i fatti dopo il ragionamento

Una cosa molto stupida

di

Il comunicato di un consigliere comunale e l'agghiacciante parallelismo fra la tragedia delle ragazze morte in Spagna e le rivendicazioni sindacali degli autisti dell'Amat. Signori, oggi le comiche Amat | Blog diPalermo.it

Esistono cose stupide, cose molto stupide, cose terribilmente stupide, e poi esistono le cose fuori concorso, le prodezze, i colpi di genio al contrario che quasi ti chiedi se è tutto vero o stai sognando, se ti hanno tirato uno scherzo per vedere che faccia fai, se infine meriti davvero di essere rappresentato da una classe politica a cui la tragedia delle ragazze morte in pullman in Spagna suggerisce il parto di uno sciagurato comunicato stampa – “turni estenuanti, la tragedia in Spagna serva da lezione anche all’Amat” – con cui si intende rivendicare non meglio precisati diritti sindacali.

L’uscita del consigliere comunale Pd Luisa La Colla, di cui poco so e nient’altro voglio sapere, è di un cattivo gusto lunare perché crea un parallelismo che non esiste – le ragazze morte in Spagna a causa di un inqualificabile autista che s’è addormentato alla guida e i diritti dei lavoratori Amat di Palermo -, perché sfrutta la morte, il destino bastardo, la fatalità tragica, perché puzza di campagna elettorale sulla pelle di quei cadaveri disseminati in autostrada, perché è buffo, comico, strampalato, perché a leggerlo provi dolore e imbarazzo.

Chiediamoci quand’è che abbiamo affidato le chiavi delle nostre vite di cittadini a politici tanto inadeguati, quando è successo, qual è stato il momento – il momento esatto – in cui ci siamo distratti, quand’è che abbiamo perso di vista il nostro diritto/dovere di essere rappresentati da uomini in linea col mandato che il loro ruolo comporta. Perché, e questo a prescindere da Luisa La Colla, siamo costretti a parlare sempre di barzellette, perché abbiamo sempre la terribile sensazione di giocare una partita che non è la nostra, su un terreno che non è il nostro?

E, soprattutto, perché il consigliere comunale La Colla non sente il dovere di chiedere scusa? Perché non sente il peso della gaffe madornale, della vergogna, dell’inadeguatezza appunto. Perché qualcuno non le spiega che la prima cosa da fare oggi, ma proprio la prima, è chiedere scusa? A me, a voi, alle ragazze morte, alle loro famiglie, agli autisti dell’Amat, al buonsenso, alla memoria delle vere e sacrosante battaglie sindacali, quelle lì.

7 commenti

Lascia il tuo commento
  • 23 marzo 2016 10:49

    Caro Francesco, da tempo immemorabile affidiamo la città a personaggi di questa qualità. Lei e tanti altri come lei (stessa intelligenza, stessa cultura, stessa sensibilità) sono coloro che governano Palermo, che decidono come spendere i soldi, quali progetti di sviluppo (???) approvare, cosa far passare in Consiglio e cosa bocciare. Lei e quelli come lei sono coloro che hanno in mano i nostri destini. Pensi sia un caso che siamo in coda a tutte le classifiche del mondo? Rassegnati e consolati pensando che non può fare più scuro di mezzanotte.

  • 23 marzo 2016 11:04

    non conosco i turni di lavoro degli autisti, conosco la qualità del servizio, pessimo, offerto al cittadino contribuente: i fatti, ovvero i lunghi tempi di attesa alle fermate, le corse saltate e altro lo testimoniano.
    purtroppo la Casta eletta nominata, a qualsiasi livello, è figlia di un Sistema di compiacenze e a volte assurge a livelli di incivile arroganza.
    non conosco la signora La Colla, non so quanto sia conoscitrice e esperta in ambito di Sicurezza del Lavoro che è tale se insita esiste la Qualità ma in tal senso, nonostante le ciance e i bla-bla-bla, la qualità dei servizi, pagati profumatamente con l’imposizione fiscale, di questa dis-amministrazione è evidente…

  • 23 marzo 2016 13:00

    Ma vi ricordate un GENIO del passato, presidente AMAT che aveva proposto di mettere un suonatore jazz in alcune vetture?
    Ecco, credo che questo racchiuda molto…se non tutto.

  • 23 marzo 2016 22:31

    Il parallelismo esiste. Una tragedia che deve spingere in ogni ambito a misure di sicurezza maggiori, anche nel trasporto pubblico cittadino. Ed è dalle tragedie che dobbiamo imparare per non commettere più gli stessi errori. Ed è compito del politico attenzionare, altrimenti che ci sta a fare? La strumentalizzazione è tale quando si usa un avvenimento per fini politici. Lei è così sicuro che è stato fatto per questo? O perché all’interno di AMAT ci sono autisti che si lamentano da tempo dei turni? Lei lo sa dello sciopero del 5 aprile, vero? Lei lo sa degli accordi sottobanco tra i sindacati e l’azienda? Forse, è proprio grazie a queste dichiarazione che si accendono i riflettori su temi che, invece, sarebbero rimasti confinati in una breve di giornalisti che si interessano solo di trovare gaffe qua e là per dimostrare di essere superiori.

  • 23 marzo 2016 23:24

    Comunque Odi et Amat si parla spesso di diritti sindacali quasi sempre ed esclusivamente nel pubblico impiego o come nel caso dell’Amat in aziende a partecipazione pubblica.
    Perché se andiamo nel settore privato quindi il mondo degli autisti e dei camionisti tutto cambia e lì possiamo anche parlare di turni estenuanti.
    Non so neanche quale servizio effettua l’Amat di notte perché non ne usufruisco neanche di giorno da più di vent’anni.
    Ma non c’è una partecipata, dico una, che non abbia esuberi e la cattiva gestione non deve passare come carenza dei diritti dei lavoratori.
    Francamente con questo andazzo la maggior parte della cittadinanza si pure stufata di ascoltarvi e penso che ci siano problemi strutturali e ormai troppe disuguaglianze nel mondo del lavoro.

  • 24 marzo 2016 07:20

    Come dice Mafalda Palermitana,nel privato i sindacati non esistono più’ , infatti i diritti dei lavoratori sono stati calpestati, e anche gli stipendi sono stati dimezzati. I sindacati del pubblico impiego evitino di esporsi di fronte a sperequazioni così’ evidenti tra lavoratori. Comunque a prescindere la Signora La Colla non sfrutti una tragedia per perorare le sue cause. È’ meglio il silenzio.

  • 24 marzo 2016 20:37

    La strumentalizzazione politica potrebbe avere questa chiave di interpretazione, di lettura, su larga scala: visto che questo genere di assunzione sono o di tipo clientelare o mirate al consenso elettorale di specifiche categorie, parlare di diritti dei lavoratori ha un senso. Nel settore privato ai fini politici si devono andare ad ingraziare tutt’altre categorie e inoltre tenere un bilancio ai fini produttivi e di mercato e quindi i diritti dei lavoratori traballano.
    Andando avanti così si crea un divario che dà ragione ai siciliani e ai meridionali in genere che furbescamente anche in passato hanno sempre prediletto il pubblico impiego o quell’impiego mirato con l’ausilio del pubblico, vincendo in preveggenza i nordici che in tempi passati questi impieghi li disdegnavano (adesso si sono arresi anche loro) mettendo tutto nelle mani della politica e contribuendo a creare il futuro (che sarebbe il presente).
    In una partecipata con esuberi di personale, come anche in altri settori pubblici, parlare di diritti e carenze, apre le porte a stabilizzazione e ad assunzioni e a soluzioni con eventuale aumento delle tasse o dei prezzi dei servizi e peggio viene gestito l’ente o l’azienda e più possibilità si creano. Nel settore privato così non può funzionare e nessuna azienda ormai è in costante espansione, quando non rischia la chiusura.

Lascia un commento