i fatti dopo il ragionamento

Quelle foto di chi non c’è più

di

Vecchia Foto | Blog diPalermo.it

Ho sempre visto con snobistica diffidenza quei negozi che hanno in evidenza le foto del fondatore passato a miglior vita, capita soprattutto di vederle nei bar e nei panifici, una consuetudine popolare con cui si intende rendere omaggio al padre, al nonno o al bisnonno che in quella bottega ci hanno passato tutta la vita, una sorta di ringraziamento postumo, un modo per tenere viva la memoria, come a dire io sono qui ma se sono qui è per merito di quel tizio lì che vedete nella foto.

Bene, come vi dicevo è una cosa che non m’è mai piaciuta, il negozio è negozio, che volete che gliene freghi alla gente di chi l’ha fondato o di chi c’era prima di te? E poi, a dirla tutta, l’ho sempre considerata un’abitudine vecchia, polverosa, non al passo con questi tempi veloci ed elettrici; che noia questo continuo guardarsi indietro, questo retorico omaggio al passato, questo sospirare nel malinconico ricordo di chi non c’è più.

E insomma per finire questa storia, qualche notte fa gironzolavo per il laboratorio del bar e ho visto, sistemato in alto, sopra una vetrina refrigerata, un piccolo quadro con una vecchia foto di mio padre. Sono salito su una scala, l’ho presa, l’ho pulita per bene e l’ho messa alla cassa, in evidenza, alla faccia della mia stupida modernità, del mio snobismo stronzo, come fossi nato a Tokyo o a Copenaghen e non dove sono sono nato. Lì deve stare quella foto, lì e in nessun altro posto, in faccia ai clienti, come nei peggiori bar (e panifici) di Caracas, esattamente per tutti quei motivi che fino a qualche giorno fa aborrivo sdegnato.


[ Immagine: foto simbolica di autore incerto, dal web - Policy]

11 commenti

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  • 08 marzo 2016 09:09

    Non sei mica solo. Mio padre al vivaio c’è. Oggi come 60 anni fa. Accade un meccanismo perverso nella mente degli uomini, che porta a vergognarsi – già, a vergognarsi – persino dell’immagine di tuo padre. E sai perché? Perché non è chic metterla alla parete. Come non sono chic le foto del matrimonio o della tua prima comunione piazzate sul mobile in casa di tua madre. Figuriamoci le foto dei defunti nel portafogli. Io, invece, quando entro al vivaio saluto mio papà e sono convinto che mia mamma, vedendomi bambino con la tunichetta bianca, si commuova ancora oggi mentre guarda u picciriddu. Se ci vergogniamo dei nostri sentimenti siamo fottuti caro amico mio.

  • 08 marzo 2016 09:20

    Non si possono rinnegare le proprie radici, e’ il sale della nostra vita. Ho perso mio Padre più’ di 30 anni fa, ma il suo ricordo, i suoi sacrifici, la sua generosità’, e il suo volerci bene, e’ ancora vivamente presente.

  • 08 marzo 2016 09:25

    Ma guarda che a Tokyo c’è la stessa usanza. Siamo giapponesi e non lo sappiamo

  • 08 marzo 2016 13:59

    Caro Riccardo, un uomo senza sentimenti non è un uomo

  • 08 marzo 2016 14:24

    Insomma ragazzi, mi par di capire che perdonate la mia debolezza 🙂

  • 08 marzo 2016 21:33

    Francesco ….. Sai bene che tuo Papà era davvero speciale …. Hai fatto benissimo …

  • 09 marzo 2016 14:18

    La pensavo come te la penso come te! L età porta consapevolezza e saggezza! Mi ha commosso sapere che non sono il solo!! Grazie!

  • 09 marzo 2016 14:30

    Signor Massaro ,anni fa’,parecchi ad onore del vero ,ho conosciuto per motivi di lavoro,un Galantuomo.Preciso,puntuale e sempre leale e corretto.Quell’uomo era suo padre.Mi fa immenso piacere
    poterlo rivedere,almeno in foto.Lo faro’ presto.

  • 09 marzo 2016 19:23

    Hai fatto centro. Anch’io vedevo sul tavolo di rinomati studi medici la foto dei figli- Adesso ce l’ho anch’io !

  • 09 marzo 2016 21:26

    Fa piacere vedere un esercizio la cui attività è stata fondata molti anni prima e riconoscerne l’orgoglio di chi oggi lo porta avanti. E l’esposizione della foto del fondatore non credo possa disturbare, anzi, e non denota un retorico omaggio al passato ma ricorda la tradizione e la solidità aziendale. Quando queste sono genuine, tenendo comunque conto dei previsti cambiamenti e ammodernamenti.
    Va bene così.

  • 10 marzo 2016 07:26

    Tengo nel portafoglio diverse foto in bianco e nero dei miei genitori che oggi non ci sono più. Nella foto erano belli, giovani, sorridenti. Un’altra foto la tengo sulla cassettiera della mia stanza da letto, insieme a quella di un fraterno amico prematuramente scomparso. Sembra proprio il mobile di casa di mia zia che da piccolo guardavo pieno di foto di gente che non c’era più e come Francesco pensavo “che baggianata”. Oggi ogni mattina quando mi sveglio li guardo tutti e tre ed è come se ci fossero, li saluto, li ringrazio di esserci stati, li rimprovero di essersene andati. Bravo Francesco una descrizione perfetta

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