i fatti dopo il ragionamento

Fine pena mai

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L'orda giustizialista contro Cuffaro e contro chi, come me, continua a volerti bene. Perché per qualcuno si resta colpevoli a vita. A prescindere Cuffaro 1 | Blog diPalermo.it

Caro Totò, pensavi che la tua degenza in carcere fosse sufficiente? Pensavi davvero che la loro ansia giustizialista si fosse placata? Sei davvero un ingenuo, lasciatelo dire. Sei stato radiato dall’Ordine dei medici, sei stato interdetto in modo perpetuo dai pubblici uffici, hai passato nelle patrie galere – in modo esemplare – cinque anni, ti hanno impedito di vedere per l’ultima volta tuo padre e di fare visita a tua madre, sei stato – dati alla mano – un ottimo presidente della Regione. Ma non gli basta. Fattene una ragione.

Sono giustizialisti con te e garantisti con i loro referenti politici, è una vecchia storia. E sai perché? Ti temono. Non ti perdonano il successo e il consenso che continui a riscuotere. Non se lo spiegano: a loro non li bacia nessuno, neanche le mogli e i parenti più stretti. Qualche volta le amanti, ma solo per interesse. Tu invece baci e ti fai baciare. Sei la dimostrazione vivente della più consapevole bisessualità. Sai Totò, anche noi che ti vogliamo bene paghiamo un prezzo: passiamo tutti per mafiosi e collusi, e se poi ti baciamo è la fine. Siamo out of fashion, demodè, modello prima repubblica, politicamente scorretti.

Ma perché hai scritto libri, Totò? Perché sei dimagrito? Loro pensano che ti sia messo in forma per le prossime campagne elettorali e per apparire più fotogenico in tv: così fa del resto il Cavaliere. Perché ti sei laureato in Legge? Sì, certo, il tempo in carcere non passa mai, dicono. Dici. Ora non ti perdonano nemmeno di aver scritto dei libri e di averli presentati. Ti accusano di non essere Hemingway. Ma nemmeno loro lo sono e il problema è che nessuno gliel’ha ancora detto. Nessuno lo è: basta saperlo.

Ti temono, Totò. Ho sentito che è in preparazione, in tuo onore, un disegno di legge: prevede che un ex detenuto modello possa scrivere non più di tre libri e che alla presentazione dei medesimi non possano assistere più di 500 persone. Superato questo tetto si configura il reato di associazione mafiosa eversiva e di adunata elettorale indebita.

Caro Totò, i tuoi detrattori non hanno capito che, pur nel rispetto della sentenza, noi ti abbiamo sempre ritenuto innocente. Per loro sarai sempre colpevole: di esistere. Sono tutti schierati con le loro fruste lungo via Libertà: ti aspettano al passaggio per offrirti una generosa scudisciata, così si tolgono una soddisfazione. E inoltre sperano che tu dal Burundi non torni più. Poveri illusi.

22 commenti

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  • 18 marzo 2016 08:49

    Bello, mi mancava un po’ d’aria da sceneggiata, avevo nostalgia di Merola. “Addjnuocchiate e vasame sti ‘mmane” (zan-zan-zzzà!)

  • 18 marzo 2016 08:50

    Il livore condito dal pregiudizio ideologico non finirà’ mai e, quel che peggio, e’che viene sparso a piene mani ed esportato oltre i confini dell’Isola, dove diventa oggetto dei commenti di gente che s’impanca a fare l’analista dalle tribune televisive, non capendo un fico delle vicende siciliane, dove la realtà’ raramente e’ come appare. Condivido appieno il contenuto dell’articolo, efficace replica al precedente scritto di Sandra Figliuolo.

  • 18 marzo 2016 08:53

    Se anche non l’avessi mai pensato,oggi comincio ad avere la netta sensazione che “Totò”,di favori,ne ha fatti tanti……ma proprio tanti tanti…..

  • 18 marzo 2016 08:59

    Il reato di adunata elettorale indebita è geniale!

  • 18 marzo 2016 09:03

    Io sono del tutto indifferente. Ma le ricordo che quella in carcere non è una “degenza”. Degenti sono gli ammalati, e bisogna avere rispetto per loro così come per chi sconta la sua pena. Buona giornata

  • 18 marzo 2016 10:10

    Giustizialisti un fico secco…questo casomai e’ il paese delle banane per le classi politiche di ieri e di oggi, e il risultato e’ sotto gli occhi di tutti, la corruzione si e’ alllargata a macchia d’olio tra burocrati, amministratori, imprenditori e via discorrendo…un paese allo sbando la bella Italia e li, in fondo, la Sicilia la cui tanto agognata autonomia e’ rimasta impantanata tra generazioni di politicanti regionali ingrassati e asserviti al potere centrale.
    Rispetto per l’uomo Cuffaro che senza battere ciglia e con grande dignita’ ha pagato il suo debito con la giustizia, caso piu’ unico che raro tra i politici italiani, ma adesso eviti di allargarsi e vada in Africa ad aiutare i bisognosi che li trovera’ il vero spirito cristiano.

  • 18 marzo 2016 10:57

    Bene, attendiamo allora con fiducia il libro di Messina Denaro. Altro grande perseguitato…

  • 18 marzo 2016 11:11

    non c’è nessuna possibilità di cambiare le cose.
    mi dispiace per i siciliani onesti che non sono andati ad omaggiare il “martire” della giustizia.
    la Sicilia non ha e non avrà nessuna speranza fintanto che non si liberi dalla mentalità mafiosa.

  • 18 marzo 2016 11:12

    L’ autore, poteva scrivere privatamente a Totò’ Cuffaro, per ringraziarLo d’ esistere, personalmente di questo articolo pieno di elogi e carico di rabbia per gli altri, non mi convince. Saluti.

  • 18 marzo 2016 11:14

    L’autore evidentemente non ha il senso del pudore……….Con persone così è inutile chiedersi perchè la Sicilia sia tanto indietro.
    il fine pena mai riguarda i molti che invece non ne possono più dei Cuffaro e i loro amici.

  • 18 marzo 2016 13:02

    Carissimo Vincenzo Ciappa, certo che avrei potuto scrivere privatamente a Cuffaro. La lettera è un pretesto giornalistico per esporre delle idee. Ma, mi scusi, coloro che hanno scritto contro Cuffaro gli hanno forse scritto privatamente? No. E allora?

  • 18 marzo 2016 13:16

    Leggere certi commenti di gente frustrata e manettara mi fa venire io voltastomaco. Il livore, la cattiveria e la perfidia di noi italiani é senza pari. Caro Presidente, ti hanno tolto la pensione, i diritti attivi e passivi, radiato dall’albo dei medici e chissà quanto altro tenteranno di fare ma nessuno, ed é questo che li rende pazzi, ti toglierà mai l’abbraccio e l’affetto della tua gente. Bentornato Presidente.

  • 18 marzo 2016 14:01

    Scusi, signor Peppe Germano, mi spiega come si può provare affetto per una persona che ha favorito la mafia e massacrato la Sicilia? Così, giusto per capire

  • 18 marzo 2016 14:37

    Nel rispetto della sentenza, che non ho mai condiviso, credo che i 5 anni di reclusione da deteNuto esemplare riabilitano e consentano al CUFFARO di tornare tra gli affetti più cari. CUFFARO é stato l’ultimo presidente dei Siciliani. L’affetto é tanto e nessuno lo può fermare.

  • 18 marzo 2016 14:57

    Cuffariani privi di vergogna, peggio di don cuffaro.
    l’articolo più imbarazzante del 2016.
    Contro la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle centinaia di vittime ammazzate per strada dai sodali che cuffaro ha favorito.

    cuffariani arrendetevi, siete circondati!
    Manfrine e fiere del mondo al rovescio sono soltanto imbarazzanti autogoal.

    Cuffaro dovrebbe solo avere la decenza di prendere residenza fuori dal l’isola di Don Pino, a quanti lo amanonon resta che seguirlo in altro paese!

    Livore contro Don vasavasa?

    No, prevalentemente SCHIFO CORDIALE.

  • 18 marzo 2016 16:14

    Sarò monotono, ma dico, perché scrivere articoli inutili come questo? Fate denuncia, diteci a che punto e’ il progetto del l’acquario di palermo. Fate denuncia, dite e fate nomi e cognomi di chi ha impedito che la Walt Disney investisse a termini imerese. Fate i giornalisti. E’ vergognoso che si scriva un elogio a cuffaro, ma nn perché si chiami cuffaro, poteva chiamarsi anche Renzi, salvini o vendola. Sono tutti una cosa: nn hanno fanno ne’ faranno mai niente per NOI siciliani. E vorrei ricordare all’autore, che cuffaro ha dichiarato che tutti i suoi elettori voteranno per Renzi, quindi per dirla alla Totò (Antonio de Curtis)…ma mi faccia il piacere!

  • 18 marzo 2016 17:44

    sono punti di vista, opinioni da rispettare e con le quali, se argomentate, confrontarsi, non esiste il “io sto con”, può fare simpatia e/o tenerezza, sono gusti, l’atteggiamento ma rimangono i fatti, che non assolvono il politico di Potere
    durante il processo che lo ha riguardato non ha mai collaborato trincerandosi dietro quel “non sapevo”…
    qualsiasi uomo merita rispetto, il metro di giudizio cambia quando si rappresenta un’identità e Cuffaro lo ha dimostrato nel processo confermando quell’umanità…forse quella che gli consentì, per chi ha memoria, nel 1991 di puntare l’indice contro la Magistratura, rea di mettere a repentaglio e delegittimare la classe dirigente siciliana…

    certo, la riabilitazione del politico di Potere è iniziata da tempo…

  • 18 marzo 2016 19:09

    Il cellulare non s’addice a Cuffaro. Io c’ero in via Libertà quel pomeriggio di lunedì 14 al passaggio del corteo presidenziale (alla Obama per capirci) di una decina di Suv che percorreva al suono delle sirene la corsia preferenziale contromano, diretto al Don bosco. Non sapevo dell’appuntamento di Cuffaro e ovviamente non avevo ancora letto questo blog. Ma ora ne seguirò il consiglio: ho già prenotato una frusta a code multiple per farmi largo a scudisciate fra coloro che hanno organizzato quel corteo degno di un eroe (ma di che?) e non di un ex detenuto cui tutti riconoscono il diritto a continuare o a cambiare la propria vita qui o in qualunque altra parte del mondo. Certo ne approfitterò per baciare ed essere baciato da Totò, non l’ho mai fatto. A quanto pare mi sarei perso qualcosa. Prima che parta. dato che dal Burundi, come scrive il blogger, potrebbe non ritornare.

  • 19 marzo 2016 07:56

    Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno.

  • 19 marzo 2016 21:06

    per il sig, Valdonato, guardi che i suv non erano per Cuffaro, è arrivato al Don Bosco a piedi, senza nessun corteo contromano, chissà chi ha visto passare lei…..

  • 21 marzo 2016 18:12

    I giustizialisti di maniera sono sempre esistiti, a prescindere dalla persona a cui ci riferisce. Sono vittime di una scuola di pensiero che li attanaglia contorcendone i visceri ed il cuore. Sono coloro che sevono un dio che non c’è ma che li aggrega in uno status di eletti….sempre colti …onesti e scevri da ogni peccato!.
    Sono quelli che guardano al bene comune, senza sapere cosa sia ed adottano luoghi comuni , con forme di populismo lessicale inquietante! Sono quelli dai cui pensieri nascono le rivoluzioni in nome del popolo sovrano e poi determinano le dittature culturali. Sono gli sfigati….quelli di sempre!.
    Colpevole o innocente Cuffaro ha scontato la sua pena e lo ha fatto con molta più dignità di quanto molti di coloro che hanno scritto i loro commenti vivono la loro inutile condizione di non detenuti…..e poi mi chiedo in nome di quale Dio sputano certe sentenze…!
    Credo che ogni uomo abbia diritto di avere il proprio diritto di riscatto ed è straordinario che Cuffaro lo stia facendo con umiltà e forza !
    Forse disturba la straordinaria moltitudine che si raccoglie intorno all’uomo….non più politico di potere in grado di elargire favori!.
    È questo che inquieta i giustizialisti di maniera….sarebbe più divertente se accusaste molte miglia di siciliani di associazione mafiosa, finalizzata alla difesa di un ex detenuto!.

  • 21 marzo 2016 19:03

    Abbi pazienza, quali sono i “dati alla mano” che dimostrerebbero che Cuffaro è stato un ottimo presidente?

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