i fatti dopo il ragionamento

Caro Ingroia ti scrivo…

di

Da pm inflessibile ad avvocato ipergarantista, l'iperbolica parabola di un uomo pronto a tutto. Anche a sconfessare se stesso. E a tenere a bada la propria coscienza. E quella oscura cosa che si chiama senso dell'opportunità Ingroia 1 | Blog diPalermo.it

Caro Antonio Ingroia, sono Ennio Tinaglia. Mi conosci perfettamente. Abbiamo affrontato insieme il più lungo processo della storia giudiziaria italiana. Quello a Marcello Dell’Utri. Io ero difensore di parte civile e tu, insieme a Nico Gozzo, il pubblico ministero.

Qualche giorno fa ho assistito alla trasmissione Bersaglio Mobile e voglio subito dirti che ogni volta che ti sentivo dare dell’avvocato, avvertivo la stessa sensazione che produce lo stridere di un’unghia sulla superficie di una lavagna. Probabilmente era la stessa sensazione che provavano Enrico Mentana e Marco Damilano, il cui imbarazzo nel rivolgersi a te era più che palpabile. Persino tu hai candidamente ammesso di esserti confuso, durante l’interrogatorio di garanzia di Pino Maniaci. Tu, avvocato difensore, “ti sei dato del pubblico ministero”.

Ti ho sentito pure esporre tesi garantiste, peraltro assolutamente condivisibili. Ma sentirle esporre da te mi produceva una sorta di disorientamento. È che io non mi sono abituato all’idea che tu sia diventato un avvocato. È passato troppo poco tempo. Sapevo di questa tua nuova vocazione. Ma mi ero fermato a un paio di clamorosi scivoloni nei quali eri incorso, come quando avevi assunto l’incarico di difensore di parte civile dell’associazione dei familiari della strage di via dei Georgofili senza ancora avere prestato il giuramento nell’ambito del processo della trattativa Stato-mafia, quello stesso processo che avevi istruito come pubblico ministero. Un bel know how, non c’è che dire, un vantaggio niente male, rispetto a tutti gli altri avvocati. Potevi capitalizzarlo, ma ti è andata male

O come quando avevi detto che non avresti mai difeso corrotti o mafiosi, così dimostrando di non avere capito il senso di questa professione il cui primo comandamento è che l’avvocato non è mai il primo giudice del proprio cliente. È l’ABC.

Sono cose che capitano. Tu non hai avuto un maestro che ti indirizzasse e ti prendesse per mano, come capita a tutti gli avvocati. Non hai fatto la gavetta. E non hai avuto nessuno che ti spiegasse che non basta conoscere il codice a menadito per fare l’avvocato. Poi però, mi ero scordato della tua vocazione forense. Sì, perché ti ho visto fondare un partito politico, ti ho visto concorrere alla carica di premier, alla presidenza di società partecipate.

Ecco perché non riuscivo a capire come si potesse passare così disinvoltamente a sostenere quelle posizioni garantiste che ti erano lontane mille miglia quando facevi il pm. Perché le conferenze stampa in Procura in occasione delle operazioni in grande stile contro la criminalità anche tu le tenevi, vero? Sì, quelle conferenze in assenza di contraddittorio. Quelle che sputtanano gli indagati e li consegnano al pubblico ludibrio, alla gogna.

Forse, se avessi avuto più tempo a mia disposizione, avrei potuto afferrare ciò che tu hai detto solo in coda alla trasmissione, e cioè che da quando eserciti la professione hai una visione differente. Perché è proprio così, nella vita è tutta questione di prospettive. Ma c’è una cosa che davvero non riesco a capire. Hai detto che vuoi denunciare i carabinieri, che senti aria di complotto, che ci sono strane coincidenze, poteri più o meno forti che rappresenterebbero una sorta di sottotraccia in tutta questa vicenda che riguarda Pino Maniaci.

Sono cose che direttamente o indirettamente rappresentano una chiamata in reità di quegli stessi carabinieri a cui tu, fino a poco tempo fa, hai delegato indagini delicatissime, e che finiscono col posizionare in un inquietante cono d’ombra quegli stessi tuoi colleghi con i quali hai lavorato fianco a fianco, con i quali inevitabilmente hai intrattenuto relazioni amicali, affettive, con i quali hai preso un caffè, con i quali hai fatto squadra quando, a torto o ragione, la Procura veniva accusata di prestarsi a strumentalizzazioni politiche.

Come hai potuto fare questo? Non ti è passato per la mente che c’è un valore che si chiama senso dell’opportunità? E non dirmi che c’è un valore sovrastante, che è quello della difesa di una persona. Lo so benissimo. Ma so pure che esistono incarichi che non si possono accettare. Non te lo vieta nessuna norma. Te lo vieta la coscienza Ed è questo che fa la differenza tra un avvocato ed un iscritto all’albo.

24 commenti

Lascia il tuo commento
  • 10 maggio 2016 09:16

    CARISSIMO , AVV. TINAGLIA…, LEI HA RESO LA MIA GIORNATA…, OGGI CHE HO LETTO LE SUE PAROLE…, FELICISSIMA…E PIENA DI FIDUCIA….NELLA SOCIETA’…E NEGLI “UOMINI”…; CERTI MOMENTI…, NON CAPISCO…COME ALCUNI NON PROVINO UN SENSO DI DISGUSTO…NELL’ASSISTERE…A CERTE “PRESE DI POSIZIONE”…, E MI CHIEDO…, COME MAI…NON SI “INDIGNANO”…??? POI RIFLETTO…, E MI RENDO CONTO CHE LA “GENTE”…HA PAURA…A MANIFESTARE LE PROPRIE….”SENSAZIONI”…; COMPLIMENTI…, CONDIVIDO…E FACCIO MIE…LE SUE BELLE “RIFLESSIONI”….!!!

  • 10 maggio 2016 09:22

    come si cambia per non morire….

  • 10 maggio 2016 13:58

    Grandissimo Ennio!!! Sono fiero di aver avuto un paziente come te che ha mantenuto la giusta Acutezza Visiva di un uomo libero!

  • 10 maggio 2016 14:29

    Caro avv. Tinaglia, come lei ha detto c’ero anche io in quel lungo processo, che ci ha visto parti processuali.
    Quello che possiamo trarre dalla vicenda da lei descritta e’ una lezione: dobbiamo fare il modo che tutti i giovani PM, tutti i giovani Avvocati, tutti i giovani Giudici, abbiano una cultura comune della giurisdizione. Il che non significa far male la propria professione, ma forse, direi sicuramente, farla meglio, comprendendo cosa fa l’altro contribuendo, ciascuno per la sua parte, a l’accertamento della verità processuale. Sono sicuro, comunque, che già alcuni questa comune cultura ce l’hanno. E dobbiamo fare in modo che si diffonda sempre di più. Per evitare, insieme, errori giudiziari, crocifissioni di imputati, o per converso demonizzazione delle povere parti offese.

  • 10 maggio 2016 14:31

    Ciao Ennio. Sono Enzo Pioppo. Ti ricordi? Volevo farti i miei complimenti x la tua lettera diretta ad una persona che ha fallito in tutti i campi. Io ho conosciuto molto bene Maniaci per essere stato segretario comunale a Partinico x ben otto anni come avrai saputo. Ebbene questa losca figura non poteva che essere”difesa” se non da altrettanta ibrida persona che si permettere di offendere e denunciare le forze dell’ordine (carabinieri) a cui si deve tanto per la tutela da tanti delinquenti che circolano. Ti ricordo sempre con tanta stima.

  • 10 maggio 2016 15:19

    Controrrente ai vostri giudizi . Pino Maniaci pur nella sua coreografica sgangherata persona, ha fatto bene molto piu di tanti che usano un italiano corretto e dimenticarlo e spegnere la sua sgraziata voce non mi pare un affare

  • 10 maggio 2016 15:29

    Mitico Avv. Tinaglia!!!

  • 10 maggio 2016 15:42

    Il problema non è Ingroia, ma i tanti minchioni che l’hanno elogiato per anni e l’hanno votato pensando che una sottospecie di fariseo comunista possa fare dell’antimafia credibile, e non sia invece un alleato occulto della stessa malavita.

  • 10 maggio 2016 15:50

    Mandatene una copia a tutte le Agende Rosse e affini. Diretto ed efficace. Complimenti. E complimenti anche al Dott.Gozzo, a dimostrazione che i magistrati equilibrati subiscono il protagonismo dei colleghi “superstar”.

  • 10 maggio 2016 17:17

    Il camaleonte È tra gli,animali,il più mutevole ed È certamente il modello cui deve aver attinto,Ingroia Ho visto la ltrasmissione di Mentana e mi,È Sembrato di,vedere Ingroia fare affermazioni condivisibili sul piano,giuridico,e del,rispetto dell essere una no,e di,una giustizia,equa,e priva di,sensazionalismi,,ma ahimè,mi,riusciva,difficile credere che fossero pensieri,suoi, Ma come,Ingroia garantisca?Un manettaro,impunito,e un giustizialista ante litteram un forcaiolo un PM che ha,gestito Ciancimino per far si,che i riflettori,dei media fossero puntati,su di li uno Dei molti ahimè che ha intravisto il ruolo di,giudice ovvero di PM anti,mafia come strumento per fare carriera proprio lui oggi,ci,fa una lezione di,diritti,umani? Ebbene caro dott Ingroia anzi,Avvto,Ella oggi,si,fregiarsi,un titolo sotto,il quale rientrano,moltissimi,oggi,suoi,colleghi che ogni,giorno,si,battono,per la verità e giustizia per la difesa,dei loro clienti,senza fare un distinguo tra buoni,o cattivi perché vede dott Avvto è questo,il nobile,ruolo dell Avvto difendere,e far si,che ci,sia un processo,giusto e che il proprio cliente chiunque egli sia giunga al processo,come presunto,innocente come vuoke la nostra Carta Costituzionale e Non massacrato,prima del tempo da voi PM o,da qualche giornalista d assalto, quello di,sbattere il mostro,anzi,tempin prima pagina Non è diritto,di cronaca Non,e2 informazione è disinformazione è cannibalismo,mediatico La condotta di alcuni PM Ella doce di abusare delle misure cautelari di usarle in modo,improprio,e distorto,di usarle per,finire e umiliare un indagato,molte volte poi assolto ma comunque rovinato come immagine è nn metodo,becero,incivile e oscurantista vede Avvto,lei,ha ragione,a dire, che hanno,calpestato Maniaci,anzi,tempo ma lo pensa solo adesso ed allora mi,piace ricordarle che anche quando,era PM e chiedeva discutibili e affrettate misure cautelari dietro,questo,olquell indagato era prima di,tutto un essere umano !

  • 10 maggio 2016 18:06

    Caro Ennio, sono Rosario Imbergamo. Condivido le tue parole e non vedo come quest’uomo possa pensare che un Avvocato possa essere tale solo perchè iscritto in uno dei qualsiasi Ordini che oggi fanno entrare tutti un tanto al metro come il cambri’. Un Avvocato non puo’ mai uscire improvvisamente come Minerva armata dalla Testa di Giove.
    Sai, Tu hai conosciuto ( io e te ci conosciamo da oltre 40 anni ) il compianto Avvocato Paolo Seminara che ci ha lasciati diversi anni fa.
    Un giorno sentii dire questa frase “” chi non è riuscito a fare l’Avvocato …si mette a fare il magistrato”. Ma vedi a Ingroia è venuto facile cambiare bamdiera perchè egli non ha dovuto nemmeno sostenere gli esami di Avvocato in quanto purtroppo la Legge italiana consente questo ai magistrati ma se un Avvocato vuole fare il Magistrato deve presentarsi alle prove per il concorso in magistratura. E’ l’assurdo italiano…la storia “der pasticciaccio brutto de via Merulana”!! Che ne sa Ingroia, abituato ,in un passato non tanto remoto, a sedere in alto accanto ai Giudici , e guardare dall’alto verso il basso l’imputato, di cosa è deve essere un Avvocato che invece gli sta accanto? L’Avvocato soffre insieme al proprio assistito e non lo addita, l’Avvocato trascorre notti insonni con l’ansia dell’esito di una causa dalla quale dipende la libertà di un uomo non perchè non ha fiducia in se stesso ma perchè di obbrobri di errori giudiziari ve ne sono ad iosa. Che ne sa un ex P.M. abituato a far mettere le manette agli indagati dell’amore che nella nostra Professione si manifesta nella sofferenza e nell’amore verso chi soffre ed ha bisogno di aiuto? Pace e bene. Onguno deve fare quello che conosce e non quello che non conosce. Ma non disperate…a cambiar mestiere ci vuole poco. Pace e bene. Ciao Ennio.

  • 10 maggio 2016 20:03

    Maniaci afferma che è stato fatto un processo mediatico,sulla sua pelle è inconcepibile. Mi chiedo quanti processi mediatici ha fatto il Maniaci nei confronti di malcapitati cittadini che sono stati processati e condannati nei suoi servizi, senza avere rispetto della dignità delle persone.

  • 11 maggio 2016 00:38

    Umana pietas nelle parole dell’avvocato Tinaglia per un Ingroia in piena crisi d’identità. Il povero Maniaci quasi quasi ce lo siamo dimenticati. Lapidaria la conclusione: “… è questo che fa la differenza tra un avvocato ed un iscritto all’albo.” Grazie avvocato, so dove trovarla in caso di guai, molto seri, s’intende.

  • 11 maggio 2016 05:27

    Preg.mo Avvocato, nel condividere in toto il suo scritto mi permetto fare osservare che il Dott. Ingroia non è altri che l’ennesimo esempio di ciò che giornalmente fanno tantissimi magistrati italiani. L’altra sera con un amico lo paragonavo all’ex PM Antonio Di Pietro…certo al Di Pietro è andata meglio ma la sostanza non cambia. Per me, terra-terra, il problema è questo: ci sono dei cittadini che conseguita una laurea in legge, fatto un concorso e vintolo, assumono un potere che nessun’altro cittadino, in eguali condizioni, dentro altre amministrazioni, ha sui propri simili. E’ un potere enorme e naturalmente ci vuole scienza e coscienza per usarlo, ma non tutti ce l’hanno e, anzi la disgregazione in questo senso mi pare abbastanza avanzata. E allora un rimedio bisogna pur trovarlo. Ci sono i magistrati buoni, ottimi, perfetti, ma le leggi non servono contro i buoni cittadini, servono contro i cattivi, e quindi è contro il cattivo magistrato che serve una regolamentazione, una disciplina, al di la di quelle che già ci sono e non funzionano. Infatti non comprendo l’uscita di Piercamillo Davigo quando un folto gruppo di suoi colleghi fanno parte di quella politica che lui addita
    come più corrotta di prima. Ecco perchè il caso Maniaci non ci deve far perdere di vista la vicenda Saguto.

  • 11 maggio 2016 08:16

    Mi permetta di condividere la scelta che ha fatto Ingroia di non difendere i mafiosi. Che c’è di strano: è una scelta etica, non professionale. Del resto accanto a lui c’èra l’avv. Bartolo Parrino che ha difeso alcuni presunti mafiosi: anche lui è nel suo pieno diritto. Non condivido invece le sue considerazioni sull'”opportunità” di denunciare l’operato dei giudici o sul fare quadrato attorno a loro: è la stessa cosa che ha detto la Saguto alla Commissione Antimafia, quando, nel 2014 sosteneva che le campagne di stampa di Telejato delegittimavano tutta la magistratura. Se anche questo è il suo pensiero, allora non ci sono margini di discussione.

  • 11 maggio 2016 10:08

    Il compito di un Avvocato lo ha gia’ detto egregiamente il collega Tinaglia , non e’ quello di fare un distinguo tra i buoni ed i cattivi , non e’ quello di fare una scrematura tra degni d’esser difesi ed indegni d’esserlo , ma il compito di un Avvocato e’ quello di far si che ognuno , dico ognuno , a prescindere dal capo d’imputazione che gli incombe , abbia un giusto ed equo processo , sara’ poi la magistratura giudicante ad assolverlo o a condannarlo . Vede se passasse l’assunto di Ingroi da Ella condiviso , cioe’ il diritto di scelta dela tipologia del proprio cliente , sarebbe come dare del mafioso anticipatamente a chi ancora deve andare a giudizio . Sarebbe una anticipazione di giudizio sulla persona chiunque egli sia , sarebbe come dare del mafioso a chi ancora la sua appartenenza alla mafia non sia stata provata . Bene sul caso Saguto v’e da fare una sola osservazione ,( al di la dal fatto che le polemiche su di un singolo magistrato possano o no coinvolgere anche altri , nel caso Saguto era necessario , vista la contiguita’ di molti altri) ,se la e le condotte tenute dalla Saguto e da taluni magistrati della Dia li avessero tenuti comuni cittadini . questi , specie con un P.M come Ingroia sarebbero gia stati arrestati , meditate.

  • 11 maggio 2016 10:17

    Il problema non è Ingroia, il problema vero è il sistema Italia infetto e non più curabile

  • 11 maggio 2016 15:22

    Bravo Avvocato, era ora che qualcuno gliene cantasse quattro. Ingroia è solo un opportunista che cerca di essere sempre al centro dell’attenzione e del potere e purtroppo, per noi, ha sempre trovato chi gli ha dato potere e visibilità, vedi Crocetta.

  • 11 maggio 2016 15:43

    Mi chiedo, come mai Ingroia non prova a difendersi dagli attacchi ricevuti? Forse non ha argomentazioni valide per farlo, o è superiore ad ogni illazione? Ingroia batta un colpo.

  • 11 maggio 2016 17:13

    Ho visto sia la conferenza stampa di Ingroia, Maniaci e Parrino, sia la puntata di “bersaglio mobile” con Ingroia, Da Milanoe Mentana. Sono rimasto allibito dall’attegiamento e dalle argomentazioni usate da Ingroia. Ho comprato e letto alcuni suoi libri, “l’Eredità scomoda” e ” Io so” . L’ho votato come esponente di “Rivoluzione civile”. Oggi sono profondamente deluso da Antonio Ingroia. Sia per questa girandola di ruoli che ha assunto, da PM antimafia d’assalto, ad esponente politico nazionale, infine da avvocato. Lo stesso animo di Ingroia appare confuso, quasi alla ricerca di un ” se stesso” che non riesce ad individuare. Ingroia ha tutto il diritto di difendere Maniaci, da accuse provenienti dallo stesso Maniaci, dalle sue equivoche parole intercettate, dal suo comportamento ambiguo. La sorpresa è come lo difende. Con un attegiamento arrogante, spocchioso, eccessivamente aggressivo nei confronti dei suoi ex colleghi della Procura di Palermo, nei confronti dei Carabinieri, nei confronti della Procura di Caltanissetta. Non un minimo di umiltà, un richiedere comprensione per gli eccessi morali e forse anche penali del suo assistito. La strategia studiata a tavolino tra ingroia, Maniaci e l’avvocato Parrino, sembra essere stata quela di attaccare, confutare, screditare ciò che è apparso evidente a tutti. Maniaci ha approfittato del suo ruolo di riconosciuto, a torto o a ragione, paladino dell’antimafia, con amicizie ed agganci nelle stanze del potere, prefetti, forze di polizia, magistrati, giornalisti, per esercitare pressioni, condizionamenti, forse estorsioni, nei confronti di pubblici amministratori, sindaci, al fine di constringerli ad accondiscende ai suoi desiderata, a dargli del denaro, ad assumere illegittimamente la sua amante e forse chissà quante altre cose, non presenti nelle intercettazioni.
    Ingroia doveva ribaltare queste verità lampanti, ed ha iniziato a giustificare il personaggio, dipingendolo come uno sbruffone, un trombone, un volgare parolaio, quasi un ciarlatano in televisione come nella vita privata. Ha arigogolato sugli importi modesti delle estorsioni, puntualizzando sull’imponibile e sull’iva, sulla mancanza di indagini sull’uccisone dei cani, quasi che i carabinieri, per ogni cane che viene ucciso debbano inviare i ROS, i RIS, la scientifica. Rimuovendo dalla sua mente che Maniaci stesso ha indicato come colpevole quel “porco” del marito della sua amante. E glissando sul fatto che Maniaci, scientemente e in maniera spregiudicata e cinica, ha fatto diffondere la notizia che era stata la mafia, cosa nostra, per vendicarsi delle sue inchieste ( ma quali ?) sul ” fiume di cocaina che arriva a Partinico” . Balle sesquipedali.
    Immemore che Maniaci usa Telejato come un manganello televisivo, una clava, per dissacrare, infangare, massacrare la dignità e il prestigio di chiunque non gli va a genio, Ingroia si lamenta che i carabinieri hanno realizzato un video dove si vede ina azione in “vero” Maniaci, il millantatore, il ricattatore, il manipolatore della verità. E Ingroia addirittura afferma che intende denunciare i carabinieri, alcuni stessi magistrati, si lamenta dei suoi ex colleghi.
    Insomma un Ingroia in pieno delirio, getta alle ortiche e quasi nella spazzatura il prestigio della sua carriera di PM antimafia, e tutto per difendere un Pino Maniaci qualsiasi, l’indifendibile, un individuo dal passato losco e dal presente falso, un tizio che ha costruita la sua carriera televisiva con la manipolazione e con l’inganno.

  • 11 maggio 2016 17:57

    Caro Michele,Santoro,il problema è anche Ingroia Sono,gli,Ingroia è il sistema antimafia è il distinguo che si è creato,tra coloro,che fanno,antimafia scudati da questo presunta aurea di persone perbene e perseguitate ed in costante pericolo offrendogli così la possibilità di passare per tanti Gesù di Nazareth e coloro,che fanno la lotta alla mafia senza essere anti,nulla e senza bandierarlo ai 4 venti, Non può esserci,tra questi,soggetti,quello,buono,e quello,cattivo Non deve esserci,un distinguo l errore caro,Santoro,Non è illsistema Italia,come dice lei,affossando,sempre le colpe su enti,ad tratti,e persone,non,fisiche il problema è proprio nell erroneo,distinguo tra coloro che sono,anti mafia e coloro,che pur essendolo Non appartengono,all anti,non deve esserci nulla di anti,in Italia debbono esserci solo persone perbene ed oneste distinte da quelle disoneste

  • 11 maggio 2016 19:40

    Chi avrebbe mai immaginato che una simil vicenda fatta di bieco giornalismo da strapazzo , di loschi individui , di pubblici funzionari corrotti e compiacenti , poiché tacciono , salvo poi a riacquistare la memoria ,( Palazzolo bar di Cinisi docetPRIMA 10 ANNI FA ENTRA COME GESTORE del bar dell’ aeroporto senza un concorso per chiamata diretta e certamente deve aver pagato , poi nel 2015 per il rinnovo gli chiedono la mazzetta e s’indigna e denuncia con una onesta’ fatta come le luci dell’ albero di Natale ad intermittenza ,) di banconote dal piccolo taglio , di una periferia bistrattata , malfamata e terra di nessuno o meglio di dominio delle diverse famiglie del luogo , di una terra povera fatta di faide , di storie di canuzzi ammazzati e di amanti cd “gioia” per le quali con molta probabilita’ si estorcono 50 miseri euro ad un Sindaco , che se pur estorto , tace per 2 anni , mette perfinio mano in tasca proria , da vero novello evergete , asserendo che non denuncio’ Maniaci , perché temeva d’essere sputtanato . Ma scusate , fermiamoci un attimo , ma se un Sindaco e’ pulito , cos’ha da temere? Per temere le terribili invettive di Maniaci i Sindaci tanto puliti non saranno stati !!Povera Italia

  • 13 maggio 2016 17:02

    La miseria dell’anima di questo personaggio non ha confini ma è sempre stata evidente

  • 14 maggio 2016 12:17

    X me sarà avvocato solo quando riuscirà a vincere un processo! Chiaramente non come parte civile x quelli sono bravi tutti ma un processo complesso dove l imputato parte con una condanna in pectore. Personalmente non mi farei mai assistere dall avv ingroia x fare l avvocato ci devi nascere e crescere non ci si improvvisa ad una certa età dopo aver vissuto con una prospettiva processuale diametralmente opposta.

Lascia un commento