i fatti dopo il ragionamento

L’eleganza del boss

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Il blitz con sessanta arresti e le foto delle case dei mafiosi fra improbabili sirenette, centrini e cuscini colorati. Benvenuti nell'orgia del cattivo gusto. Dove per entrare sarebbe giusto far pagare il biglietto Tasci | Blog diPalermo.it

Non bisogna lasciarsi trarre in inganno. Non dorme, riposa. Ha gli occhi chiusì sì, ma è sveglia. Magari è stanca solo perché regge la lastra di vetro e un centrino fatto a mano che fa tanto abitazione. C’è chi dice che un centrino non lo vedeva da anni ma il boss, si sa, ci tiene ai dettagli che trasformano un covo in casa.

Eccolo il tavolinetto artistico dove una sirenetta d’oro fa bella mostra di sé in un angolo della villetta. E uno si chiede: ma dove le trovano queste opere d’arte? Se le fanno fare da artigiani sapienti o nei negozi specializzati c’è proprio il reparto del boss con outlet annesso dove vengono ammassati questi capolavori artistici che mostrano tutto l’inconfondibile gusto raffinato dei mafiosi?

L’eleganza del boss è un concetto al quale raramente si arriva. Ci si chiede, ancora, perché? Perché il gene di questa smisurata, sconfinata eleganza appartiene solo a loro? Guardo le foto pubblicate su Livesicilia della villetta di Carini sequestrata a un boss e resto esterrefatta. Perché opere simili non vengono esposte al Prado, al Moma, perché devono rimanere confinate negli stretti confini di paesini siciliani?

Vogliamo parlare della camera da letto? Parliamone. È lì che il boss e la di lui signora trovano l’habitat naturale per collocare lustrini e cuscini colorati e stoffe pregiate, con mobili intarsiati in legami di materiali così diversi ma così simili: dal legno al vetro per poi passare a qualche metallo a piacere e poi all’argento. Tutto insieme in un’orgia di colori e di strutture che si innestano in ambienti sobri come può esserlo la casa del boss. In una società che esclude i diversi, il boss li include, li ingloba.

È questo il valore aggiunto della sua eleganza: riuscire a rendere speciale un ambiente che altrimenti rimarrebbe anonimo. Un valore aggiunto di cui forse non ci si rende conto: il boss è l’artigiano del buongusto abitativo. Diciamo ancora: dovrebbero far pagare un biglietto per far vedere le loro case, l’architettura, i mobili, il corredo, i lustrini, il bagno. In tempi di crisi dovrebbero rendere fruibili le loro abitazioni con visite guidate e degustazioni. Ma piddavveru.

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