i fatti dopo il ragionamento

Se io piango per un cane

di

La vita e la morte di Tao, le mie lacrime senza il vostro permesso e questa strana geografia del dolore. Che fortunatamente non coincide mai con i perenni indignati del web Cane Abbandonato | Blog diPalermo.it

La vita non è stata tanto gentile né tanto onesta, pare. Pare che la vita di Tao, appunto, non sia stata gentile perché fu trovato sofferente in mezzo al pattume indifferenziato di Bonagia, né onesta perché nonostante fosse vivo tra la morte dei rifiuti qualcuno lo aveva abbandonato con tanto di biglietto monografico al collo. Solo due parole, “ti amo”.

Una beffa, sembrò. Ma la forza di questo randagio si mostrò superiore. E Tao, infatti, continuò la sua semplice vita, restando fedele a quel bipede che chiama padrone e che, in una sera d’estate, senza scrupolo lo mollò dichiarandogli amore. Come quando l’ex ti scarica nell’umido dicendoti “tu sei perfetta, sono io che non ti merito”. Solo che oggi Tao, sebbene il suo ritrovato nuovo amore, ha chiuso con questa sua vita a quattro zampe ed è andato via.

Commosse tutti la storia di Tao e la sua ritrovata vita dopo mesi e mesi di cure, dopo mesi e mesi di terapie. Commosse tutti la sua vita, un po’ meno la sua morte. Perché il popolo del web, quello che mette all’indice troppo presto, ha ammonito subito chi ha provato timidamente a piangere per Tao. Come puoi piangere per un cane, tu, umanoide senza pelo, fido parlante, amico del prossimo ma non troppo? Perché tu, uomo, piangi per Tao, e non piangi per i disoccupati del nostro Paese? Per i bambini dell’Africa? Per i giovani senza lavoro? Per i marò? E, che so, per i pappagalli daltonici della Tundra? Per robe serissime, insomma. Perché piangi, allora, senza chiedere il permesso? Perché piangi per Tao, per la sua vita disgraziata finita anche peggio, senza il nulla osta delle lacrime?

Si può piangere per Tao, sì. Ve lo confesso. Si può piangere per lui perché non si ragiona in bianco o nero. Perché nel dolore non esistono barricate. Almeno lì. Perché la lacrima non è stitica. Piangere per un cane, un semplice cane, un banalissimo cane, non significa piangere “solo” per lui. Cosa che, per altro, sarebbe pur lecita al netto di ogni indignazione molesta. Si può piangere per tutto, con buona pace dei vostri rubinetti. Si può piangere per bambini, nonni, padri, madri, brutti voti all’università, ex fidanzati, ricordi, nostalgie, dolori, piaceri, canzoni. Sì, pure per le canzoni. Canzoni e cani.

Si può piangere per un amico che se ne va, per un ricordo che sfuma, per un dolore fortissimo. Per ex fidanzati che affastellano incubi e nostalgie che diventano sogni. Per cordogli lontani, che ci fanno essere e apparire migliori, e dolori vicini, vicini geograficamente, che dobbiamo ammonire per non sembrare superficiali. “Piangi per un cane che ti lascia, e i marò?” diranno presto. “E sticazzi”, rispose Tao.


[ Immagine: foto simbolica di autore incerto, dal web - Policy]

14 commenti

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  • 19 maggio 2016 08:47

    …”la lacrima non è stitica”
    …”Si può piangere per tutto con buona pace dei vostri rubinetti”
    Brava Federica Virga.
    Ennio Tinaglia

  • 19 maggio 2016 08:58

    Bellissimo pezzo! Brava!

  • 19 maggio 2016 10:09

    Mi dispiace che Tao non ce l’abbia fatta!!! Povero Amore… Ma certamente ha avuto chi lo ha amato e accudito accompagnandolo in questa sua breve vita col calore che meritava. Mi piace pensare che chi lo ha abbandonato lo avesse creduto morto e che quelle siano state le parole scritte di un bambino impotente dinanzi a cose piu grandi di lui. Non voglio pensare il oeggio x dare a me stessa un conforto di fronte la cruda realtà.
    Piangi…quanto vuoi …sfoga il tuo dolore….ma poi lascia che il suo spirito voli in cielo…non tenerlo legato al tuo dolore…deve andare…devi dargli la possibilità di vivere con Dio adesso. Tao starà bene. Affettuosamente un’animalista. 🙂

  • 19 maggio 2016 10:21

    La lacrima non è stitica. A me sembra un’espressione orribile. Non piange soltanto l’autrice, io piango dai tempi di Argo. Quale eroe, Ulisse era un vigliacco. Dieci anni per tornare a casa, ma solo perché non voleva tornarci. La guerra una scusa, per sfuggire alla moglie, alla casa, poi torna per pietà. Questo lo capisce subito il vecchio cane Argo. E muore.

  • 19 maggio 2016 10:22

    bellissimo

  • 19 maggio 2016 10:55

    Piangere per un cane? E perchè no?
    Piango per un cane ma non piango per gli scafazzati panormiti che li abbandonano. Non li giustifico e non li capisco. Piango per un cane e non piango per coloro che ne fanno un utilizzo da commercio o per combattimenti. No per costoro io non piango. Piango si per un cane.

  • 19 maggio 2016 11:26

    Bene, brava, bis…
    Non avrei saputo dirlo meglio…

  • 19 maggio 2016 13:21

    Si possono amare persone, animali, persino cose. Quindi piangere se ci vengono sottratti. È sempre stato così. Ma non si può chiedere che gli altri piangano per la scomparsa dell’oggetto del nostro amore o pretendere, dagli altri, lo stesso dolore per la rottura di un vinile che ci ricorda un vecchio amore, per la morte di Fido, o di un genitore.
    Si possono avere cani, gatti o un pesciolino rosso, la cosa veramente importante è sapere che si hanno solo dei doveri verso quegli animali. E fra questi doveri non c’è quello di rimproverare il prossimo poco commosso per la scomparsa di Tao.

  • 19 maggio 2016 14:19

    Io amero sempre di piu i cani piu delle persone xk le persone sn cattive e opportuniste; gli animali danno tutto il loro amore e sn felici solo con noi . X tutte le disgrazie del mondo e normale ke dispiace mi dispiace se capitano cs brutte a persone oneste … ovvio… ma i cani nn si toccano gli animali non si toccano proprio cm i bambini ke sn ancora puri !!! Purtroppo cii sn piu persone cattive ke buone x qst mi piange il cuore e mi commuovo di piu se riguarda un cane … xk un cane se sta male è colpa solo di un uomo quindi mi sento morire xk soffre x mano di qualkun altro qualkuno di cui si è fidato e avrebbe pure dato la sua vita … sn mortificata xk l uomo tende a distruggere tutto qll di cui si puo servire x arricchirsene e quando nn serve lo butta. … ecco xk … gli animali sono un altra cosa specialmente qll da compagnia ti danno tt loro stessi e nn ti tradiranno mai e mai si tradirebbero tra di loro ! Qst è la differenza loro sn meglio di noi … aiuterò sempre ki merita …ma x un animale io rischierei la vita x l uomo asp … ci dv pensare solo se davvero merita… se no nessuna pietà x ki fa soffrire persone o animali !!!

  • 19 maggio 2016 15:08

    Direttore faccia un po’ di shopping e le passa tutto.

  • 19 maggio 2016 16:40

    Massimo rispetto per gli animali, guai se no lo fosse. Ma affermare che si ama di più’ un cane che una persona, la trovo farneticante. Ma siamo sicuri che oltre che con gli animali con i quali è’ facile rapportarsi, siamo anche capaci a rapportarci con le persone, visto che occorre avere un minimo d’ intelligenza? Mi chiedo e’ sempre amore verso gli animali, o incapacità’ a farsi amare dai suoi simili? Il cane ama a prescindere chiunque tu sia bello, brutto, scemo, intelligente, l’ uomo dotato di ragione ha qualche esigenza in più’.

  • 20 maggio 2016 00:50

    “La cognizione del dolore” ce l’hai o non ce l’hai.

  • 21 maggio 2016 09:40

    Controbattere con qualcosa di più importante, della quale solo il “benaltrista” è esclusivo e/o dolente beneficiario è un vizio della stragrande maggioranza dei frequentatori dei social network. Altresì traducibili in reame o ribalta dei cretini narcisisti. Ecco perché ho abbandonato facebook. Di idioti ne incontro già in abbondanza tutti i giorni. Nella vita reale, però, non faccio l’errore di condividere con loro i miei pensieri, sentimenti e umori. Significa non concedere al “so tutto io” nemmeno un briciolo di potere sulla mia vita. Mi tengo stretto però il legittimo potere di fare tesoro delle opinioni che reputo intelligenti e depennare quelle dei cretini. Chi ha espresso greve ironia su Tao e chi lo piange è un cretino. Per chi lo abbandonato mettendo al collo il biglietto “ti amo” non ho definizioni. Fate voi. Brava Federica Virga.

  • 21 maggio 2016 09:48

    Per Vincenzo Ciappa: è vero, “l’ uomo dotato di ragione ha qualche esigenza in più’”. Ecco perché io amo un Tao e mi deprimono gli esseri umani, tranne eccezioni ormai sempre più rare. Sono molto esigente.

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