i fatti dopo il ragionamento

L’irresistibile tentazione del faidate

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L'unanime consenso per l'assoluzione del clochard dall'accusa di furto, il doveroso riconoscimento dello stato di necessità e una sentenza che però lascia spazio a qualche pericoloso, e pruriginoso, fraintendimento Clochard | Blog diPalermo.it

Un coro unanime di consensi ha accompagnato la recentissima sentenza della Corte di Cassazione che ha assolto il clochard dall’accusa di furto ritenendo che non è punibile chi deve far fronte all’imprescindibile esigenza di alimentarsi. Il poveraccio aveva rubato wurstel e formaggio per un importo complessivo di 4 (quattro) euro.

In parole semplici la Suprema Corte ha applicato la esimente dello stato di necessità.

Voglio anch’io unirmi al plauso generale, non prima però di fare notare che forse, per un furto del valore di 4 euro, non era proprio il caso di scomodare tutti e tre i gradi della giurisdizione. Lo sottolineo al solo fine di evidenziare che il principio della obbligatorietà dell’azione penale previsto dalla nostra Costituzione, che naturalmente è la più bella del mondo, forse avrebbe bisogno di una piccola messa punto.

Detto questo, ritengo che si tratti di una sentenza ineccepibile dal punto di vista tecnico ed anche eticamente giusta. Mi tranquillizza il fatto che si sia realizzata una perfetta sovrapposizione tra ciò che è legale e ciò che è giusto. Non sempre accade. Devo però dire che mi tranquillizza un po’ meno il segnale che la sentenza degli ermellini finisce col lanciare, inevitabilmente, alla pubblica opinione.

Sì, perché accanto al diritto all’alimentazione, diritto costituzionalmente protetto perché afferente al valore della persona, esiste, per esempio il diritto alla casa. La mia esperienza professionale mi ha fatto registrare qualche caso in cui, in presenza di un conclamato “furto” di un immobile, magistratura ed istituzioni abbiano preferito lasciar correre pur avendo tutti gli strumenti normativi e processuali per togliere il maltolto al senza-casa e restituirlo al legittimo avente diritto. Col paradossale risultato che il senza-casa, con appena cento euro di multa, che naturalmente non pagherà, ha di fatto acquistato una graziosa villetta.

Ecco, mi pare che piano piano, zitto zitto, si stia facendo strada nel nostro Paese il convincimento che, a fronte di diritti intimamente connessi al “valore persona”, si possa agevolmente ricorrere “al fai da te”. E siccome la sfera dei diritti afferenti al “valore persona” è, giustamente, di ampio raggio, non vorrei che un giorno qualcuno, in piena tempesta ormonale, e facendo leva su questa deriva, ritenesse di poter impunemente abusare di una donna. Magari invocando “lo stato di necessità” in ragione di una conclamata condizione di estremo disagio esistenziale e relazionale che impedisce l’espressione del diritto alla sessualità. Anche questo, a ben guardare, è un diritto intimamente connesso alla persona umana.

Un paradosso? Certo che lo è, ma se fossi stato al posto degli ermellini avrei valutato la possibilità di applicare, d’ufficio, il nuovo istituto della causa di non punibilità per tenuità del fatto, di recente istituzione nel nostro ordinamento. Non per altro, ma per evitare equivoci o fraintendimenti.

1 commenti

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  • 04 maggio 2016 08:50

    Ne so qualcosa io da locatore: inquilino con famigliola risiede nell’appartamento comprato con sacrifici dai miei genitori. Stiamo raggiungendo quota un anno di pigioni non pagate, quote condominiali non pagate (quindi sulle mie spalle), sfratto avviato, tempi biblici prima che intervenga la forza pubblica, (e a questo arriverevo, dato che il “signore” non si è ancora sognato di levarsi di mezzo). E non deve essere nuovo al “lavoretto”, il signorino: tecnica perfetta, carezzevole e deferente all’inizio, persino puntuale nei pagamenti. Poi la bella sorpresa. Nel frattempo avevo deciso di vendere l’appartamento, ma chi lo compra con la bella famigliola che non si muove da lì? E’ giusto che la legge tuteli i disagiati. Ma non sono un disagiato anch’io? Parliamo di un immobile non certo da ricchi. Parliamo di una piccola proprietà della quale, attualmente, non posso disporre. Parliamo di un mentitore di professione, cui non ho imposto io di fare famiglia numerosa. La proprietà è un furto? E il furto di proprietà allora cos’è?

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