i fatti dopo il ragionamento

Il mio Palermo alla deriva

di

Zamparini Wiki | Blog diPalermo.it

Chi scrive non è un tifoso del Palermo, pur essendo grande appassionato di calcio da oltre vent’anni. L’impressione che suscita la stagione dei rosanero, vista da un esterno, è la seguente: Zamparini ha fatto di tutto per portare questa nave alla deriva e oggi forse c’è riuscito in maniera definitiva, dopo la prevedibilissima sconfitta contro la Juventus.

Considerando tutti i capricci che un padre padrone può arreccare alla sua impresa di proprietà, non si può davvero comprendere la schizofrenica scelta di cambiare quasi una dozzina di allenatori nell’arco di una sola stagione. Poteva davvero mai pensare, l’imprenditore Maurizio, che una simile morìa avesse giovato alla sua squadra? Che una girandola continua di mister avrebbe rassicurato i giocatori e li avrebbe portarti a una visione serena di tutta un’annata calcistica?

In confronto a Zampa, Berlusconi è un moderato: ha cacciato via solo un allenatore quest’anno, e già la sua scelta ha fatto discutere. Ma probabilmente con Zamparini non ci si stupisce più, essendo abituato a cambiare tecnico con la stessa frequenza con cui si cambia i calzini.

Anche se non sono un tifoso del Palermo, non fa mai piacere vedere la squadra della propria città sprofondare sotto i colpi di tanta superficialità organizzativa. Questi dovrebbero essere gli ultimi mesi al timone per il presidente: spero vivamente che il Palermo possa trovare un uomo del tutto diverso per il suo prossimo futuro, da qualsiasi categoria ripartità l’anno venturo. Perché il calcio è fatto di momenti irrazionali, di rabbia, di agonismo, tutto vero. Ma se non c’è un progetto di partenza e una guida solida dall’alto, tutto è destinato a scadere nel dilettantismo.

6 commenti

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  • 19 aprile 2016 11:49

    Caro Mannelli, oggi è un mestiere difficile quello di essere tifosi del Palermo. Ma per quanto mi riguarda il senso di appartenenza, che dovrebbe essere l’unico elemento che lega tifoso e squadra, mi tiene sempre legato al drappo rosanero, a prescindere dalla serie e dalle vittorie/sconfitte. Oggi si registra un distacco da questa società non dalla maglia perchè più che valori sportivi mette in campo solo valori economici (vendite e plusvalenze).
    Ma tant’è. Visto che ogni squadra del mondo rappresenta una città, il sottoscritto non si sognerà mai di trovare rifugio in quel di Milano o Torino per appropriarsi di vittorie che non gli competono. Non mi è mai interessato vincere facile o innalzare una bandiera che non mi appartiene e magari condividerla con chi odia la mia provenienza.
    Attendo tempi migliori. Il ritorno di una maglia che va in campo per ottenere il miglior risultato sportivo. Della vendita di Dybala per 40 milioni di euro non ho personalmente motivo per vantarmi o di essere fiero.

  • 19 aprile 2016 12:42

    Comprendo il suo stato d’animo da tifoso del Palermo, l’attuale società non sembra rispettare l’importanza di una grande piazza e di una squadra storica. Verranno sicuramente per voi tempi migliori.

  • 19 aprile 2016 12:49

    Bravo Don Totò, la penso esattamente come Lei e mi batto quotidianamente con chi ogni giorno mi dice: ma chi te lo fa fare, ma perché te la prendi tanto??? essere tifoso della squadra della propria città è qualcosa che credo non si possa far accettare a chi pur essendo concittadino tifa per altri lidi e magari nemmeno ci ha messo piede in quei lidi.
    Si vince, si perde (quest’anno soprattutto l’ultima) ma io non mi stancherò mai di praticare la mia fede calcistica in quei due colori: rosa&nero, unici al mondo e copiati ultimamente proprio dalla squadra più tifata d’Italia (vedi maglie e sciarpe).

  • 19 aprile 2016 14:16

    Non sono tifosa del Palermo, ma l’articolo di Davide Mannelli è bellissimo ed esprime perfettamente lo stato d’animo e la consapevolezza di un autentico sportivo.

  • 19 aprile 2016 15:36

    Don Totò presidente ad honorem del palermo. Punto.

  • 19 aprile 2016 19:48

    Grazie Luca, troppo buono

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