i fatti dopo il ragionamento

Una voragine chiamata Sicilia

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Il denaro pubblico gestito da una classe politica senza scrupolo e senza controllo e un'autonomia che non abbiamo saputo gestire. E se fosse finalmente arrivato il momento del cambio di passo? Ars | Blog diPalermo.it

Qualche settimana fa la responsabile dell’area Crescita sostenibile della commissione europea Charlina Vitcheva ha presentato a Palermo il programma di investimento che porterà nell’isola oltre quattro miliardi e mezzo di euro. Con voce tenue, come un’insegnante delle elementari corregge un compito fatto male da un allievo, dice: “Questi soldi non sono un regalo, vanno gestiti da oggi con responsabilità”.

Non basta certo questo ad assicurare ai siciliani che la stagione degli sprechi di denaro pubblico sia finita, ma la presenza di più istituzioni che vigilano sull’impiego di fondi strutturali segna una nuova strada, quella di un’appropriata vigilanza. Una strada aperta solo di recente, non per rimediare, ormai impossibile, ma per bloccare un meccanismo vizioso e corrotto, quello dei soldi pubblici finiti in mano alla politica e gestiti senza alcun controllo e per mezzo di una burocrazia vorace e, fino a poco tempo fa, senza scrupoli. In pratica è come se l’Ue e lo Stato si fossero accorti solo adesso di avere affidato le chiavi della loro cassaforte a gruppo di minorenni scapestrati ansiosi di spendere denaro e festeggiare con gli amici.

Sullo spreco del denaro pubblico è stato scritto molto; su come il parlamento siciliano abbia intrapreso questa direzione dalla sua nascita ad oggi e su cosa si è fatto per mantenere il privilegio di spendere le enormi cifre arrivate in passato dagli accordi con lo Stato si sa invece poco.

Ve lo racconto in un libro scritto con Giovanni Ciancimino, “Voragine Sicilia-un viaggio nei segreti dell’Autonomia”. Narriamo episodi della vita parlamentare che meritano di essere ricordati: dalla nascita dell’autonomia siciliana, inventata per disinnescare le spinte separatiste, alla verità sulla cosiddetta operazione Milazzo, dagli strani sistemi adoperati dai nostri parlamentari per votare le leggi alle lotte di potere per la gestione degli enti pubblici.

E ancora un’analisi del contesto politico che apre una riflessione sulla morte di Piersanti Mattarella, le ultime ore del generale Dalla Chiesa, il fallimento della commissione antimafia e la tangentopoli in salsa siciliana. Senza dimenticare uno dei più gravi delitti commessi nella stagione del sacco edilizio: c’era una volta nel centro di Palermo un gioiello architettonico chiamato Villa Deliella. È stata abbattuta, al suo posto sorge un parcheggio dove molti impiegati dei Beni Culturali ora lasciano i loro veicoli…

1 commenti

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  • 28 aprile 2016 13:26

    UN ESEMPIO DA SEGUIRE.

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