i fatti dopo il ragionamento

Quel sogno, cinque anni dopo

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L'ex stabilimento Fiat di Termini Imerese che riapre per venti, la fabbrica silenziosa e il ricordo delle catene di montaggio, delle lotte, della sveglia alle quattro del mattino. E di un pezzo di Sicilia che non sarà mai più com'è stato Image 1.jpeg | Blog diPalermo.it

Sono passati cinque anni, cinque anni da quando quei cancelli si sono chiusi. Il 2 maggio venti operai sono tornati dentro l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. E io ho provato a immaginare lo smarrimento di queste venti persone che, solo in venti, tornano là dentro dove prima lavoravano in centinaia. Ho provato a immaginare come devono essersi sentiti a entrare in una fabbrica silenziosa, dove prima la catena di montaggio non si fermava mai. Ho provato a immaginare chi prima faceva la Panda, chi montava bulloni e pezzi di motore, chi verniciava sportelli e tettucci davanti a un computer.

La Fiat a Termini è stata il sogno. È stato il sogno di chi ha ceduto i propri terreni coltivati a carciofi per avere il posto in fabbrica e che ha smesso di alzarsi alle 4 per andare sui campi e ha iniziato ad alzarsi sempre alle 4 ma per indossare una tuta blu. È stata la visione, non particolarmente illuminata, di chi ha detto no tanti anni prima al Club Mediterranée perché i francesi avrebbero portato scompiglio alla moralità di questa tranquilla cittadina di provincia per consegnare, anni dopo, chilometri di litorale all’industria e alle cattedrali nel deserto di quel pezzo di Sicilia.

La Fiat è stata quella delle lotte operaie, dei presidi davanti ai cancelli in questi cinque anni di incertezza ma anche quella delle braccia incrociate perché in quell’estate del 2007 faceva troppo caldo e dello sciopero proprio mentre si giocava Italia-Paraguay, nel 2010.

La Fiat è quella in cui si è creduto troppo e allo stesso tempo troppo poco. Ora il sogno cambia volto, è un sogno 2.0, è il sogno dell’auto elettrica di Blutec e soprattutto della ripresa. Chissà se saremo ancora capaci di sognare.

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