i fatti dopo il ragionamento

Salve, sono una mamma full time

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Mamma 1 | Blog diPalermo.it

Ci risiamo con la carica delle femministe represse, le indignazioni dei radical chic attempati e degli ex sessantottini che si risvegliano dopo la scossa di Bertolaso, trasformatosi per l’occasione nel dottor Frankestein. E le sue mostruose creature, invece d’ignorare i deliri di un pazzo, gli fanno eco e lo assecondano.

“La Meloni deve fare la mamma”, è questa la frase incriminata, una frase bellissima, ma che da destra e sinistra è stata accolta come un insulto, da chi difende le donne e da chi le denigra, perché fare la mamma nella nostra società vale a dire non fare nulla, non valere niente.

Così in un Paese che decanta il suo lungo cammino per raggiungere l’uguaglianza dei sessi, è sufficiente una frase per tornare indietro di sessant’anni; in un Paese dove fino a poco meno di un mese fa ci si batteva per il diritto ad essere genitore, diventare mamma, dedicarsi esclusivamente ai propri figli, è una terribile offesa.

Da figlia di una donna che ha sempre lavorato, prima di diventare mamma a mia volta, anch’io guardavo con commiserazione alle donne che dedicavano il loro tempo alla famiglia, alla prole, alle casalinghe. Svegliandomi la mattina per andare a lavoro, giuravo a me stessa che non sarei mai diventata come loro, che prima avrei pensato alla mia realizzazione professionale, alla mia carriera, che la famiglia è solo il contorno, e mia madre, cresciuta nel femminismo galoppante degli anni ’70, sosteneva la mia tesi.

La vita mi si è sconvolta quando apparirono due lineette rosa e qualche mese dopo nacque mia figlia. Senza abbandonare le mie vecchie convinzioni, i primi mesi di gravidanza furono un vero e proprio inferno. In preda agli sbalzi d’umore causati dagli ormoni e per niente aiutata dai miei datori di lavoro, fui costretta a rimanere a casa e lasciare il lavoro.

Per mesi mi sono sentita una fallita, costretta ad aver messo da parte i miei sogni, i progetti, ad aver dovuto fare delle scelte dove io ero in secondo piano. Ho versato lacrime a causa di mesi passati a casa, ho detestato dover ricominciare da capo per poter nuovamente lavorare e poi rifermarmi. E tutto questo perché? Per colpa di chi considera la frase “vai a fare la mamma” un’offesa. Per colpa di questa società dove se non sei una donna in carriera e non sei indipendente diventi un impaccio. Una società dove il peso di una persona si misura dal successo della sua vita professionale.

La mamma full time è stata demonizzata, e nonostante ci si ritrovi la sera stanche ma con il sorriso dei tuoi figli sotto le coperte, se non lavori resti sempre una nullafacente.

Eppure essere mamma, fare la mamma, è il mestiere più bello del mondo e non meno soddisfacente di diventare sindaco o direttore di un’azienda. E non lo diventi quando partorisci un figlio, madre lo diventi ogni giorno. Non ci sono università per studiare né capi che ti promuovono a manager. Trasmettere buoni valori e vedere sereni i tuoi figli ripaga di tutto.

Diventare una mamma è un progetto, una vocazione, c’è chi lo desidera e non può, chi può e non lo desidera, non siamo tutte nate per fare le madri, è più difficile di quanto si possa immaginare; io l’ho capito solo ora. Quindi basta considerare le mamme l’ultima ruota del carro, o offendersi per qualche stupida frase.

3 commenti

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  • 18 marzo 2016 09:06

    Tutto ciò è bellissimo, ma nulla vieta di fare la mamma “e” lavorare, “e” realizzarsi, “e” tante altre cose. E io non credo che una donna che sceglie di avere figli e lavorare non sia una mamma full time.

  • 18 marzo 2016 16:17

    Nessuno nega che si possa fare, se si riesce, sia l’uno che l’altro. Ma se si sceglie, per esigenza o per volontà, di fare esclusivamente la mamma, non è meno soddisfacente ne’ gratificante di lavorare. E invece nella gran maggioranza dell’opinione pubblica viene trasmesso il contrario:Scegli di fare la mamma? Sei costretta a non lavorare per occuparti della famiglia? Fallita!
    Smettiamola, già è difficile fare la madre, bisogna supportarle e non colpevolizzarle perché fanno le mamme!!

  • 19 marzo 2016 08:11

    Questa è un’ottima chiave di lettura. Ma proprio perché ne condivido lo spirito trovo che l’uscita di Bertolaso/Berlusconi (“O fa il sindaco o fa la mamma”) espressa solo per sbarazzarsi di un concorrente alle elezioni a Sindaco di Roma sia stato un clamoroso autogol. E’ legittimo pensarlo, ma una parte politica che fa della “difesa della famiglia” uno dei cavalli di battaglia non può affermare il principio che la cura dei figli sia antitetica rispetto alla volontà delle donne di essere parte attiva nella Società. Come pensate che reagiranno le elettrici di destra che vorrebbero, come fanno tutti i giorni tantissime donne, riuscire a conciliare con sacrificio le ragioni della famiglia con quelle del lavoro e del ruolo sociale, spesso riuscendoci benissimo ? La “difesa della famiglia” dovrebbe prevedere aiuti ai genitori, asili nido, orari flessibili e non “Stai a casa ad allattare che un Sindaco ha ben altre cose da fare”.

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