i fatti dopo il ragionamento

Turista a casa nostra?

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Il cameriere che spintona e ferisce il tedesco che chiede il conto e quei gesti scellerati che rischiano di vanificare gli sforzi di chi cerca di trasformare Palermo in una meta che faccia gola agli stranieri O TOURIST Facebook | Blog diPalermo.it

Una delle storielle inventate intorno al fenomeno mafioso, probabilmente per rendere umana questa terribile piaga, riguardava l’assoluta intoccabilità delle donne e dei bambini. Che poi si fosse solo trattato di una cazzata lo si è capito quando, nei fatti, la mafia non ha mai guardato in faccia niente e nessuno. Figuriamoci le donne e i bambini, sui quali si è spesso accanita con particolare efferatezza.

Capisco il paragone sia azzardato e probabilmente l’incipit fuori luogo, ma esistono degli assiomi per chi si occupa di turismo a livello professionale. Dei dogmi che stabiliscono l’assoluta sacralità e inviolabilità del turista. Il turista è un bene prezioso, difficilissimo da intercettare. E quindi, se e quando ci degnerà di una visita, andrà coccolato, protetto e salvaguardato. Sicuramente, non va spintonato o aggredito solamente perché osa chiedere, ad un focoso cameriere, che fine abbia fatto la sua pizza ordinata un’ora prima. Principi basilari del turismo, principi basilari dell’educazione di ogni essere umano che abbia avuto la fortuna di essere nato dopo l’età del bronzo ed abbia imparato ad usare la parola, anziché la clava.

Ecco perché l’episodio accaduto qualche giorno fa in un ristorante di Palermo (un turista tedesco settantenne, stanco di avere atteso quasi un’ora per una pizza, si rivolge al cameriere per andare via e come risposta viene spintonato a terra, riportando gravi fratture; il tutto, nella più totale indifferenza degli altri clienti e del padrone del locale) fa male a chi si occupa di turismo.

Come sempre in questi casi, la solidarietà sul web si è scatenata per rispondere a tale gesto offensivo della nostra tradizionale ospitalità. Dalle scuse ufficiali del sindaco (a nome di tutta la città) alle proposte di boicottare il ristorante in questione. Per un attimo, il popolo reale e virtuale palermitano ha spostato la sua indignazione dalla Ztl, scatenandola verso questo episodio increscioso.

Non vorrei cospargere di benzina quel fuoco ed alimentare un incendio, ma è innegabile che quel cameriere sia obiettivamente indifendibile. Quello che infatti potrebbe apparire come un singolo episodio, causato forse dall’accumulo di stress di un cameriere magari sfruttato, probabilmente sottopagato e sicuramente maleducato, fa più danno (se possibile) di uno scippo o di un episodio microcriminale. Fatemi passare pure questo paragone azzardato, ma ormai tutte le guide informano i turisti dei pericoli delle grandi città, fornendo delle basilari regole di comportamento per evitare aggressioni e rapine.

Dubito invece esista una guida turistica che informi il viaggiatore dei pericoli (non igienici) che si incorrono andando a mangiare in un ristorante. Ecco perché un simile gesto inconsulto potrebbe vanificare in un istante tutti gli sforzi compiuti per fare di Palermo una meta turistica. Oggi, in un epoca in cui si è schiavi delle recensioni virtuali e della potenza dei portali in grado di sancire il successo o il fallimento di una destinazione turistica, basta veramente poco per vanificare gli immani sforzi effettuati da chi vive di turismo.

Talvolta, infatti, un semplice passaparola risulta più efficace di una costosissima campagna promozionale. E se questo è negativo, i risultati saranno disastrosi. Capisco non vada crocifisso il cameriere maleducato, ma probabilmente andrebbe educato (da cittadino) alle regole basilari del vivere civile e (da cameriere) accompagnato ad un percorso di formazione utile a comprendere il valore dell’ospitalità e la centralità degli ospiti. Viva Palermo, Viva Santa Rosalia!

1 commenti

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  • 16 aprile 2016 13:29

    Dico due cose…due minime considerazioni lontane anni luce tra di esse.
    La prima, in quel determinato posto (pizzeria-trattoria) in più occasioni, ho notato una sorta di “sciatteria dialettica”, sia nei confronti di palermitani-siciliani-italiani che nei riguardi di turisti.
    La seconda, se io….a 50 anni guadagno a settimana un “coppo di pasta” per 10 ore giornaliere ….capace che le mie palle girano come le eliche di un ventilatore a tetto ad agosto a Favignana alle 14.00.
    Estenderei la considerazione n.2 al 96% delle attività “ristoratizie” siciliane.
    Non è un alibi, ma una “sconsiderazione”.

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