i fatti dopo il ragionamento

Il Giornale di Sicilia

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I poligrafici che rischiano il lavoro, la crisi della carta stampata e un giornale che in 155 anni è sempre riuscito a restare a galla. E ci riuscirà anche stavolta. Perché Palermo non può rischiare di restare muta. E sola Giornali2 | Blog diPalermo.it

Non c’è nulla di più effimero della pagina di un giornale e te n’accorgi quando a Ballarò t’incartano tre finocchi a un euro nei tuoi pezzi. Eppure in 155 anni il Giornale di Sicilia di pagine di storia ne ha scritte decisamente parecchie. Ha saputo raccogliere mille sfide, sopravvivere a due guerre mondiali, passare dal piombo all’informatica come se nulla fosse, e nelle sue stanze sono cresciute generazioni di cronisti, spesso diventati poi firme di spessore a livello nazionale.

Ma un cronista senza un correttore che si accorge di refusi a volte imbarazzanti, senza un grafico che gli disegna i menabò e gli sistema i titoli, senza qualcuno che si occupi dell’archivio fotografico, senza un tipografo, sarebbe ben poca cosa. Oggi sono venti i poligrafici che rischiano il loro posto e che per questo ieri e oggi hanno deciso di scioperare. Non sono orpelli questi lavoratori, ma le fondamenta di una redazione.

Si dice che la carta sia destinata a morire, a soccombere sotto i colpi della rete. Io non ci credo. Il sistema dell’informazione è da sempre integrato e nessun nuovo mezzo finora è riuscito ad eliminare quelli precedenti. I giornali non sono morti neppure con la diffusione in massa della televisione e solo perché hanno saputo ripensarsi e ricollocarsi. Ecco perché oggi, anche in mezzo a una tempesta che sembra quella fatale, più che spaventarsi bisogna fare squadra e raccogliere la nuova sfida, riorganizzarsi, sfruttare al massimo le immense potenzialità e risorse anche umane che ci sono in via Lincoln e continuare, sfruttando anche le tecnologie che per la carta sembrano essere veleno. Potrebbero essere invece il suo elisir di lunga vita.

Il Giornale di Sicilia – e lo dice la sua storia, una delle più lunghe d’Italia – è maestro nel superare le crisi e i cambiamenti, dai quali è uscito senz’altro diverso, ma sempre indenne. Vivo e strumento fondamentale di democrazia in questa terra disgraziata. Certo, fare un giornale costa molto più che aprire e gestire una testata on line, ma anche il risultato è diverso. Chi scrive per la carta ha tempi più lunghi per raccogliere informazioni e verificarle, per analizzare e approfondire i fatti. E’ per questo che anche se materialmente la carta arriva dopo i siti, in realtà è spesso diversi passi avanti. E il lettore questo particolare non dovrebbe mai dimenticarlo.

Un giornale è la voce di una città e se il Giornale di Sicilia, investito dalla crisi, adesso arranca, non può essere solo un problema dei suoi dipendenti, ma di tutti. E’ Palermo che rischia di diventare più povera, muta, e questo semplicemente non possiamo permettercelo.

20 commenti

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  • 24 aprile 2016 09:22

    Cara Sandra,leggendo il tuo “pezzo”,come sempre impeccabile,ho pensato a quanto il Giornale di Sicilia abbia interessato la vita della mia famiglia.Un fratello in cronaca nera ed un padre con un bar importante in una zona sismica.Non è stato facile.L’attesa dell’uscita del giornale al Vicolo del Pallone,alle23.30.Il ritorno a casa,con il commento mio e di mio padre sul pezzo scritto da mio fratello,con la speranza di entrambi,che non ci fosse andato troppo pesante..Le foto degli arrestati,questo lo conosco,questo forse,questo fuma Merit.Tutto questo per tanti anni.La paura,l’orgoglio di tutta una famiglia per un figlio ed un fratello giornalista.Vedere i tanti colleghi di mio fratello,tentare di farsi strada,mi piace pensare ad Elvira Terranova,una sorelle per me,la faccia del sacrificio e del sudore.Il pezzo di Carlo Brandaleone della domenica ed il suo commento tecnico del martedì.Con la lettura del giornale che iniziava dall’ultima pagina.Un abbraccio.

  • 24 aprile 2016 11:01

    Sig. Figliuolo vedo con molta amarezza che state trattando con molta attenzione la vertenza del gds ma non avete mosso un dito per scrivere che 15 giorni prima sono stati licenziati 15 padri di famiglia di edistampa costola del giornale di Sicilia cuore del giornale e della rotativa, noi avendo mandato vari articoli e comunicati siete stati assenti voi del giornale. ..saluti Vincenzo morreale ..capo reparto rotativa

  • 24 aprile 2016 16:23

    Con tutto il rispetto…. Si parla del giornale di Sicilia … Si parla di nulla!
    Un non giornale che da anni resta a galla grazie agli esorbitanti costi dei necrologi e risparmiando sulle spalle dei giornalisti che, volendo conciliare il lavoro con il proprio amore per Palermo non hanno alternative.
    Mi dispiace moltissimo per i posti di lavoro oggi a rischio, ma non posso spendere un lamento per questi quattro fogli impiastricciati di pubblicitá e notizie o inutili o già note.
    Se finalmente questa struttura enorme ed obsoleta tacesse, forse potremmo sentire le tante voci libere che cercano di parlare a Palermo.
    In bocca al lupo a tutti!

  • 24 aprile 2016 18:49

    Certo poi magari ci sarebbe da chiedersi quali sono queste voci libere che cercano di parlare a Palermo e non possono, ma così giusto per saperlo.

  • 24 aprile 2016 20:33

    Che disgusto ho provato a leggere il commento del libero anonimo ” io Gds non lo leggo “

  • 24 aprile 2016 20:57

    Carissima Sandra non potevi dare voce migliore ai nostri pensieri. Io nella mia ignoranza dico: se l’Editore facesse rientrare tutto ciò che, pensando di risparmiare, ha dato da fare ai vari consulenti esterni, e tagliare e anche i costi di coloro che pur essendo un pensione continuano ad essere presenze sotto il diverso nome di Consulenti, non pensi che il Giornale potrebbe vantare un poco più di liquidità?

  • 24 aprile 2016 21:26

    Ma con tutto il rispetto…ma chi oggi, compra un quotidiano cartaceo? Ma chi dai 14 ai 69 anni?
    Ma cacchio! Ma quando il vento “internettiano” soffiava, ma dove erano gli strateghi? Ma di che vi lamentate?.
    Il mondo cambia. Chi cambia cambia col mondo….chi piscia dietro il pino….corre dietro il bus imprecando-

  • 24 aprile 2016 21:28

    Oramai, con tutte le testate giornalistiche online gratuite, in cui scrivono, oltre che i migliori giornalisti anche i migliori opinionisti della città, certi giornali su carta stampata, i cui contributi pubblicitari sono solo quelli di quei politici che si fanno mettere la foto della loro bella faccia ogni giorno, non servono più, nemmeno per avvolgere il pesce dal pescivendolo…

  • 24 aprile 2016 22:26

    La crisi che oggi attraversa il giornale di sicilia è comune a molte altre testate giornalistiche sia italiane che straniere.Alcune riusciranno certamente a superarla,altre no.Io temo che il nostro quotidiano del mattino,nonostante la sua gloriosa storia è destinato a scomparire.Le firme migliori sono già da tempo approdate ad altri lidi,e i giornalisti rimasti,lodevoli per il loro impegno professionale, non riescono-anche per loro limiti- a confezionare un prodotto appena decente.Diciamolo con franchezza oggi il gds serve solo come sottolinea l’autrice ad avvolgere gli ortaggi nei mercati rionali.Del suo glorioso passato non e’rimasto nulla.Le battaglie civili condotte dai suoi redattori,primo fra tutti Mario Francese,non appartengono più alla linea editoriale di questo giornale.Ammesso e non concesso che oggi abbia ancora una linea editoriale.

  • 24 aprile 2016 23:13

    Anch’io sono uno dei 15 dipendenti di edistampa licenziati da i primi di aprile. La morte di edistampa è stata decretata dalla scelta, sbagliata, di portare la stampa a Catania. La situazione del Gds anche. Nel nostro giornale giace una rotativa lunga 27 metri e alta 12…. una macchina i cui costi di gestione sono stati resi esorbitanti per via della gestione allegra di quei dirigenti che si sono arricchiti negli anni. Da quando la stampa è stata portata fuori Palermo il giornale ha avuto una “picchiata” incredibile, vuoi per la concorrenza di internet, come per la qualità di stampa pessima. Però, i famosi dirigenti, gente che tra l’altro è in pensione e ancora detta legge in azienda , continua a ribadire che è stata la scelta migliore. Qual’è stata l’unica soluzione trovata da questi geni? Tagliare il personale…anziché cercare di rilanciare con nuove idee. Hanno iniziato con noi 15, e stanno continuando con i colleghi di gds.

  • 24 aprile 2016 23:22

    Carissima Sandra. .grazie per quello che scrivi sia del giornale che di noi poligrafici. .. dei quali fanno parte anche i tecnici. Io in trentuno anni di giornale ne ho visto di tutti i colori. .. ho gestito prima da solo poi con altri colleghi tre rinnovi tecnologici ….e ne stiamo gestendo un’altro. .. la signora Fornero ci ha dato una mano facendo marcire fino alla vecchiaia inoltrata coloro che da una vita danno l’anima facendo dei turni. ..giorno notte. ..per un giornale che chi lo vede da fuori dice che va bene solo per avvolgere la verdura al mercato . Ma vorrei dire a queste persone che la libertà esiste. ..e ognuno è libero di leggere quello che vuole. ..ma esiste anche il rispetto per chi lavora. ..e lo fa con serietà ed umiltà. Posso capire che le scelte editoriali del nostro giornale sono discutibili. .. ma augurare la chiusura di una testata storica come la nostra non lo tollero ! Perché non si presenta e dice il lavoro che svolge. .. magari sarà il solito intellettuale. …imboscato dietro una scrivania. ..pagato da tutti noi contribuenti. … Gentile anonimo. … qualsiasi cosa possa pensare bisogna avere rispetto dei lavoratori. .. e di quel poco di storico che rimane in questa città. ..disgraziata. .come dice la cara Sandra. Il nostro giornale è un pezzo di storia che non può cancellarsi. .. oggi ci lavorano tanti giovani validissimi. .poligrafici e redattori. ..che ci mettono il cuore in quello che fanno. . e Sandra è una di questi. Non si preoccupi. ..esistiamo da 155 anni. ..e continueremo a esistere. Il nostro giornale ha superato due guerre mondiali. ..e supererà anche questa. ..Lei sarà libero di leggere quello che vuole. ..ma non sarebbe più Palermo senza il teatro Massimo o senza piazza Politeama o senza Ballarò. .. e senza il Giornale di Sicilia. .. che esiste e continuerà ad esistere. Grazie

  • 25 aprile 2016 01:51

    Noto con grande dispiacere che non si parla affatto dei 15 rotavivisti e spedizionieri licenziati giorno 10 aprile dalla edistampa siciliana, consociata del Giornale di Sicilia che ha deciso, senza alcun confronto sindacale di dare prima la stampa del giornale ad una azienda di Catania e poi la distribuzione ad una cooperativa esterna.

  • 25 aprile 2016 02:32

    Cara signora Sandra dove erano tutti i moralisti e i difensori dei Poligrafici quando una settimana fa ne sono stati licenziati in fretta e furia senza avere avuto la possibilità di confronto sindacale e senza neanche il tempo di capire cosa stesse succedendo perchè nell’arco di 15 giorni si è passati dalla comunicazione della decisione presa alla lettera di licenziamento?
    Dove erano i giornalisti ed i lettori che ancora amano il Giornale di Sicilia quando hanno appreso che in maniera brusca, unilaterale e mai chiara 15 poligrafici dell’azienda controllata dalla stessa famiglia che controlla il GDS venivano licenziati senza avere avuto nemmeno la possibilità di manifestare il loro dissenso?
    Forse dovremmo tutti impegnarci perchè il GdS ritorni ad essere stampato a Palermo dai palermitani con una gestione oculata che renda questa soluzione conveniente, ansicchè accettare passivamente che le colpe di qualche dirigente GdS ricada sui lavoratori Edistampa.
    Capisco che per qualche semidio del Gds gli stampatori del giornale erano solo figli di un dio minore, ma 15 famiglie gettate nella miseria meriterebbero un po’ più di considerazione soprattutto da chi fa informazione.

  • 25 aprile 2016 09:44

    Caro benedetto hai scritto come tuo solito parole bellissime ma purtroppo come noi tutti sappiamo la realtà in questa azienda è ben diversa.
    Questa è una azienda che per poter riprendersi avrebbe di bisogno di rivedere il suo modo di presentare il proprio prodotto e non come dice qualcuno carta con necrologi e pubblicità.
    Ma purtroppo come si fa solitamente quando la crisi si presenta dove che si risparmia è sempre sul costo dell operaio.
    In questa azienda chi l’ha gestita non si è mai curato di guardare avanti ma soprattutto non si è mai interessato di vedere ciò che si è offerto ai lettori.
    Io sono un ex tecnico della rotativa è credetemi ogni sera quando si iniziava il lavoro era sempre un enigma e con noi a lottare con tutti i problemi che si presentavano, dell’azienda non c’era nessuno erano tutti a casa e i problemi erano nostri, invece negli anni passati erano tutti li a controllare quello che si stampava.
    Io come ex collega spero che questa azienda possa rivedere un po il suo modo di pensare facendo si che la stessa possa nuovamente ritornare ai livelli di anni fa.
    Matteo Bommarito ex tecnico della rotativa di edistampa

  • 25 aprile 2016 09:49

    Cara Sandra ai colleghi del gds va la nostra massima solidarietà, ma mi stupisco del fatto che nessuno ha menzionato che dal 10 aprile 15 COLLEGHI della Edistampa sono stati licenziati. Tu scrivi gli articoli la tipografia li corregge e noi stampavamo.Tutto è passato sotto traccia e senza che nessuno abbia mosso un dito. Ho lavorato per il giornale 28 anni e come me tanti altri hanno la stessa anzianita. Ma per il gds e i colleghi noi siamo invisibili

  • 25 aprile 2016 10:35

    Buon giorno si parla delle persone che verranno licenziati del Giornale ,e siete tutti preoccupati , ma dei 15 padri di famiglia del Edistampa che anno licenziato giorno 10 Aprile non ne parla nessuno .All’interno del Giornale ci sono Dirigenti che si sono mangiati il patrimonio del Giornale ,che sono in pensione ma lavorano ancora dentro ,avendo il doppio stipendio ,perché non incominciano a buttarli fuori per risparmiare. IO sono uno dei 15 licenziato il Giornale si potrebbe risollevare se si vuole ,ma per qualcuno deve andare cosi .È più comodo smaltire il personale . Ciao Sandra se dobbiamo fare notizia lo possiamo fare .

  • 25 aprile 2016 11:06

    Ragazzi, capisco tutte le recriminazioni e l’amarezza. Però cerchiamo di non fare confusione. Io in tutti questi anni neanche l’ho mai avuto un posto di lavoro “vero” come quello che alcuni di voi hanno purtroppo già perso. E probabilmente mai lo avrò. Avrei potuto fare un pezzo su questo, accusando chiunque della mia condizione. Invece parlo dei diritti e della dignità degli altri. Il mio è un discorso generale e credo che con l’unione si faccia la forza. Chi mi conosce sa bene che non ho alcun potere decisionale e di contrattazione. Non credo che è con me e con questo pezzo che dobbiate prendervela. A chi si augura la chiusura del giornale, a chi lo critica sostenendo di non leggerlo, a chi parla di testate on line e di grandi firme, ignorando che il Giornale di Sicilia è stata il primo ad avere un sito a queste latitudini, quando costoro neanche avevano una connessione in casa e avevano idea di cosa fosse un modem, lascio le loro opnioni

  • 25 aprile 2016 14:05

    i colleghi che dal 10 aprile sono diventati purtroppo ex sono e rimarranno sempre i miei.. i nostri fratelli…! Oggi noi stiamo provando quello che già hanno provato loro… e purtroppo quando la rotativa si è fermata.. nessuno di noi … poligrafici del Giornale di Sicilia … ha fatto nulla. Ma non per male… non per cattiveria.. ma per il fatto che eravamo sicuri che il tutto si sarebbe risolto per il meglio.. Invece no ! E’ andata malissimo … io dissi un giorno in direzione quando già si parlava di licenziare … ma perchè non mandate in prepensionamento a me … che per tre mesi l’ho perso e tenete qualche collega che volete licenziare… purtroppo non si può fare.. mi è stato risposto… lo stato non ci aiuta in tal senso … fu riferito.
    Carissimi fratelli dell’Edistampa … non sappiamo come finirà tutta questa vicenda.. non sappiamo cosa sarà domani … speriamo che il Signore possa illuminare le menti di chi potrà aiutare voi … carissimi fratelli .. e anche un po noi !
    Con immensa stima ed affetto

    Benedetto Frontini

  • 25 aprile 2016 14:41

    Sandra, noi non parliamo con te in prima persona, ma attraverso te che hai fatto questo articolo e che non è nostra intenzione sfruttare come mezzo a scopo “personale”. Se l’impressione che abbiamo dato, sia io che i mie colleghi di Edistampa, è questa ti chiediamo scusa. Noi parliamo con la rabbia di chi ha perso il “pane” dei propri figli nel totale silenzio. Proprio quei diritti di cui parli ci sono stati negati in maniera subdola dall’azienda. Siamo stati licenziati senza nemmeno il preavviso di legge. Senza darci la possibilià di reagire, e con la “minaccia” che se non avessimo accettato subito avremmo perso pure gli eventuali ammortizzatori sociali perchè il tempo restante, a presentare la richiesta, era di pochi giorni. Ti ringraziamo per averci dato voce, e ti auguriamo che il futuro per te sia roseo e pieno di soddisfazioni. Benedetto…non immagini quante lacrime abbiamo versato noi di edistampa. Venti anni li dentro cancellati con un colpo di spugna…da una fredda lettera di cessazione rapporto. Siamo stati solo dei numeri. Noi vi siamo vicini, e al di là delle sterili polemiche nate dalla rabbia che abbiamo (almeno questa nessuno può negarcela) sappiate che siamo con voi. Siamo e saremo al vostro fianco. Un abbraccio anche a voi…

  • 25 aprile 2016 19:32

    Invito la Sig.ra Sandra Figliuolo e tutti i licenziati del GDS ad aprire una testata online…i costi non sono alti e se sarete bravi (Sandra di sicuro lo è) lascerete nella polvere il GDS e tanti altri…

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