i fatti dopo il ragionamento

I ricordi di un uomo

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Uno smartphone e quei messaggi quotidiani per sentirsi un po' meno solo. Lui ha 80 anni e un passato importante. E io potrei essere quella figlia che ha perduto tanto tempo fa Socialnetworks | Blog diPalermo.it

I suoi messaggi arrivano quasi sempre di mattina presto. E ogni volta che guardo le foto che mi invia, penso: chissà se anche mio padre si sarebbe fatto i selfie in cucina, con la sua bella giacca da camera e la barba ancora da radere. Le stesse rughe e la stessa ‘pioggia nelle scarpe’. Ma lui non è mio padre e io non sono sua figlia. Lui è solo un uomo di ottant’anni, con in mano uno smartphone.

“Buongiorno, ci vorrebbe un po’ di pioggia” – e non ha sbagliato numero, dice proprio a me. E lo fa da un po’ di settimane, mediamente tutti i giorni. Dispensa fiori, cuori, faccine e se ne va. Ma anche articoli di giornale, foto d’annata, autoritratti, ricordi. Segni di un passato di tutto rispetto, che io conosco. E lui lo sa.

La sua immagine oggi è quella di un nonno, di un pensionato, di un uomo dal passato lungo, come lungo è il tempo delle sue giornate e la lista delle storie da raccontare. Meno male che c’è lo smartphone. Un like su Facebook oggi, un commento domani e qualcuno che ti ascolta lo trovi.

“Ciao cara, conservo un bel ricordo di te” – ricevo e leggo con grande rispetto i suoi messaggi. Considerata l’età, potrebbe essere mio padre davvero. Del resto si sono conosciuti. Per questo, forse, mi colpisce in maniera straordinaria la foto che mi ha mandato stamattina. Una foto in bianco e nero, stampata come una volta. Non c’è la copertina di un libro, né la ricetta degli spaghetti cucinati ieri. E a margine, stavolta, non ci sono parole, solo un cuore spezzato. È la foto di una ragazzina che sorride felice in mezzo alla campagna, la foto di un dolore lungo almeno trent’anni. E arriva nella mia giornata come un pugno nello stomaco. Perché lei se ne andò via quel giorno di tanto tempo fa. Perché lei era sua figlia.

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