i fatti dopo il ragionamento

Ma vi guardate mai intorno?

di

L'eterno mantra del cittadino/tifoso deluso - "Palermo non merita la serie B" - e la mia ovvia, banale, ingenua, modesta obiezione: "E perché mai?". Basta essere capaci di un briciolo di autocritica per capire che Palermo, in fondo in fondo, la serie B invece la merita Neighborhood Palermo Sicily | Blog diPalermo.it

Questo non è un pezzo calcistico, anche se il tema di fondo è Zamparini, la sua bizzarra conduzione, la salvezza o meno del Palermo. E non è nemmeno un pezzo politico, anche se volendo si può parlare di Orlando e dei suoi predecessori (più o meno Cammarata, Orlando, Orlando e Orlando). Questa è soltanto una provocazione bella e buona di chi come me da trentacinque anni racconta la città di cui è innamorato e la squadra di cui è stato tifoso negli anni più belli della vita (i primi venti) e di cui, poi, è stato critico per mestiere.

Non mi manca il contatto con la gente, che vuole sempre sapere qualcosa in più, che spera di carpirmi il “segreto” non ancora sputtanato sui giornali: rispondo con garbo, a volte con pazienza, ma mi salta la mosca al naso quando (troppo spesso) la conversazione termina con la classica frase “Palermo non merita la serie B”.

E perché? Cosa merita Palermo? Quali virtù ha evidenziato nell’ultimo mezzo secolo? Cosa ha prodotto Palermo in termini di quotidiana civiltà? Città sporca, periferie degradate, mezzi pubblici a singhiozzo, disoccupazione alle stelle, imprenditoria alle stalle, uffici pubblici alla deriva, negozi costretti a chiudere, musei spesso chiusi ai turisti, mare sporco, litorali abbandonati. E volutamente non cito mafia, pizzo, tangenti e raccomandazioni, perché poi il discorso si farebbe troppo complicato per contenerlo in poche righe.

In una sola parola Palermo e i palermitani hanno prodotto sottocultura, con rarissime felici eccezioni. Punto. Vi sarà sufficiente un piccolo viaggio fuori porta per rendervi conto di come Palermo sia parecchio indietro rispetto al resto del mondo. E vi sarà anche sufficiente un piccolissimo esame di coscienza per rendervi conto che spesso trattiamo Palermo con un disinteresse e un malanimo che non riserviamo invece alle città che ci ospitano per pochi giorni da turisti. Con l’aggravante che Palermo è una città potenzialmente meravigliosa, che potrebbe autosostenersi con il turismo, la cultura e i suoi straordinari beni architettonici.

Per estrema chiarezza: Zamparini ha fatto cose molto belle e cose molto brutte (ma non mi sembra che prima di lui si siano vinti scudetti e Champions League); Orlando e Cammarata hanno fatto cose buone e meno buone (ma non credo che basti un uomo solo al comando per cambiare tutto). Palermo – di cui nonostante tutto resto innamoratissimo – è in LegaPro in tanti settori della vita civile, perché la serie A dovrebbe essere un “dovere”?

18 commenti

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  • 11 marzo 2016 08:53

    Dott.Monastra quanto letto è lo specchio di una città che sommessamente ha accettato con mesta rassegnazione.
    Il popolo ha bisogno di capi popolo di menti che divulgano serie idee da contrapporre ai mercanti di politica e uomini che si sono susseguiti.
    Qui non un giornalista ha contrastato con la propria penna i mercanti di cui sopra.I motivi sono ovvi,quelli appunto da lei non menzionati.Tutto ciò ha creato servilismo, sudditanza.Mi concederà un fuori pista:se Zamparini si permette di offendere un suo collega in pubblico e lo stesso non proferisce parola è chiara la posizione così come è chiara la posizione dei media;
    Nessuno ha fatto presente che il mercante di cui sopra ha pubblicamente detto; Palermo mi ha stancato.
    Costii di fa più forte è sa peche? Epusodi di contestazione amena, perché contestare per il calcio è amenità. Invece contestsre per provvedimenti vessatori ,vedasi Ztl , nessuno muove bocca se non 250 cittadini che si occupano di presentare un ricorso.
    Capisce il perché questa città non merita la B.

  • 11 marzo 2016 09:19

    La metafora calcio-palermo con Palermo-città mi sembra molto azzeccata…….

  • 11 marzo 2016 09:44

    Sintesi impeccabile Guido. Sottoscrivo ogni tuo singolo passaggio. Amen.

  • 11 marzo 2016 11:05

    Finalmente qulacuno che ha il coraggio di dire come stanno le cose..e che lo capisca anche e sopratutto la classe borghese della palermo bene

  • 11 marzo 2016 11:57

    Ma si, era ora che lo si mettesse nero su bianco! Bravo Guido!
    Mi permetto di aggiungere; ma con una tifoseria così….ma quale serie A.

  • 11 marzo 2016 13:09

    non posso che condividere , ma avrei gradito per onestà intellettuale che il Sig. Monastra avesse aggiunto che vivendo in questa città non è stato esente dal godere egli stesso dei “vizi” clientelari e della sottocultura dei favori politici, salvo poi farne il censore. è vero…siamo da serie c, a buon intenditor…..

  • 11 marzo 2016 16:50

    Alberto, condivido in pieno e aggiungo che quanto il Sig. Monastra ha scritto è “ascrivibile” a tutte le grandi città italiane. Dando per scontate le problematiche della nostra città, non ha scritto niente di niente nuovo o di sconvolgente, del resto il “giornalismo palermitano, a parte un paio di veri uomini giornalisti, non è mai stato di denuncia… anzi!! Il problema OGGI è soprattutto culturale e riguarda tutto il Paese e per questo certo che meritiamo la B… ma non da soli.

  • 11 marzo 2016 17:26

    Non condivido poiché quando si dice Palermo non merita la B si allude alla tifoseria rosanero e alla sua passione e correttezza. Che non merita meno di quella di Napoli, Genova o Firenze. Semmai di più. Altro discorso è il livello di civiltà della città e dei suoi cittadini. Ma il discorso diventa politico. E ogni città ha le sue magagne. Ma ciò non ha impedito di vincere scudetti e coppe internazionali.

  • 11 marzo 2016 19:03

    Quanto mi dispiace sono 20 anni che abito qui ero così contento. . ora non più me ne andrei via.. amo questa città ma è retrocessa in tutto e i palermitani non fanno altro che criticare ma nessuno prende provvedimenti . questa è una città ricca di bellezze distrutta dal incuria dalla inciviltà dalla non amministrazione. non funziona niente. .tutti facciamo una bella foto a Mondello e siamo contenti. il mare è fantastico ma anche li tutto un degrado. peccato Grande Palermo sei retrocessa in tutto.

  • 11 marzo 2016 22:02

    Complimenti Guido. Ho letto quanto hai scritto sul Blog “di Palermo”. In questo doloroso momento che mi vede costretto a chiudere dopo otto anni l’ impresa di pulizie, desidero solo dirti che il tuo pensiero è il mio. In questo momento odio immensamente Palermo (so soltanto io quanto mi ha deluso questa città negli ultimi 3 anni di attività), perché altrettanto immensamente la amo.

  • 11 marzo 2016 22:03

    Complimenti Guido. Ho letto quanto hai scritto sul Blog “di Palermo”. In questo doloroso momento che mi vede costretto a chiudere dopo otto anni l’ impresa di pulizie, desidero solo dirti che il tuo pensiero è il mio. In questo momento odio immensamente Palermo (so soltanto io quanto mi ha deluso questa città negli ultimi 3 anni di attività), perché altrettanto immensamente la amo.

  • 12 marzo 2016 09:23

    Tutto vero, ma continuiamo a parlare di Palermo come un luogo abitato da anglosassoni posto tra Germania e Norvegia. Siamo in pieno mediterraneo, alle spalle abbiamo geograficamente e politicamente il finimondo e davanti una crisi gravissima che ha fatto saltare il banco. La nostra resta l’eterna cultura barocca fatta di grandi macchine e di “come se”. La nostra struttura cattolica ci porta a grandi moralismi ma anche a grandi deroghe autoassolutorie. Palermo resta una scenografia dentro cui vivere al massimo per un mese per poi tornarsene a Roma impiegando lo stesso tempo di un viaggio tra lo stadio e il politeama.

  • 12 marzo 2016 22:43

    Comunque, io voglio dire solo una cosa che può anche stupire: con il turismo non ci si può campare. Inutile insistere, questo è solo uno dei settori economici che ovviamente va incrementato e non parlo di Palermo in particolare ma di Sicilia in generale.
    Il posto non è indicativo in quanto non abitato da anglosassoni, ma appartiene al sud Europa e quindi economicamente e geograficamente è distante dai centri di maggior sviluppo economico. Chi lo abita purtroppo non ha grande importanza, perché proprio in Sicilia, di cui Palermo sarebbe una capitale, sono venuti da tutto il mondo… ad affossarsi.
    Sulla città meravigliosa (potenzialmente) non mi pronuncio, perché a me non piace oltre il dovuto.
    A Palermo occorrerebbe vincere il provincialismo, mi spiace, ma occorrono ambizioni che non vedo. Credo sia un fatto locale, culturale, insito, storico, cittadino, lacunoso a prescindere dai fondi che mancano che oggi mancano praticamente ovunque in Italia. E’ qualcosa che si tramanda nel tempo.
    Per il resto Palermo è un città carina.

  • 15 marzo 2016 20:12

    Mah…con tutto il rispetto, ma vorrei dire, da quale pulpito viene la predica? E non mi riferisco al Signor Monastra in particolare, che saluto cordialmente anche se non ci conosciamo, ma alla classe giornalistica in generale. Potrebbero muovere le montagne per il potere che hanno, ed invece non denunciano. Ma che giornalismo è? Di regime. Ancorato al sistema. Perchè non portavano zamparini all’esasperazione con domande “vere”? E lo costringevano a FARE!! ??
    E non mi riferisco solo al calcio. Perchè su questo sito non si tocca, ed andrebbe toccato ossessivamente per l’enorme importanza che avrebbe per l’economia di questa città, l’argomento acquario? Perchè su questo sito non si è mai toccato l’argomento “disneyland” a termini imerese che per dei politici menefreghisti arroganti ed ignoranti la disney è fuggita mentre voleva investire qua? Ed anche qua sarebbe stata un occasione economicamente DEVASTENTE in positivo. Perchè? Però poi si trattano articoli “scemi” sulle unioni civili, su chi ha giocato meglio nel palermo, sul “mio borgo per sempre”…per dire, non si offenda nessuno, vanno trattati tutti gli argomenti, anche quelli appena menzionati. Ma Allora diventa per lo meno “strano” che non si trattino gli argomenti che potrebbero veramente rappresentare un cambiamento per la sicilia. Ed allora facciamo meno i criticoni, specialmente chi potrebbe con la penna, con la fascia da sindaco, o con altro… cambiare un luogo ed un popolo ed invece per paura di chi gli sta sopra, se no ha finito di fare il giornalista, il politico, ecc…, tace.

  • 16 marzo 2016 22:50

    Non diciamo che palermo è una città meravigliosa. Palermo è una città brutta. Basta guardarla dal monte pellegrino, l’orrore di quei palazzi che hanno devastato e divorato la conca d’oro, e sempre di quei palazzi che si affiancano in modo alterno a palazzi stupendi appartenenti ad epoche nelle quali si costruiva privilegiando il senso della bellezza. Ma palermo era così bella un tempo, che nonostante tutto, ancora, agli occhi degli intenditori, si può percepirne l’antica bellezza. Ed è per questo che ancora oggi riusciamo a dire che palermo è una bella città. Ma io, sinceramente, avendo visto alcune città italiane, non ne ho ancora vista una così distrutta. Finanche Napoli, che anche lei ha subito il suo “sacco”, non è così devastata come palermo.

  • 26 giugno 2016 09:08

    Mi viene da ridere… Evito di scrivere ciò che penso DELLE RACCOMANDAZIONI… evito perché anziché fare un mea culpa in questi casi ci si traveste da candido cherubino e si sostiene: “Io? Mai!!!”. Ricordo però un servizio delle Iene che si inserì all’interno dell’ufficio stampa della Regione per analizzare il “caso stranissimo” di oltre 20 giornalisti (quando ne sarebbero bastati 5) in carico, tutti con la stessa qualifica… e se non ricordo male uno di questi, inquadrato dallee telecamere era proprio il Signor Monastra… quindi… prima di salire sul pulpito, passiamoci la mano sulla coscienza… poi predichiamo!!!

  • 26 giugno 2016 09:15

    Le Iene e l’ufficio stampa della Regione Siciliana

    Nel servizio delle Iene del gennaio 2008, la “particolare” situazione dell’ufficio stampa della Regione Siciliana: 23 giornalisti assunti a tempo indeterminato. Tutti con la qualifica di capo-redattore… ovviamente questo video è stato “ritirato”…

  • 26 giugno 2016 09:19

    Vi posto il servizio de “La Repubblica” relativo a quanto scritto da me prima:

    “Cuffaro, assunzione record di giornalisti
    In ventitrè nell’ufficio stampa: più di Palazzo Chigi e del Quirinale
    di Emanuele Lauria
    Le ultime due assunzioni sono scattate il primo ottobre: Guido Monastra, già direttore di diversi telegiornali locali nonché storica voce del Palermo calcio, e Francesco Inguanti, stretto collaboratore del governatore Cuffaro con in tasca da qualche mese la nuova tessera di pubblicista, sono gli ultimi arrivi nell’ufficio stampa della presidenza della Regione. Una struttura extra-large, che oggi conta 23 giornalisti sui 24 posti previsti in pianta organica. Le due immissioni in servizio più recenti, come tutte le precedenti, sono state effettuate per chiamata diretta, in base a contratti a tempo indeterminato: questo prevede una legge regionale del 1976. Una legge cambiata più volte dall’Ars, ma solo per allargare gli organici: Palazzo dei Normanni, dal 2004 a oggi, è intervenuto prima per portare da quattro a otto il numero dei giornalisti, poi da 8 a 24. E nel marzo del 2006, alla vigilia delle elezioni, Cuffaro ha messo la firma su una vera e propria infornata di comunicatori: dentro tutti i portavoce degli assessori uscenti. Erano rimasti tre posti liberi. Ora ce n’è solo uno ancora in palio. Le richieste non mancano. Come le polemiche. «Metodi che, pur ammantati di regolarità formale, tradiscono clientela e collateralismo», dice Enrico Bellavia, segretario provinciale dell’Assostampa. «No ad assunzioni lottizzate», affermano Pasquale Barranca e Nuccio Carrara, componenti dell’esecutivo regionale dell’associazione.

    Manca invece un coordinatore della struttura: Giancarlo Felice, che aveva ottenuto quest’incarico, si è dimesso l’11 giugno: «Motivi di salute», ha spiegato nella lettera al governatore. Sullo sfondo, le difficoltà di gestione di una redazione fatta di soli “graduati”, come un esercito composto esclusivamente da generali. A sostituirlo, probabilmente, sarà Monastra. Il trattamento economico dei membri dello staff di comunicazione di Palazzo d’Orleans è da caporedattore: 3.800 euro netti al mese. Felice ha tentato di riorganizzare l’ufficio, assegnando a dodici componenti il compito di seguire, da Palazzo d’Orleans, l’attività degli assessorati. Ma il distacco nelle sedi decentrate, ipotizzato al tempo dell’assunzione in massa del 2006, non è mai avvenuto. «La soluzione ideale – dice Felice – sarebbe stata l’assegnazione fisica di due giornalisti per ogni assessorato: ma la legge non lo prevede, c’è poco da fare». E così, i 21 componenti dell’ufficio stampa della presidenza sono rimasti a lavorare negli angusti locali di Palazzo d’Orleans e negli assessorati sono entrati altri 12 giornalisti, reclutati come portavoce – con contratti a termine – dai nuovi capi politici delle amministrazioni. Uno spreco di risorse? Felice non è d’accordo: «Inutile disquisire sulla congruità del numero di giornalisti: ripeto, ci sono le norme e si applicano».

    La legge è legge, d’accordo. Ma nessun’altra Regione schiera una pattuglia così folta di comunicatori: in Lombardia sono 13 i professionisti al lavoro per la giunta, che divulga la propria attività attraverso un’agenzia di stampa. E non è diversa la situazione in altre realtà meridionali: dieci i giornalisti in servizio per la Campania del presidente Bassolino, sette pubblicisti e tre professionisti. E in un’altra regione popolosa come la Puglia (quattro milioni di abitanti) la presidenza ha a disposizione tre giornalisti, uno assunto a tempo indeterminato e gli altri con contratti a termine, più il portavoce di Nichi Vendola. Stop. Certo, nelle Regioni a statuto speciale le maglie sono un po’ più larghe: il governo del Friuli conta un ufficio stampa grande quanto quello della Lombardia, e la piccola provincia di Trento ha a propria disposizione uno staff di dieci giornalisti. Ma con Palazzo d’Orleans, organici alla mano, non può competere neppure la presidenza del consiglio: fra l’ufficio stampa di Palazzo Chigi e lo staff di comunicazione del governo sono dieci i giornalisti sotto contratto. E il Quirinale? Con il portavoce del capo dello Stato, Pasquale Cascella, c’è una giornalista pubblicista e tre dipendenti che hanno fatto il corso di comunicazione della scuola superiore della pubblica amministrazione. Cuffaro, sotto questo aspetto, batte pure Napolitano.
    (08 ottobre 2007)”

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