i fatti dopo il ragionamento

Sono Giacomo, il forzato dell’Eredità

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Un innocuo programma in tv e la mia compulsione divenuta trappola. Vi racconto com'è cominciata e perché siamo tutti a rischio. Soprattutto chi non pensa di esserlo Eredita | Blog diPalermo.it

Voglio raccontarvi di una condizione mentale. Di una compulsione diventata trappola. Patetica ed esuberante al tempo stesso. La mia. Ne soffro quotidianamente, dalle ore 18.45 alle 20.00 di ogni giorno della settimana, tranne la domenica. Non so come sia cominciato tutto questo. Se fossimo al corrente di quando e perché s’incappa in una trappola, è ovvio che la eviteremmo

Per farla breve, uso la formula riassuntiva che ho sentito nei film quando il protagonista si presenta al cospetto dei sodali di una riunione degli alcolisti anonimi.

Sono Giacomo. Ho 48 anni. Da due seguo il programma “L’eredità” condotto da Fabrizio Frizzi. Ho cominciato facendo visita a mio suocero in ospedale. La tv era accesa. Lui c’era già dentro fino al collo. Alla compagnia si è aggiunto mio nipote Giulio, quattro anni all’epoca. Anche Giulio era stregato dalla trasmissione. Ricordo di averlo sentito chiamare il nonno materno per chiedergli – testuali parole – chi fosse “il nostro campione di stasera”.

Da quel momento, ho capito che “L’eredità” è una macchina da guerra che non risparmia gli ostaggi. Né fa distinzioni di classe, di livello d’istruzione, sesso, età. Chi ha fame di sapere, s’incarognisce nello scoprire la risposta giusta suggerita dal buon Fabrizio Frizzi o dalle soavi vallette, meglio conosciute come professoresse. Chi è bimbo, è stregato da queste ultime: sono fate. Chi è grande e grosso, s’arrapa nel vederle sorridere aprendosi in un abbraccio che conterrà “la scossa” (i frequentatori del programma sapranno di che parlo).

Chi, come me – e altri di cui parlerò – è dotato di medio-alto livello di istruzione, fa gruppo a parte. E’ mosso da un sentimento perverso, liminare al sadismo. Poiché la trasmissione si basa sulla conoscenza del vocabolario italiano, una discreta dose di nozionismo e la capacità di padroneggiare sinapsi e processi logici (facoltà messe a dura prova da emozione e cronometro, a dire il vero), richiede ai concorrenti di affrontare una delle imprese più ardue nell’anno di grazia 2016. Ovvero: non fare la figura degli ignoranti.

E’ qui che lo spettatore medio-colto, comodamente seduto davanti alla tv, diventa uno stronzo. Non solo si prende gioco dei concorrenti che la sparano grossa (e ce ne sono). Si augura anche che sbaglino. Da questa subdola forma di sadismo all’“Eredità-dipendenza” il passo è breve. E io l’ho compiuto. A nessun tossicomane va di stare sempre da solo. Cerca dei compagni di astinenza che lo facciano sentire meno fragile. E li ho trovati nella piazza ideale, dove ormai vige e prospera lo spaccio libero di amenità e minchiate. Ho cominciato a postare su Facebook una rubrichetta di due-tre righe banalmente intitolata “Eredità news”. Dapprima accolta con diffidenza. Sono stato visto, da principio, come autolesionista. E’ ragionevole. Chi, se non un masochista, si prenderebbe la briga di appuntare, quasi ogni sera, le enormità partorite dai concorrenti di un quiz?

Poi, colpo di scena. Ho smesso presto di sentirmi solo. Quel che segue, ricopiato dalla mia “rubrica”, è appena un esempio, ma vale più di ogni spiegazione.

Eredità news . Vero o falso.

Frizzi: “La donna cannone” di De Gregori è stata pubblicata in Germania col titolo “Der donnonen”. Vero o falso?

Concorrente: Vero.

Eredità news 2. Parole con la D.

Frizzi: Lingua parlata dai Sioux.

Concorrente: Danese.

Eredità news 3. Prima/dopo la scoperta dell’America.

Frizzi: Picasso si sposa…

Concorrente: Prima.

Tutto chiaro? Comunque… Mi chiamo Giacomo ho 48 anni. Da due seguo il programma “L’eredità” condotto da Fabrizio Frizzi. Sono un forzato, non riesco a smettere. Quando ci provo, i miei amici di Fb protestano. Mi scrivono sms, whatsapp, messaggi privati. Alcuni mi telefonano, perfino. Si chiedono se io sia uscito di casa anzitempo, abbia avuto un malore o peggio. Non posso più abbandonarli. Certamente non prima di aver tentato di uscire indenne e a fronte alta dall’ultima prova della trasmissione: “la ghigliottina”. Rischierei di perdere la testa.

6 commenti

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  • 20 aprile 2016 12:00

    Post di grande arguzia, veramente molto divertente. Ma, spiace dirlo, i quiz televisivi sono pensati e realizzati x mentecatti.

  • 20 aprile 2016 13:28

    Ciao sono Francesca, ho 40 anni e anch’io seguo l’Eredità e la ghigliottina….da troppo tempo ma non riesco a smettere!

  • 20 aprile 2016 14:29

    Anch’io la seguo. A volte rientro a casa all’ora dell’inizio della trasmissione. Ho coinvolto la mia famiglia che a quell’ora si aggirano in cucina con la tv accesa. Grande Giacomo!!!

  • 20 aprile 2016 14:57

    E’ vero può dare dipendenza.è un’ancora di salvataggio rispetto agli spettacoli beceri e inutili.

  • 20 aprile 2016 15:50

    Eredità news 4. Completa il proverbio. “L’erba del vicino…” Risposta: “E’ sempre più buona”.

    Evviva Francesca e Ludovica.

  • 20 aprile 2016 19:59

    Neanche un cenno a Ballarò o alla sua attività di narratore di questa città stavolta… peccato.

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