i fatti dopo il ragionamento

Una città di stronzi

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Io, il mio cane, la mira sbagliata dei cacciatori di cafoni e quello strano sortilegio che colpisce i virtuosi. A cui non resta che smaltire la sconfitta in un solo modo. Scrivendo. Come me Cani 21 | Blog diPalermo.it

Deve esserci un sortilegio, a Palermo. Colpisce i virtuosi. Forse perché siamo in minoranza. E’ una regola bellica: le piccole quantità sparse sono un bersaglio più facile. E appetibile. Succede che il virtuoso, sebbene forte – e persino orgoglioso – della propria virtù, incappi nelle paturnie di chi è a caccia di non virtuosi. E’ un paradosso che potrebbe spiegarsi con la solita legge dei numeri. Quanti sono i cafoni, altrettante sono le probabilità che il non-cafone faccia da parafulmine delle levate di capo di chi i cafoni li mal sopporta.

Costoro li cercano col cannocchiale, i virtuosi. Sono esemplari di lusso, forse portatori di coscienza pulita, e questo innesca reazioni paradossali. Succede pure che il virtuoso, a un certo punto, si rompa le palle di essere una mosca bianca (e in quanto tale, sotto tiro dello scacciamosche di turno). In quel frangente, la nemesi chiude i conti. Il non-cafone reagisce da cafone. E ci soffre, persino. Perché si sente sconfitto. Come me oggi.

Diciamo che abito in uno di quei quartieri dove i cani abbondano. Diciamo che non abbondano i sacchetti per la raccolta delle deiezioni degli amici a quattro zampe e che, di conseguenza, tutti – dico tutti – i marciapiedi del circondario siano un vivaio di stronzi canini a cielo aperto, di varie dimensioni, dal formato-nocciolina al prodotto elefantiaco. Diciamo che fra gli stronzi animali ce n’è uno umano e vagante, il sottoscritto. Talmente stronzo da avere una scorta di sacchettini atti alla raccolta della merda del mio cane e talmente stronzo da usarli, persino.

Raccolgo la cacca, che sia mattina o notte, che mi si veda o non mi si noti, annodo il sacchettino e deposito il tiepido cadeaux nel cestino dei rifiuti (quando non è occupato da cartoni della pizza e altri ingombranti reperti). Succede che sono stato rimproverato quasi ogni santo giorno dai cacciatori di virtuosi di cui sopra. Ancor prima che il mio cane sganciasse sul marciapiedi quel che gli premeva dentro. La prima volta è successo coi bidelli della scuola davanti casa, noti analisti di cacche canine. Uno ha deciso che la responsabilità del letamaio sulla soglia dell’istituto fosse mia e del mio cane.

Un consiglio: se siete virtuosi, non date mai prova della vostra virtù. Infliggerete nel vostro prossimo una ferita narcisistica, con conseguenze bellicose. Io, per esempio, mostrando per tutta risposta il famigerato sacchetto raccogli-feci al mio moralizzatore, è come se gli avessi detto “cornuto”. Non so perché, ma cornuto (e mazziato), in quel momento, mi sono sentito io.

Oggi è stata la volta dell’anziano professionista del palazzo di fronte. Il quale, schivando stronzi, non ha trovato di meglio che trasformare il suo incubo (o malcelato desiderio) in realtà. “Non davanti casa mia”, m’ha detto, prima ancora che il mio cane potesse accucciarsi e dire bau. Stessa scena del bidello: l’ho pregato di esprimere giudizi solo quando avesse visto la bestiola nell’atto di defecare e il padrone (io) nell’atto di non raccogliere. Poi, l’errore fatale: mostrare il sacchetto. S’è inalberato. Io ho fatto altrettanto.

La perdita di autocontrollo è una cosa che non mi perdono. Ho tagliato corto allontanandomi e bofonchiando qualcosa che aveva a che fare con le mie parti basse infrante. Ora smaltisco la sconfitta scrivendone qui. Con una chiosa: ci sono tanti di quegli stronzi, in giro, che la mosca bianca dà troppo nell’occhio.

17 commenti

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  • 21 marzo 2016 10:26

    Anche con me, alla vista del sacchetto raccoglifeci, si inalberano. Si sentono come sconfitti, secondo me, non possono portare a pieno compimento il loro brontolio finto civile (perché poi sono magari tra quelli che si fermano in doppia fila davanti al panificio). Ormai me ne frego e raccolgo senza batter ciglio le 2/3 cacatelle del mio jackrussell. Però vorrei vederli davanti ha un bel mafiosazzo con il suo bel mastino gli scarica un chilo e due di merda davanti al portone…

  • 21 marzo 2016 10:26

    Scusate la h superflua

  • 21 marzo 2016 15:00

    Sarebbe meglio, esortare coloro che non raccolgono gli escrementi dei propri cani, a farlo. I proprietari degli animali a quattro zampe, dovrebbero avere più’ rispetto per i propri animali e per le persone che vorrebbero camminare sui marciapiedi della propria città’ senza correre il rischio di pestare le cacatelle e non sentire camminando un fetido odore.

    Caro Toto’, sarebbe più’ costruttivo invitare i proprietari dei cani, a comportarsi come Te e come Cacciatore, evitando di trasformare la citta’ad una latrina a cielo aperto, anziché’ augurarsi che il mafiosazzo di turno aggravi la situazione.

  • 21 marzo 2016 17:21

    Vedere gente che raccoglie le deiezioni dei propri cani (anche mastini da 70kg che producono forme di cacca impressionanti) con il sacchettino e con l’ausilio di pezzettini di legno, cartoncino preso dalla spazzatura e via parlando, mi mette una tristezza impressionante.
    Detto questo, se proprio devi tenere un maremmano al settimo piano in 70mq con 5 figli, o un labrador in un monovano, il minimo che tu possa fare e raccogliere la cacca del tuo migliore amico. Non lo fai e ti becco? 200 euro, come a Madrid e Londra. A Oslo si sfiorano i 500.
    Sono nato e cresciuto “a parte di campagna”, ho avuto cani che ho perso il numero preciso, non ho mai raccolto la loro cacca ed è forse per questo che MAI e poi MAI avrò un cane in città, senza giardino “cacabile”.

  • 21 marzo 2016 19:00

    Io darei un premio speciale a quelli che, a Barcarello, raccolgono sì gli escrementi con il sacchetto ma poi lo lasciano su uno dei muretti nei pressi del porticciolo all”ingresso della riserva (ci sono i cassonetti appena usciti, a circa 50 mt).

  • 21 marzo 2016 19:06

    A Palermo? E perché solo a Palermo?
    In visita a Bologna da un’amica ho portato fuori il suo cane con cui ho un rapporto di stima reciproca.
    Appena arrivato vicino a un parchetto, cane al guinzaglio e sacchetti alla mano, sono stato chiamato a gran voce da degli umarél: ‘scolta tu! la devi finire di venir qui a insozzare i viali!
    Inutile far notare che il cane non aveva sporcato, inutile far notare che avevo i sacchetti, inutile anche obiettare che io non avevo mai portato fuori un cane a Bologna prima in vita mia. Li ho salutati e ho consigliato caldamente di chiamare la municipale, ché altrimenti stavano dalla parte del torto.

  • 21 marzo 2016 20:03

    Totorizzo, ma quali sconfitti? fossero tutti come te!
    Avremmo vinto entrambi. Ed invece, abbiamo i marciapiedi pieni di stronzi dalle dimensioni più disparate.
    Vicino casa mia (Piazza Europa) c’è un tipo che mi dicono faccia il dog sitter. Lo vedi la mattina portare a spasso tre enormi cani che hanno pur loro diritto di cacare ma quando la fanno, e la fanno ogni mattina, rimane lì.
    Gli è stato detto più volte da tantissima gente, ma il nostro EROE, tira dritto e neanche risponde.
    Cosa faccio, in attesa delle Autorità, mi faccio giustizia da solo e quando lo rivedo gliela faccio mangiare!!!………………….perchè così andrà a finire.
    Tanto in galera non ci vado di sicuro.
    Ad maiora!

  • 21 marzo 2016 20:49

    Tenere un cane in appartamento è da stronzi… Non raccogliere la loro cacca è da incivili e maleducati! Ci dovrebbe essere una squadra di vigili solo x questo e infliggere multe da 500 euro come si fa nei paesi civili. Lo dice uno che ha sempre avuto ed amato i cani … E li tiene liberi in campagna!

  • 22 marzo 2016 08:49

    Ettore? salve, mi presento: sono una stronza 🙂 tengo un cane a casa! a dire il vero ammiro la sua indecenza e spregiudicatezza verbale, io ne sono sprovvista, ma non ha idea degli appellativi che mi vieto di rivolgerle e di come strenuamente stringo le brighie dei miei freni inibitori… perchè non mi lascio andare? non certo per rispetto nei suoi confronti, caso mai per rispetto di me. non sia banale Ettore ai cani importa molto poco se stanno a casa o in campagna, questo è pensare umano, non canino, al cane importa l’amore del suo cosi detto ” padrone” ( termine inappropriato per questo virgolettato) e si, il cane è un umano-dipendente.

  • 22 marzo 2016 20:46

    No, dissento da Giusi. Tenere alcune razze canine in appartamento è egoismo puro. Appaga la propria voglia di possedere un cane. Ma se il canide potesse parlare……..
    Nessun cane di media-grossa taglia (e alcuni di piccola), ama vivere tra divani, tappeti persiani e mobili IKEA. Nessuno. Ripeto, NESSUNA RAZZA.
    Siccome l’amore verso il padrone è smisurato, vivrebbero anche dentro un pagliaio.
    Chi te lo dice? Uno che i cani li ama e mai li costringerebbe in un appartamento.
    Detto questo, la legge ve lo permette? Fatelo….ma che sia giusto no.

  • 23 marzo 2016 08:36

    turiddu a palermo quei pochi che possiedono un pastore del caucaso lo tengono in villa… per lo piu circolano cani di piccola e media taglia, a palermo vige la regola ” fatti i fatti tuoi” ma io non me li sono fatti quando guardavo storto il mio dirimpettaio di garage che teneva chiuso il breton , solo e al buio, finchè quel tizio non lo ha tolto di li, ecco questo si è delirio di possesso, tanto piu che un cane da caccia… ecc ecc, detto questo ognuno si regoli come vuole, io ho una meticcia raccolta in strada 11 anni fa , la cacca la raccolgo e dato che lei è cosi pigra che dopo i bisognini vuole tornare immediatamente a casa, manco al cassonetto mi fa arrivare, la cacca me la porto appresso … tante belle cose.

  • 24 marzo 2016 10:27

    I cani amano la routine. E’ una cosa che li fa sentire sicuri e protetti. Assodato questo, un appartamento può essere benissimo il loro luogo ideale. I cani stanno bene ovunque ci sia un padrone che li ami. Poi ci sono i padroni a cui abbutta stare appresso ai cani, insegnare loro delle regole e degli orari, giocarci, portarli fuori con precisione svizzera a fare i bisogni, e allora si inventano la balla della campagna e del giardino come “conditio sine qua non” per avere cane. E’ facile: sbatto il cane fuori casa, lo faccio trippiare per i campi e ogni tanto mi ricordo di avercelo. Fargli beccare zecche, leishmaniosi, muzzicuna vari dai randagi. Chi sostiene questo non ha capito niente dei cani e mi auguro che perseveri nel suo proposito di non prenderne. Tanto di guadagnato per i cani. Non si meritano un padrone cazzaro.

  • 25 marzo 2016 19:34

    Tempi duri per chi, virtuoso o no, va in giro con cani. Ci sarà un perché in questo accanimento (toh!, la parola deriva proprio da cane). Anche della scritta “attenti al cane” abbiamo notizia antica. La verità è che il rapporto uomo-cane non sempre è stato facile. C’è il cane che abbaia, anche di notte, se qualcuno passa davanti alla porta dove abita la sua famiglia, o che abbaia e basta; il cane che ad un incontro ravvicinato con bambini, o anche con adulti, mette paura, mentre l’accompagnatore (del cane) con aria stupefatta, che vorrebbe essere rassicurante, aggiunge: “Via… non fa niente!”; il cane che morde “per contratto” il postino. E chi dovrebbe evitarlo si scusa dicendo che in fondo il cane fa il cane; il cane che scorrazzando finisce fra le vostre gambe, ma il suo accompagnatore con un sorriso: “È un cucciolo, e vuol solo giocare”, e per essere più esplicito si accoccola, lo abbraccia, lo bacia e il cane grato ricambia a linguate. Per chi non gradisce meglio allontanarsi.
    Dire che il “conflitto” si spiega perché c’è chi ama gli animali e chi non li ama mi pare riduttivo. Forse le cose stanno così: chi ha un cane vorrebbe che anche gli altri lo amassero. Amare il cane degli altri, dunque. Forse in un altro mondo, in questo già ci riesce difficile soltanto amare gli altri.

  • 25 marzo 2016 20:48

    Valdonato, condivido.

  • 26 marzo 2016 10:41

    Io col mio cane ho un rapporto meraviglioso. E anche con gli altri cani. Sapete che c’è? I cani sanno sempre quando hanno a che fare con qualcuno che non li sopporta (per problemi suoi: per approfondimenti consultare uno psichiatra). E agiscono di conseguenza. Ci sono anche cani che in quel caso, annusando antipatia, si accucciano non ti calcolano. Per quanto mi riguarda, il mio cane mi ha insegnato a riconoscere gli sfortunati che non lo amano (e, sospetto, non ameranno nemmeno i bambini, le piante, la pioggia, quel che non è “controllabile” o asservito ai loro desiderata). In quel caso, agisco di guinzaglio. Tiro via la mia bestiola dall’umano insofferente mormorandole: non ti ci avvicinare, morde. Ha le pulci.
    Poi ci sono i gran signori “civili” che disseminano le strade di bocconcini avvelenati. Per costoro, una zannata nei coglioni sarebbe cosa buona giusta. Diffido immensamente di chi non ama gli animali, e i cani in particolare.

  • 26 marzo 2016 12:26

    Amare il cane degli altri è normale per chi ama il proprio. Non è affatto una cosa dell’altro mondo.

  • 09 dicembre 2016 13:03

    Il busto di Paolo Borsellino dopo due anni e mezzo è tornato sul piedistallo di piazza Bellissima. Finalmente. Ma risistemata l’aiuola commemorativa che lo contiene non si è provveduto a difenderla dai cani che la prediligono per defecare.
    Naturalmente gli stronzi che già il giorno dopo la cerimonia ufficiale guarnivano l’aiuola hanno poco da vedere con quei cani, molto con i loro “padroni”.

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