scandalo è nascondersi

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Le polemiche per figlio di Nichi Vendola e la paura di dire quel che si pensa per il timore di apparire retrogradi, omofobi, provinciali. Ma sapete che c'è? Io oggi sputo il rospo. Alla faccia del politicamente corretto a tutti i costi. E di tutti quelli che fingono Vendola | Blog diPalermo.it

Tutto è cominciato quando un amico, mentre prendevamo un caffè al bar, mi ha detto che questa storia di Nichi Vendola non gli piace. “Faccia il frocio quanto vuole, non me ne frega niente, ma perché non si prendeva un cane”?, queste le testuali parole che ha usato, precedute da un “resti tra di noi, mi raccomando”.

Praticamente me lo ha confidato. Non era il caso di approfondire l’argomento, anche perché andavamo entrambi di fretta, ma mi sono domandato per quale strana alchimia la sua opinione, per quanto espressa in termini un po’ crudi, dovesse essermi “confidata”. Domanda stupida perché ne conoscevo la risposta. Perché era esattamente ciò che stava capitando a me. Anch’io, semplificazioni lessicali a parte, la pensavo come lui, ma giocavo a nascondino. Anch’io avrei avuto paura di dirlo, per non apparire omofobo, provinciale, culturalmente retrogrado.

Cosa accade mentre rimuginavo su questi pensieri? Che mi arriva la telefonata di Franco Cascio. Sì, perché ai tempi di Facebook accade anche questo. Che da un’amicizia virtuale nasca un rapporto reale. Cominciamo a parlare del più e del meno e mentre mi assale l’irresistibile voglia di chiedergli cosa pensasse del caso Vendola, lui mi precede. “Dimmi la verità, cosa pensi della vicenda di Vendola?”. Sì, avete capito bene, “dimmi la verità”. Inequivocabile il non detto che si nascondeva dietro questa domanda. Forza, sputa il rospo, con me lo puoi fare, siamo amici.

E io il rospo l’ho sputato. Gli ho detto chiaro e tondo che è una cosa che non mi piace. E non piace neppure a lui. Ma è curioso che non abbiamo parlato affatto del merito della questione, non ci siamo interrogati sulle ragioni che ci fanno storcere il naso. Abbiamo parlato di questa fottuta paura di non poterlo dire, di essere bollati come fascisti, oscurantisti, omofobi, di questa sorta di mafia culturale, di questa dittatura del pensiero unico, di questa ossessione del politically correct, di questa filosofia del dentro o fuori , del con me o senza di me (per usare espressioni del nostro comune amico Francesco Massaro) che ci porta, anche inconsapevolmente, a cercare l’amico con cui confidarsi, a trovare una sponda tranquillizzante, un confessionale. Relegati in un cantuccio, come carbonari 3.0. Così non va affatto bene. Questo vuol dire che sul concetto di democrazia abbiamo ancora tanto, ma tanto da imparare.

E così abbiamo deciso di uscire allo scoperto. Ma tranquillizzatevi, non dobbiamo dire nulla di sconvolgente. Solo ricordare che tra l’oscurantismo omofobo e la paternità/maternità a tutti i costi, surrogata o da utero in affitto che dir si voglia, esiste anche una zona grigia, intermedia. Calda, confortevole, accogliente, se vogliamo tradizionale. Non è uno scandalo occuparla. Lo scandalo, semmai, è nascondersi.


[ Immagine: da Wikipedia - Policy]

11 commenti

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  • 01 marzo 2016 08:32

    La maternityà surrogata esiste da sempre. IO conoscevo una coppia palermitana, di professionisti, che più di trent’anni fa si affidò ad un?”utero in affitto” per avere due figlie, poi amatissime. A me non scandalizza affatto. Penso che sia una cosa del tutto privata, e che Nichi Vendola babbia fatto il clamoroso errore di esporsi alla lapidazione collettiva. Io non l’avrei fatto, né come coppia etero, né se fossi stata omosessuale. Ma paragonare il desiderio di avere un figlio ad una smania, che si soddisfa pure “prendendo un cane”, mi dà il voltastomaco. Credo che questo bambino sarà molto amato, e non mi fa più specie di quelli venuti al mondo dopo decine e decine di tentativi di fecondazione artificiale, da coppie che non hanno mai pensato che esiste l’adozione. Un figlio è un figlio se è amato come tale, e non importa se sia adottato, nato da maternità surrogata, o generato. Io avrei preferito che si liberalizzasse l’adozione, anche per i single e le coppie gay, ma siccome siamo una nazione di trogloditi, preferiamo che i bambini abbandonati lo restino fino alla maggiore età. Buongiorno

  • 01 marzo 2016 09:02

    Sono perfettamente d’accordo con la Signora Sternheim, e mi infastidisce quando si parla di “stupido egoismo”. Quando un uomo lascia moglie e figli, per vivere con un’altra donna (o viceversa) cosé quello..se non egoismo.

  • 01 marzo 2016 09:19

    Perfettamente d accordo con Ennio. I figli hanno diritto ai genitori e non i genitori ai digli. Si dimentica questo. È solo egoismo mascherato.

  • 01 marzo 2016 10:42

    Ma davvero volete raccattare voti così?! Ma che disgusto! Un tema tanto delicato andrebbe trattato con la cura di un neurochirurgo, non con la violenza cruda di un boscaiolo. Provo pena, più che disprezzo, per la vostra miseria umana.

  • 01 marzo 2016 11:30

    Capisco il sentimento degli autori del pezzo, capisco pure le reazioni dei commenti. Ci vorrà’ qualche anno come in qualsiasi altro cambiamento avvenuto nel tempo per accettare totalmente le unioni civili e le relative adozioni o concepimento dei figli in fecondazione artificiale. Ci sono sempre stati ma pochi ne parlavano perché’ non riconosciuti dalla società’. Adesso se ne parla perché’ esiste la legge, ci vorranno un po’ di anni per digerirla completamente, tutto diverra’ normale.

  • 01 marzo 2016 11:48

    Sono passati anni e anni e anni da quando il divorzio è regolato dalla legge.
    La società ha metabolizzato e tutti ne parliamo discorsivamente; abbiamo accettato.
    Ciò non toglie che l’infelicità resta per i figli di coppie separate.

  • 01 marzo 2016 12:03

    Turiddu, l’infelicità è maggiore per i figli delle coppie che non hanno la forza di separarsi e che urlano, litigano, spingono mobili e danno pugni alle porte per sfogarsi, una sera si e una sera no, con i vicini che preoccupati per i due bimbi e per l’incolumità della “coppia” arrivano a chiamare i carabinieri.

  • 01 marzo 2016 13:26

    @Verissimo Alessia.

  • 01 marzo 2016 14:17

    Alessandra, sull’esigenza di una legge che permetta le adozioni anche alle coppie gay siamo ovviamente d’accordo, ma in questo caso questo povero bambino una madre l’aveva. Ed è una madre che, da qualsiasi parte la si veda, l’ha abbandonato.

  • 01 marzo 2016 19:38

    penso che bisognerebbe chiedersi anche il perchè ancora oggi viene consentito una condizione discriminativa verso i tanti, l’assenza di democrazia partecipativa e una diseguaglianza economica che sottopone il cittadino a una condizione da suddito, ciò che dovrebbe essere un diritto a volte diventa una concessione
    anche i miopi si dovrebbero accorgere che in molti luoghi esiste e persiste ancora la lotta per la sopravvivenza: qui si creano le condizioni transitorie di benessere, proventi da utero in affitto compresi.

  • 02 marzo 2016 22:37

    Francesco, non l’ha abbandonato. Ha offerto il suo corpo per dare un figlio a chi non ne poteva avere (per ovvi motivi). Non leggo questo levar di scudi per Robert de Niro, che pare abbia ben 3 bambini nati da madre surrogata, o per Nicole Kidman, o per tanti altri “vip” hollywoodiani. Non è che si sta facendo tutto questo bordello perché Nichi Vendola non è simpatico a molti? del pedofilo che ci ha governato per anni non parla qsi nessuno, delle donne picchiate, violentate, segregate ci si ricorsa solo ogni volta che se ne ammazza una (aborro il termine “femminicidio”), delle donne africane costrette a prostituirsi perché ricattate se ne fregano tutti, e invece sono pronti tutti a condannare, stigmatizzare, lanciare strali su questa vicenda di Vendola. Per me lui avrebbe fatto meglio a lasciare questa storia nella sfera privata, come fanno da anni e anni rispettabilissime persone “per bene” che, non essendo gay, non fanno notizia.

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