i fatti dopo il ragionamento

Piacere, sono la sorella di

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Il mio mestiere complicato e il variopinto mondo degli aspiranti Signor Qualcuno che bussano, telefonano, citofonano per arrivare al cospetto di Lui 123 | Blog diPalermo.it

Ci sono quelli che vengono a citofonarti la domenica mattina e non sono testimoni di Geova. Quelli che riemergono dall’oltretomba e “ma come, non ti ricordi di me?”, ma anche no. Quelli che “non vorrei disturbare, ma ho un favore da chiederti”. Poi c’è la mamma frustrata, che entra in scivolata e fa un fallo da espulsione: “È che non hai figli e non puoi capire”. Quell’altro che raschia tutto il barile della sua gentilezza, ma si capisce lontano un miglio dove vuole andare a parare. E infatti ti ammolla il libro della sua vita, perché “mi creda, merita”.

È vasta, vastissima, la platea degli aspiranti signor qualcuno. Schiere di ambiziosi di tutto, con la vocazione al nulla e il talento del pressappoco. Sciami di arrivisti che hanno scritto libri, composto poesie, elaborato testi e che amano vincere facile. Non vengono mai a mani vuote. E giù manoscritti, e pagine, e fogli, e appunti. Tutto materiale da trasmettere a Lui, perché ne faccia un film come solo Lui sa fare. E sognano il successo, i titoli sui giornali e gli autografi da dispensare a destra e a manca. E soldi a palate, tanti da dover dire basta. E strizzano l’occhio, perché a loro, forse, basto già io. Io, che all’occorrenza vado bene anche per un autografo, perché “sa, mio figlio è un suo grande fan”. Ma suo di chi?

Ci vuole proprio una gran pazienza per fare il mestiere di sorella. Perché parliamoci chiaro, a loro non importa niente di me. Per loro io non sono io, io per loro sono soltanto la sorella di. Quella che è già tanto se posso stringerle la mano, perché lei è la sorella di. Ma davvero sei la sorella di? Wow! Venite, vi presento la sorella di! Guarda chi c’è, la sorella di! Ma tu non sei la sorella di? È un morbo che affligge tutti, chi più chi meno, in alto e in basso, a destra e a sinistra. Mi guardano in faccia ma non vedono me. Vedono soltanto un biglietto da visita, importante, autorevole. Un lasciapassare per il paradiso. Anzi no, per il nuovo cinema paradiso.

Gentilezza e cortesia non mi devono mai mancare. Nemmeno quando il mio senso della diplomazia vacilla. Perché Lui è una persona troppo per bene per meritare una sorella che vi manderebbe tutti a quel paese.

13 commenti

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  • 15 marzo 2016 08:46

    E non ti ha mai fatta recitare, biedda a comu si…

  • 15 marzo 2016 08:59

    Ma sei la sorella di……… 🙂
    Buona giornata

  • 15 marzo 2016 09:52

    Lui…ha la giusta sorella. Ciao.

  • 15 marzo 2016 10:57

    Fussiru chisti i ‘pobblemi’ della vita….ci mittissi a firma.

  • 15 marzo 2016 11:24

    Certo sei la sorella di. Ma sei anche la meravigliosa Daniela che ho conosciuto. Peccato per loro che non guardano oltre

  • 15 marzo 2016 11:43

    Non ti lamentare… Il Signoruzzo si offende.

  • 15 marzo 2016 11:46

    Bacio bedda amica me di vecchia data

  • 15 marzo 2016 14:43

    Questo pezzo dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che tu sei nientemeno che Daniela Tornatore. Proprio tu. Tu sola e basta. Cioè una giornalista di valore, una gran donna che gode di ottima considerazione generale per quel che ha fatto e che fa. Avere un fratello “ingombrante” non può essere una rogna. Dimostra piuttosto la strepitosa qualità dei cromosomi di famiglia.

  • 15 marzo 2016 23:53

    Dice bene Totò magari una comparsiciedda.
    Ciao

  • 16 marzo 2016 05:17

    ciao Daniela, bell’articolo! ma tuo fratello chi?

  • 16 marzo 2016 12:00

    Sai come si dice “per stare bene lamentati “….

  • 17 marzo 2016 23:28

    aaaaa è per questo che alcuni anni fa ti scrissi perchè volevo ritrarti e tu nemmeno mi hai risposto? anch io sono sorella di eppure io avevo visto solo il tuo viso , punto .

  • 18 marzo 2016 09:07

    scusa, ma chi è ‘sto fratello tanto ingombrante? 😉

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