i fatti dopo il ragionamento

Quando un figlio non arriva

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Il dibattito sull'utero in affitto, la falsa convinzione che certi problemi riguardino solo i gay e l'aberrazione della maternità a tutti i costi. Perché esistono ferite che non guarisci con una legge. Basta mettersi l'anima in pace Gravidanza | Blog diPalermo.it

Come se il problema fosse solo dei gay. Come se desiderare un figlio e non riuscire ad averlo fosse un destino che può capitare solo a loro, a due uomini o a due donne, a coppie formate da persone dello stesso sesso. E stiamo lì a guardare il dito, come tanti stolti. Quando il saggio altro non fa che indicare la luna.

Prendete una coppia etero, invece. Prendete un uomo e una donna. Anche sposati, se volete. Sposati da anni, anche. Non riescono ad avere un figlio. Eppure lo desiderano tanto, da tanto. Le hanno provate tutte – si dice così in questi casi. Si dice che siano andati dai migliori specialisti, ma niente. Si dice anche che abbiano provato ad adottarne uno. Ma è stato come lottare contro i mulini a vento a colpi di carta bollata. Che fare, a questo punto? Insistere o arrendersi?

Arrendersi. Mille volte arrendersi, dico io. L’opzione non è bella, ma ha più dignità. Altro che utero in affitto, altro che maternità surrogata. Non ho e non avrò figli, non sono la sola. Donne con le loro gravidanze mai arrivate o mai finite, che ingoiano l’amaro e vanno avanti, che incassano il colpo e così sia. Ma l’utero in affitto no, quello no. Nessuno potrebbe mai partorire mio figlio, se non io. Che poi, come si fa a prendere in affitto un utero? Funzionerà come per gli appartamenti? Ci sarà un’agenzia a fare da intermediaria? Forse basterà mettere un annuncio, “A.A.A. cercasi utero, no perditempo”, oppure esporre il cartello “Vendesi utero come nuovo?”.

Un figlio per forza, questo è l’utero in affitto. Un figlio a tutti i costi, nel senso letterale del termine. L’aberrazione della maternità e della paternità, che sono un diritto che a molte donne non è toccato, e pazienza. Le donne che non possono avere figli non avranno mai nemmeno una legge. Loro si mettono l’anima in pace. E basta.

14 commenti

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  • 03 marzo 2016 08:13

    La penso anche io così.
    Senza se e senza ma.

  • 03 marzo 2016 10:36

    Quante contorsioni mentali. Un figlio e’ tale, quando riversi tutto il tuo amore e tutte le tue energie materiali e sentimentali su di lui. Quando ricevi affetto e gratitudine da Lui. Quando vi è’ reciproca appartenenza. Questo succede sia quando e’ la natura a dartelo sia quando la scienza ti aiuta, sia quando non avendo predisposizione al compito di genitore, danno ad altri questa possibilità’

  • 03 marzo 2016 12:28

    grazie a Vincenzo Ciappa

  • 03 marzo 2016 12:33

    03 FEB 2016
    Il Parlamento francese ha dedicato una giornata di studio all’utero in affitto. È nata la Carta per l’abolizione universale della maternità surrogata.
    Un passaggio solenne a coronamento dell’impegno di lunga data dei progressisti e del femminismo francesi, capofila la “storica” Sylviane Agacinski, a cui si sono unite però anche le associazioni cattoliche per la famiglia. Tutti insieme contro la pratica dell’utero in affitto, o Gpa, la gestazione per altri, o maternità surrogata.Nelle tre ore di dibattito al Parlamento francese hanno preso la parola intellettuali, studiose ed economiste. È stato raccontato, con documenti e testimonianze, che l’utero in affitto non è – nella stragrande maggioranza dei casi – un dono o un’espressione di solidarietà, ma una sopraffazione nei confronti delle donne più povere.
    Hanno fatto sensazione in particolare i racconti della situazione in India dove, così come in Thailandia, migliaia di donne sono diventate oggetto di un crescente “sistema di produzione biotecnologica di bambini”, come l’ha definita in apertura la filosofa femminista francese Sylviane Agacinski, vera anima dell’operazione, moglie dell’ex primo ministro socialista Lionel Jospin. L’autrice di Corps en miettes (“Corpi sbriciolati”, Flammarion) ha accusato i giornali che “si sono smarriti volendo vedere un presunto progresso. Si parla della felicità delle coppie che vogliono un bambino a ogni costo, al punto che si è radicata l’idea che esista un diritto al figlio, indipendentemente dai mezzi per farlo nascere. Nonostante questa propaganda, si comincia a comprendere, grazie a numerosi documentari, la violenza che rappresenta, per le donne, l’ingresso della maternità su questo mercato”..
    I tre raggruppamenti che hanno dato vita all’iniziativa francese sono il Cadac (Collettivo diritti delle donne), il Clf (Coordinamento Lesbiche francese) e il Corp (Collettivo Rispetto della Persona) capitanato per l’appunto da Agacinski. È giunta in Europa per partecipare alla campagna anche Jennifer Lahl, la leader americana fondatrice del Center for bioethics and culture network, divenuta con i suoi documentari e le sue petizioni un punto di riferimento globale della battaglia civile. Dall’Italia è partita anche una delegazione di Se non ora quando – Libere,
    Non serve regolamentare il settore, si è detto, ma abolirlo ovunque
    Violenza, schiavitù, mercato neocoloniale sono state le immagini più evocate. La lotta alla maternità surrogata ha a che fare con la lotta alla prostituzione, perché in ambedue si vendono corpi di donna. Dunque, una delle prime sfide è combattere la visione edulcorata della maternità surrogata, forse anche a partire dal nome: maternità evoca qualcosa di bello e positivo: forse meglio il più crudo “utero in affitto”.
    Cosa dice la carta francese contro l’utero in affitto
    È significativo che in prima linea contro l’utero in affitto ora ci sia proprio la Francia, patria dei diritti dell’uomo, dove in questi mesi si è vissuta una polemica simile a quella italiana sui matrimoni gay. La nuova Carta francese stigmatizza l’utero in affitto come “pratica sociale realizzata da imprese che si occupano di riproduzione umana, in un sistema organizzato di produzione che comprende cliniche, medici, avvocati, agenzie… Il corpo delle donne è richiesto come risorsa a vantaggio dell’industria e dei mercati della riproduzione… La maternità surrogata fa del bambino un prodotto con valore di scambio, in modo che la distinzione tra persona e cosa viene annullata”. La carta si conclude con la richiesta “di opporsi fermamente a tutte le forme di legalizzazione della maternità surrogata sul piano nazionale e internazionale» per pervenire a «una convenzione internazionale per l’abolizione della maternità surrogata”.

  • 03 marzo 2016 12:37

    A Vincenzo Ciappa
    non pensi che per l’egoismo di alcuni nascerà certamente un commercio di bambini, messi al mondo con lo scopo di venderli?

  • 03 marzo 2016 13:55

    Il problema della genitorialitá oggi é molto più ampio rispetto all’ipotesi dell’utente in affitto e tale invenzione non è certo la soluzione.
    Il dibattito andrebbe esteso alla ricerca ed eliminazione delle cause di infertilità (cibo, usi, onde elettromagnetiche, smog …) per permettere a più uomini e donne di non dover soffrire nel cercare soluzioni a quello che non doveva essere un problema (ed in effetti in passato non lo era).
    Si dovrebbe discutere in maniera ampia e costruttiva dello strumento dell’adozione che oggi, così com’è strutturata, non funziona e non fa il bene nè dei bambini nè degli aspiranti genitori.
    Insomma, secondo me, oggi invece che intestardirci su discorsi di principio relativi a uteri in affitto, adozioni dei figli naturali del compagno … Che rappresentano degli aspetti particolari di “nicchia” , ci si dovrebbe appassionare un po’ tutti di più alla vita ed al miglior modo per coltivarla e favorirla.
    Poi, una volta superato il problema di base, sarà bene confrontarci su tutte le implicazioni per i vari soggetti della societá.

  • 03 marzo 2016 14:02

    Ma ora ditemi voi….
    Vendola rassicura. “”La madre del piccolo sarà per lui come una zia””….
    E’ tutto normale? Il bambino crescerà e qualcuno dovrà spiegarli che la vera madre, naturale… che lo ha portato in grembo per nove mesi e poi l’ha partorito, adesso per miracolo…è la zia. Anzi peggio! Come una zia…

  • 03 marzo 2016 16:44

    Bellissimo. Bellissima tu: dentro!

  • 03 marzo 2016 19:03

    Ragionamento impeccabile. Non fa un plisse’. Ma la legge attualmente chiude un occhio sul l’ingresso in Italia di figli della “surroga” consentendo, di solito al padre di riconoscerli come figli naturali e alla mamma, di adottarli. Cosa che senza la stepchildadoption non è consentita ai gay.
    Nella mia famiglia sono stati adottati, con grande difficoltà due bambini. Il fatto di mettersi il cuore in pace che io condivido in pieno, non ci deve far dimenticare che ci sono bambini vittime di ogni sorta di violenza pubblica e privata. E che tra un padre che ne abusava e una mamma lesbica ma amorevole il bambino saprebbe benissimo cosa preferire per se’.

  • 05 marzo 2016 14:07

    Parole degne di nota!!!

  • 05 marzo 2016 15:36

    Daniela cara, quanto sono vere e amare le tue parole. Non sono arrivati, questi bambini. Ci hanno aspettato ma noi non siamo state pronte, non lo é stato il nostro corpo, e la testa si é dovuta rassegnare. O forse abbiamo sbagliato i tempi, chissá, in fondo volevamo tanto, tutto, e qualcuna non ha avuto nulla.
    Un utero in affitto sembra un abominio, ma chi lo ha cercato, pagato e accolto nella propria vita ne dice un gran bene, come sempre in questi casi.
    Famiglie piú larghe, bambini con tre genitori, tanto amore in piú che quasi non sai dove metterlo.
    Si può andare avanti anche senza figli, magari riciclandosi come zie, amiche della mamma, compagne di giochi dei bambini altrui. Sono questioni delicate, e non si possono esprimere giudizi. Ognuno, alla fine, dovrebbe poter fare come crede, con leggi giuste che tutelino gli adulti e i minori.
    Solo una cosa proprio non si sopporta: che tante famiglie sbagliate, disfunzionali, disgraziate, misere e distratte possano avere tutta la prole del mondo solo perché benedette dalla biologia. Mentre tanto affetto, empatia, tenerezza, progetti vadano sprecati perché non ci sono le cellule complementari ad incontrarsi come natura comanda.
    I figli bisogna meritarseli. In ogni caso, e in ogni senso.
    Buona vita a te.

  • 06 marzo 2016 22:33

    Sono e servono per sperimentazioni genetiche su larga scala, che possono avere la loro importanza, ma con il desiderio umano si forniscono le cavie.
    La legge italiana è imperfetta, perché considerare la maternità della partoriente può andare bene solo nel caso della maternità naturale.
    Tant’è che su questo punto i tedeschi si sono letteralmente e a ragione impantanati.
    Nella realtà dei fatti ci sono in ballo almeno due madri. E in alcuni casi anche di più.
    E il desiderio di genitorialità della coppia deve fare i conti con i sentimenti del figlio, nel caso questi venga a conoscenza dei particolari della sua nascita.
    Non trattate il tema politicamente, ma umanamente, per favore.

  • 07 marzo 2016 21:46

    Insisto su questo punto perché la maternità incerta o a carico del richiedente esiste solo in questa epoca.
    La natura non è giudicabile e le leggi umane non la possono sostituire.
    Esiste il diritto dell’individuo di conoscere quali sono i suoi genitori naturali?
    Secondo i tedeschi sì. E io sono d’accordo.
    Cosa si può dire ad un figlio in caso di eterologa o utero in affitto?
    Nel caso della donna non si può parlare di forma di adozione. Sia chi partorisce o chi ha fornito il gamete, l’ovulo ecc. non può essere esclusa dalla maternità naturale.
    Questa ha la sua importanza nonostante tutto, nonostante che i genitori reali, chi ha cresciuto il figlio, possano essere considerati i veri genitori. E la psicologia umana è complessa.

  • 08 marzo 2016 11:36

    Sottoscrivo ogni parola .. scritta da Daniela. La penso anche io .. così , ma Lei da donna ha interpretato e scritto ciò che in questi giorni della Legge anche io pensavo . Lei lo ha scritto e penso che avrà avuto grande coraggio perchè il flusso mediatico della maggioranza , già oscurava nei dibattiti una voice come quella di Daniela in dissenso. Quindi mi reputo felice di averti letto Daniela e perciò ti saluto … brava sei una donna di Coraggio che non hai paura di pensarla con la tua testa secondo l’educazione e la storia che hai ricevuto in famiglia.

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