i fatti dopo il ragionamento

Io, lo stadio e mio figlio

di

Stadio | Blog diPalermo.it

Figlio mio, ti porto allo stadio da quando avevi cinque anni (ora ne hai quasi nove) ed ho sempre avuto un sentimento misto di orgoglio e gioia, perchè tu condividevi con me quella che posso definire la malattia più bella del mondo, cioè l’amore per lo sport e in particolare la follia per il calcio, quella, che, per intenderci, ti porta a stare male per giorni per un gol sbagliato o a discutere per ore di un fuorigioco o un rigore non fischiato.

Ieri però ho capito di avere sbagliato. Perché quando ti ho visto abbracciarti a me, tremante come una foglia, quando sono inziate a scoppiare le prime bombe carta, figlie di un’esasperazione che solo un presidente padrone che da tempo ha perso il bene della vista e della ragione poteva generare, ho capito che avevo sbagliato a portarti lì. Perché in uno stadio ci dovrebbe essere soltanto modo di gioire e divertirsi.

“Papà, metti il mio cappello, così non senti il rumore delle bombe carta…”, mi hai detto prima di chiedermi di andare via, perché quel posto non era più tuo e tu non ci volevi più stare.

Non so ti riporterò più allo stadio. So solo che serate come quelle di ieri non fanno altro che confermare la mia triste idea di questa società, in cui il punto di non ritorno è già arrivato da un pezzo ed è arrivato il momento in cui le persone che amano i loro figli, come io amo te, hanno il preciso dovere di intervenire per fare qualcosa. Perché amare vuol dire proteggere. E proteggere vuol dire agire. Tuo papà


[ Immagine: Copyright © Tullio Puglia - Policy]

10 commenti

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  • 11 aprile 2016 11:18

    è proprio quella malattia, quella follia di cui parli che ha esasperato questo mondo…..è colpa vostra !!!!

  • 11 aprile 2016 11:37

    Non sono mai stato un amante sfegatato del calcio, ma quello che non sono mai riuscito a capire è perché i “tifosi” di una squadra, anziché sostenere la propria devono necessariamente andare “contro” le altre squadre e quindi anche le altre tifoserie. Questo non è sport! Checchè se ne dica, se questo si continua a definirlo sport (per mille interessi che sono chiari a chiunque abbia un po’ di raziocinio e che con lo sport vero non c’entrano nulla) ebbene, non è e non potrà mai essere il “mio” sport.

  • 11 aprile 2016 11:50

    …ricordo un Palermo-Bari 3-3 prima giornata di campionato degli anni 80, in cui quello che si vide e quello che si respirò andò ben otre l’immaginazione, un padre sa come proteggere un figlio, ed ogni insegnamento verrà poi ripetuto…hai fatto la scelta corretta, andare via, spero solo che tu abbia spiegato a tuo figlio che era quello il minore dei mali e che la gente che andava via non aveva perso.

  • 11 aprile 2016 12:22

    Infatti Daniele, da quando nel calcio entrate te tv private con i loro fiumi di denaro ha smesso di essere uno sport.

  • 11 aprile 2016 13:39

    Per quattro balordi ne paga la parte sana dello sport , siamo veramente messi male .

  • 11 aprile 2016 13:42

    Anche se può sembrare esagerato e inopportuno, condivido il commento di Alex. Non perchè non reputi giusto, oltre che bellissimo, appassionarsi ed innamorarsi perdutamente di uno sport o di una squadra, ma perchè troppo spesso appresso a questo amore ci si perde anche la testa. E quando ci si perde la testa non si fa altro che assecondare inconsapevolmente le perversioni verso le quali ci vogliono indirizzare coloro che detengono il potere del calcio. E qui non mi dilungo, perchè lo sappiamo, si va dalla violenza negli stadi e cose meno eclatanti ma altrettanto, per me, inconcepibili ed inaccettabili. E queste ultime sono di svariate forme.
    E ritornando al caso di casa nostra, se il tifoso non avesse perso la testa al sorgere del sole zamparini, oggi non saremo qui ad osservare mestamente il tramonto del sole palermo.
    Un tifo ed un tifoso di grande cuore ma al contempo più intelligente, avrebbe evitato la situazione in cui riversiamo oggi. Se avessimo protestato e disertato molto prima lo stadio, oggi saremmo più avanti, con o senza zamparini.
    Vabbè, ora mi faccio antipatia perchè dico sempre le stesse cose…

  • 11 aprile 2016 13:48

    E in riferimento al commento del signor Viola, rimarco il fatto che la cosiddetta “parte sana”, non è sana. E’ questo l’equivoco. Riflettiamoci: è sano che con un palermo senza prospettive, si rinunci ad una gita con la famiglia o gli amici, perchè non ci si può perdere il palermo? Ed ho fatto solo un esempio. Come dicevo prima le perversioni alle quali siamo indotti senza rendercene conto, sono così svariate innumerevoli e sotto diverse forme, che ci si perderebbe a citarle tutte.

  • 12 aprile 2016 01:20

    Cari Alex e Roberto1, sappiate che vi considero assolutamente dei troll. Ed è curioso che io risponda alle provocazioni dei troll. Non l’ho mai fatto ma stavolta è diverso perchè sono arrabbiato. Si può essere arrabbiati senza essere pericolosi, credetemi… Il fatto che sappiate scrivere in italiano senza commettere errori di ortografia e con una consecutio temporum decente non vi rende migliori dei soliti troll, anzi, peggiora le cose perchè si suppone che le riflessioni più banali debbano essere prerogativa degli illetterati e voi, illetterati, non siete. Signor Alex, la sua ricostruzione (malattia, follia, esaperazione, colpa) mostra elementi che non hanno legame o relazione tra loro. Io, di calcio, sono malato ma non sono folle. Sono esasperato come può essere una persona delusa e tradita da ciò che ha caro (CFR Aristotele e le regole della tragedia) ma non ho colpa di ciò che è successo. Soffro, sì. ma è un problema soltanto mio e a lei non lo farò pesare. Ma la sua generalizzazione la trovo fastidiosa. Signor Roberto1, le piacciono di più le bionde o le brune? “Che gliene frega a lei?” – mi risponderà certamente… Ebbene, di rimando, cosa importa a lei se io preferisco la partita alla gita con amici (la gita posso farla quando mi pare, mentre la partita ha obblighi di diverso genere (sportivi, televisivi, ordine pubblico, etc.). Sono un tifoso ma non sono un pervertito e non mi faccio indurre alla perversione. So ragionare con la testa mia, pur essendo un tifoso. Sono abbonato in curva da moltissimi anni ed ho sempre portato mio figlio senza paura che accadesse alcunchè. Quello che stiamo commentando è il lamento di un papà che ha temuto per l’incolumità propria e del suo ragazzo. Prendiamone atto ma non colpevolizziamo i tifosi. Limitiamoci a colpevolizzare i delinquenti.

  • 12 aprile 2016 22:20

    Signor Enzo, ho usato un espressione infelice. Non volevo dire che è insano mentalmente. Era nel senso che Lei , come tanti, deve rendersi conto che non vale la pena sacrificare cose e persone che meritano certamente più di un palermo che non è il palermo, ma la zamparinese. Mi scuso se si è sentito offeso. Ma lei per favore, si renda conto che nn vale la pena seguire una squadra che nn è più la nostra squadra.

  • 14 aprile 2016 12:44

    Caro Enzo, lei parla certamente a suo nome, vale a dire un tifoso arrabbiato ma non pericoloso, malato ma non folle…etc…ma è proprio sicuro che questo valga per tutti i “tifosi” ? E poi, si può essere tifoso e anche delinquente, coì come delinquente e anche tifoso…non le sembra?

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