i fatti dopo il ragionamento

L’onore del cittadino

di

Io, palermitano ad honorem, il mio amore per una città che mi ha fatto sentire subito suo e il mio essere cittadino ed esule senza che nessuno mi giudichi Moni Ovadia Palermo | Blog diPalermo.it

L’attributo di cittadino è legato ad una delle più grandi conquiste della storia dell’umanità. La cittadinanza è una titolarità connessa alla conquista dei diritti di libertà, uguaglianza e di solidarietà. L’essere umano, grazie al principio di cittadinanza, esce dalla condizione di suddito, non è più sottomesso ad un’autorità investita dall’alto, l’istituzione che ne regola la vita di persona e di soggetto sociale riceve la sua legittimità dalla collettività dei cittadini, lo Stato si fonda su un patto sociale e nelle legislazioni moderne è al servizio dei cittadini.

Oggi chi ha una cittadinanza riceve una doppia attribuzione, egli è cittadino di una nazione, solitamente quella nei cui confini è nato, e contestualmente è cittadino di una città, quella in cui risiede ufficialmente. La stragrande maggioranza delle persone che abita un paese è cittadina di quello stesso paese e simultaneamente ha lo status di cittadino di una delle sue città.

Tutto ciò, per chi ha avuto la sorte e il privilegio di essere nato in un paese avanzato, fa parte di una condizione naturale, tende a non percepirne lo straordinario significato. Esso appare in tutto il suo valore a chi invece ha ottenuto la cittadinanza dopo essere stato straniero, dopo essere scappato da un paese in guerra o essersi sottratto alla fame, a lei o a lui, la titolarità di cittadino si manifesta come una conquista grandiosa.

Ma c’è un altro modo di diventare cittadino che richiama il senso di questo status e il suo onore. E questa modalità prende il nome di cittadinanza onoraria. Una città rappresentata dalle sue istituzioni accoglie una persona come proprio concittadino perché lo riconosce come tale. Essere riconosciuto da Palermo honoris causa ha per me un significato speciale. Palermo è entrata nell’orizzonte ideale, culturale ed esistenziale dei luoghi che sento intimamente miei. Palermo mi ha conquistato come spazio dell’anima dal primo momento che vi ho messo piede per la prima volta cinquant’anni orsono.

Già allora, ventenne, incontrai persone di alto profilo umano e intellettuale che in quella primissima occasione anticipavano futuri percorsi culturali senza i quali non sarei diventato ciò che sono oggi. Palermo per me incarna lo splendore, l’idea stessa di splendore, non solo nella sconvolgente maestà delle sue presenze monumentali, ma anche nelle sue specificità antropologiche che da sempre l’ha fatta essere aperta alle alterità, nel passato come nel presente.

Palermo ha accolto e accoglie fedi, genti, lingue e ha dato e dà loro cittadinanza e per questo io che sono slavo, levantino, ebreo sefardita e cittadino del mondo, a Palermo, e contestualmente in Sicilia, mi sento immediatamente a casa, perché posso essere simultaneamente cittadino ed esule senza che nessuno mi giudichi. E per questa ragione sono particolarmente onorato di essere diventato palermitano in un momento in cui questa città dello splendore offre al mondo intero la sua Carta.

La Carta di Palermo che postula l’abolizione universale del “permesso di soggiorno”. A mio parere, nel momento in cui la comunità internazionale avrà la lungimiranza di accoglierla, sarà il più importante documento etico giuridico concepito dopo la Dichiarazione dei diritti dell’Uomo. Il suo promotore e ideatore, il sindaco Leoluca Orlando, è uno dei pochissimi politici intellettuali europei che ha l’autorevolezza per essere visionario nel senso più alto della parola. Lui è il sindaco che mi ha attribuito la cittadinanza e anche per questa ragione insieme alle molte altre, io, d’ora innanzi, dovunque mi troverò, a chi mi chiederà da dove vengo o di dove sono risponderò: ”Giro per il mondo, risiedo a Milano, ma io, io sono di Palermo!”

2 commenti

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  • 09 maggio 2016 13:43

    Sono contenta che lei sia fiero di essere cittadino onorario di Palermo, considerando che tanti altri cittadini ne sono invece molto meno fieri.
    Come tanti sono ormai poco fieri del sindaco Orlando e delle sue fantasticherie prive di senso realistico.
    In bocca al lupo. Benvenuto tra i tanti.

  • 11 maggio 2016 12:37

    A dire il vero fin’ora nessuno si era accorto che sei cittadino onorario di Palermo…ma da adesso in poi sono certo che le cose cambieranno…o no ?

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