i fatti dopo il ragionamento

Cugini, salvatevi almeno voi!

di

Il crac del Palermo e le follie del suo presidente visti da un tifoso del Catania. Che ha vissuto batoste e umiliazioni, conosce la sofferenza sportiva e proprio per questo non gode e non sghignazza. Anzi Curva Catania Lettera B | Blog diPalermo.it

Il Naufragio delle Due Sicilie, visto da Catania, almeno questa volta, non assume le confortevoli sembianze del “l’importante è che loro stanno peggio di noi”. Nel caso specifico, non solo non è vero ma, proprio per salvare quello che resta di una rivalità calcistica, si dovrebbe evitare di avviarla sul piano inclinato della mediocrità delle serie inferiori. Prendersi in giro, sfottersi, è molto più affascinante in serie A, in favore delle telecamere di Sky, anche per dei vecchi nostalgici del calcio di Novantesimo minuto, del mercoledì di coppa, dello “Scusa Ameri”, come noi.

Il fatto è, parlando delle cose che accadono sotto il Vulcano, che non solo non si sa quando e se il Catania farà ritorno in serie A, ma più di tutto a preoccupare è il destino della gloriosa società matricola 11700, fondata nel dopoguerra (nel 1946) dalle ceneri delle varie società operanti negli anni ’30. Il disastro imprenditoriale, prima ancora che sportivo, che ha travolto il gruppo Pulvirenti – fino a qualche anno fa celebrato eroe della rinascita rossoazzurra, oggi ai domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta per il crack Wind Jet – mette seriamente a rischio l’esistenza del Catania.

Quella progettualità che, regnanti prima Pietro Lo Monaco e poi Sergio Gasparin, era il vero fiore all’occhiello della lunga parentesi nella massima serie, più degli stessi risultati sportivi, si è rovesciata nella sua nemesi negli ultimi tre anni. Da quando Pulvirenti, imprenditore fattosi da sé secondo la vulgata ufficiale (sempre sono state respinte quelle ricostruzioni da retroscena che lo volevano vicino alla galassia Ligresti) ha pensato bene di poter gestire da solo la società, più che altro avvalendosi delle prestazioni di un ipertatuato procuratore di calciatori, Pablo Cosentino, nel ruolo di uomo forte della società. Al netto delle dietrologie sul perché di questa virata a centottanta gradi, i fatti parlano da soli e sono più forti di qualsiasi suggestione: due retrocessioni consecutive, una con l’ignominia delle partite comprate per la confessione resa dallo stesso Pulvirenti (a quanto pare ancora non si sono trovati gli acquirenti, ma questa è un’altra storia), gli investimenti immobiliari per Torre del Grifo da valore aggiunto a zavorra al collo, per l’evidente insostenibilità finanziaria in cui si viene a trovare una struttura pensata per essere la cantera di una formazione che veleggiasse nelle acque tranquille della metà classifica della massima serie ed oggi si trova a recriminare per una sconfitta sul campo del Martina Franca.

Come questo sia successo nel breve volgere di soli 24 mesi è materia per metà delle cronache giudiziarie e per metà del lettino da psicanalista. L’oggi è dominato dall’ansia per quel che sarà da qui a giugno, considerando le premesse non certo bene auguranti. È in corso una enorme seduta di autocoscienza collettiva da parte di una intera tifoseria che oggi si interroga sul chi sia il vero Pulvirenti. Sicuramente un uomo abile, che ha utilizzato l’enorme consenso maturato mantenendo il Catania in serie A come una sorta di assicurazione sulla propria vita di imprenditore.

In quegli anni Pulvirenti era un intoccabile, celebrato nelle aule universitarie come case history siciliana di successo, con la politica che gli strizzava un occhio e pure tutti e due, una stampa – salvo poche voce ostinate e contrarie, quelle che nell’estate del 2012, ad esempio sulla vicenda Wind jet, cercavano di far parlare i fatti, rapidamente isolate e bollate come nemici della causa rossoazzura – che non discerneva il riconoscimento dei risultati sportivi dall’ovvia attività di controllo sulle altre attività, che gli stessi dipendenti Wind Jet cercavano di chiedere, inascoltati; una magistratura che riempiva le platinate seggiole della tribuna vip.

Oggi, in un clima da si salvi chi può, è tutto uno smarcarsi ed un invocare il passaggio di mano. La cessione. Ma, al netto dei bucanieri e dei capitani di ventura che volteggiano attorno al Catania in attesa del fallimento, Pulvirenti vuole vendere oppure il Catania, l’unico vero asset e strumento di pressione che gli è rimasto, è ostaggio del destino dell’uomo che non pensava essere lui a dover portare il Catania in serie A?

Capite perché, vista da oriente, c’è poco da ironizzare su quello che succede nel fronte occidentale. Il Palermo sta riuscendo a emulare il Catania nell’impresa di due anni fa: essere coinvolto nella zona retrocessione in una campionato – questo come quello 2013/2014 – talmente scadente che per salvarsi bisognava fare il minimo sindacale. A noi non riuscì, ed è stato l’inizio della fine. Io non riesco a dire se Zamparini sia davvero stanco, voglia vendere davvero; se, come capita spesso a coloro che hanno edificato un impero, ad un certo punto scatti il meccanismo del après moi le déluge! che ha inghiottito Pulvirenti.

Ma la rimozione del pericolo al quale si stanno esponendo due tifoserie che sono patrimoni del calcio italiano è ancora più grave del pericolo stesso che le due squadre corrono. Quando c’è inconsapevolezza finisce con il mancare l’elemento di fondo che, alla fine, impedisce le catastrofi: la paura. Avere paura è il vero salvavita, l’assicurazione che si opererà per evitare che il rischio si trasformi in fatto. Possibile che i tifosi la provino, e i loro presidenti no? O forse non gli importa più?

7 commenti

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  • 08 marzo 2016 18:02

    E ancora c’è chi vuole andare allo stadio? Ma ditemi, ancora?? Ma rimanete a casa a godervi la domenica o vi fate una bella mangiata in un agriturismo con gli amici o vi fate una bella s…… con la vostra donna, ne guadagnerà l’armonia vostra e degli altri ed eviterete di dare vostri soldi a questa “emme” di presidente, con la “p” minuscola. Ed a quanto pare Iachini è di nuovo esonerato…

    Sicuramente lo avrete già visto, ma vi mando sto link.

    http://www.mediagol.it/video/video-conforto-zamparini-tifoso-te-ne-devi-andare-meglio-in-serie-c-che-con-te-in-questo-modoo/

  • 08 marzo 2016 18:14

    Post arrivato tardi………………………….

  • 08 marzo 2016 20:19

    E’ una squadra che non appartiene più alla città. Slegata e lontana. Che mira solo a plusvalenze piuttosto che a risultati sportivi.

  • 08 marzo 2016 22:49

    Eh, si infatti. Era già stato esonerato o anzi, mi dicono se ne è andato lui. Ma tanto ormai che differenza fa? Tanto sempre in B si va. E voglio dire al 99%. Lascio 1% al miracolo…

  • 08 marzo 2016 22:58

    E però ora una cosa la voglio dire, che non è nel mio stile, ma purtroppo devo dirla e me ne vergogno un po’, in quanto non è da me appunto e mi trovo a impersonare una parte caratteristica di altri utenti iper polemici ed iper provocatori che oggi anzi non frequentano più questo blog: ma dove caspita sono finiti tutti i difensori di zamparini? Che ci attaccavano e ci criticavano ( a noi antizampariniani). Allora vero è che noi critici della società, o si perdeva o si vinceva, avevamo sempre “the balls” di esporci e scrivere. Mentre loro?? Escono la testolina solo quando le cose vanno bene. E quando vanno male? Un po’ di umiltà e dire che avevamo ragione noi? Ma loro pagheranno sempre l’abbonamento. Per dare soldi al presidente che poi I LORO SOLDI li spende per i suoi affari extracalcistici invece di investirli per un palermo forte e competitivo.

  • 09 marzo 2016 08:38

    …sembra un pezzo del 1940! una fatica leggerlo..

  • Pingback: L’onestà socio sportiva del giornalista e scrittore Luigi Pulvirenti (Digressione 48) | Salvatore Massimo Fazio

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