i fatti dopo il ragionamento

Una città per cantare?

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La multa e il sequestro a Hotze e quel pericoloso trasgressore dell'ordine pubblico che è l'artista di strada. In una città che vuole essere moderna e al passo coi tempi. E se, per una volta, provassimo a essere seri? Orlando | Blog diPalermo.it

In tutta Europa l’artista di strada viene valorizzato e il suo lavoro viene regolamentato e considerato come un contributo prezioso per il benessere della collettività. Accade dovunque ma non a Palermo. Qui pensiamo solo a fare cassa. Se un artista propone un progetto di qualità e non è inserito nei circuiti giusti, non ha nemmeno la possibilità di essere ascoltato. Il suo progetto non viene nemmeno letto.

Volete un esempio? L’anno scorso con la mia band ho presentato un progetto per organizzare e autoprodurre uno spettacolo in un teatro. Non si trattava di chiedere soldi all’amministrazione, sia chiaro, ma di investire e rischiare i nostri. Ebbene, la presenza di musicisti professionisti e la qualità della proposta non sono stati sufficienti nemmeno ad avere uno straccio di risposta, figuriamoci dunque se un artista di strada può ritenersi libero di esprimere la propria creatività.

Prendete l’esemplare punizione comminata al musicista olandese Hotze Convalis, il pericolosissimo trasgressore dell’ordine pubblico a cui i vigili urbani hanno sequestrato gli strumenti musicali in nome di una norma che, anche se legale, dovrebbe essere interpretata, letta, smussata, perché non è accettabile che in una città che si dice civile e moderna, al passo coi tempi, a un artista di strada venga negato il diritto di esprimere la propria arte.

Amo la musica. La musica è la mia vita e il mio mestiere. Sono cresciuta con la musica e grazie alla musica, che ho sempre visto come una formidabile terapia. Una città senza musica è una città spenta e senza gioia, senza vita. Ridiamo gli strumenti a Hotze. Un po’ di amplificazione non fa male a nessuno, diamo un’occhiata a quel che succede in tutte le città del mondo, ampliamo i nostri orizzonti, non costringiamoci nel nostro asfittico orticello, cresciamo, guardiamo oltre, impegniamoci a fare

quel salto di qualità che ci manca, pretendiamo da chi ci amministra un’attenzione maggiore, un coraggio nuovo. Piuttosto, diamo degli orari e regolamentiamo, riconoscendone il valore, il lavoro dell’artista di strada. Esiste sempre la possibilità di trovare soluzioni intelligenti che vadano bene per tutti. Siamo seri, almeno per una volta. Siamo seri.

(Margherita Avvento è un’interprete e cantautrice siciliana)


[ Immagine: fotomontaggio originale di diPalermo - Policy]

6 commenti

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  • 04 marzo 2016 09:24

    “”in una città che si dice civile e moderna””
    E chi lo dice?
    Ma ti pare normale che in Piazza Castelnuovo da decenni…e dico DECENNI, sempre la stessa famigliola, adesso allargata a nipoti, generi, cugini, cognati, taglieggi gli automobilisti con obolo volontario obbligatorio?
    Ma ti pare normale operi indisturbata a 5 metri da forze di polizia in servizio fisso?
    Detto questo….qui tutto è possibile. Anche l’assurdo.

  • 04 marzo 2016 09:30

    Mi pare che hotze abbia travalicato le poche regole esistenti, suonare ad altissimo volume e ad orari impossibili. La musica e’ importante anche per me, ma non si può’ ledere la libertà’ degli altri.

  • 04 marzo 2016 15:21

    Scusa tanto ma una norma non deve essere né interpretata nè letta nè smussata. ..va applicata e basta.
    Il problema è l’esistenza di norme stupide che vanno semplicemente cancellate.
    W la musica

  • 04 marzo 2016 17:19

    W la musica ma se questo si amplificava in qualsiasi orario è pure lecito che qualcuno si sia rotto le balle… le leggi vanno interpretate ma anche le libertà…

  • 04 marzo 2016 21:03

    Io non conosco la questione semplicemente perchè non sono al corrente dell’intensità sonora che usciva dagli altoparlanti dell’olandese. Allora, la questione è una: se costui, l’olandese, aveva ricevuto inviti continui ad abbassare solo il volume e se ne è fregato, allora certo, il suo perseverare non poteva ad un certo punto che fermarsi ricorrendo ai vigili e se l’è cercata lui. Ma se il problema non era il volume, o meglio, se non c’era stato avvertimento prima o se cmq il volume era di un’intensità pari a quelle di tutte le città europee, allora è stato un atto di arroganza ed aggiungerei di ignoranza dell’amministrazione. In questo secondo caso però non mi stupirei, visto che ormai dalle cronache abbiamo imparato a conoscere di che pasta sono fatti i politici.
    Sarebbe interessante cmq conoscere le testimonianze di chi bazzica spesso quella ona o addirittura abita li per capire se dare torto all’olandese o all’amministrazione comunale.

  • 05 marzo 2016 13:10

    Anch’io amo la musica. Ma amo sentirla quando e dove voglio.

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