i fatti dopo il ragionamento

Il falò delle vanità

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Il 23 maggio e la solita insulsa parata di persone in cerca del quarto d'ora di celebrità. Io voglio gustarmelo sul divano, davanti al mio computer, mangiando pop corn. Perché la fiera dell'ovvio ha una sacralità tutta sua. Che va rispettata Falcone Cetto.borsellino | Blog diPalermo.it

Ah Gesù, ho scordato il burro. E adesso cosa ci faccio sciogliere sui pop corn? Gli americani ci mettono caramello o cioccolato. Ma gli americani non hanno mai capito niente di cibo. Anche se i pancake… Pazienza. Li mangerò così come sono e appena mi sdegnano li lascio. Anche perché in frigo ci sono pure i tramezzini e posso ordinare la pizza. Vabbè dai, sono a posto.

Ho deciso di non muovermi questo lunedì 23 maggio. Non me ne voglio perdere una che sia una. Non me ne voglio perdere mezza. Mi voglio sedere sul divano e farmi venire il formicolio alle gambe e voglio vivermi la giornata su facebook. Voglio il cane accanto a me e voglio un vassoio con cibo spazzatura, roba da bere e tabacco. In pole position voglio essere. Anche se forse da stanotte a mezzanotte già qualcosa la trovo, meglio non sottovalutare i pionieri. Forse già alle dodici punto zero ci sarà qualcuno che pubblicherà quella solita immagine di loro due che ridono parlandosi all’orecchio. Minchia, ma come fanno a essere così prevedibili le persone?

Già so chi saranno quelli che #pernondimenticare decidono di pubblicare il video di Annozero, quello di Luca vs Giovanni, attaccando il primo perché oggi il secondo è morto e allora il primo è un gran cattivone. E perché la mestizia è talmente immensa che non è concepibile essere in disaccordo con uno come Giovanni. Non mancherà chi parlerà del suo privato. Il privato di un Giovanni che era – ovviamente – marito romantico, amico fedele, fratello leale, spalla su cui piangere e anima della festa. Perché Giovanni difetti non ne può avere, dove lo metti suona.

Alla fiera dell’ovvio ci saranno i postatori di articoli, politici commossi, blogger galvanizzati, studenti delle medie in via Notarbartolo, cori populisti, associazioni coinvolte, megafoni da cui usciranno petali di rosa e poesie e disegni e lavoretti orrendi fatti dai bambini delle elementari che nemmeno i genitori vorranno attaccare al frigo. Ci saranno le foto alle bandiere in autostrada, la visita d’ordinanza sul luogo del delitto, la mafia che è una montagna di merda, la sorella che ne approfitta, le pupiate dei politicanti e le loro dichiarazioni con i congiuntivi sbagliati, per fortuna qualcuno si ricorda degli uomini della scorta. E dei marò?

Ci saranno le giostre, le gite, le parate, i concerti, le iniziative, gli accrediti, le cronache, i video, i progetti editoriali, le lamentele per la rimozione coatta dei mezzi in via Lo Jacono, due piccoli serpenti, un’aquila reale, il gatto, il topo e pure l’elefante.

Forse devo fare anche scorta di biscotti.

25 commenti

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  • 23 maggio 2016 08:41

    C sono anche gli articoli come i tuoi, che alle “mostruosità” che elenchi oppongono un qualunquismo non meno inutile, esibizionista e vuoto. Perché non riesce nemmeno a essere provocatorio. Non dimenticare è importante, anche se in modo goffo. Meno importante scrivere scemenze che non offrono nulla.

  • 23 maggio 2016 09:16

    Io sinceramente l’ho trovato vero! Se questo paese avesse memoria di tutto il sangue sparso ,non avremmo Verdini al Senato , De Luca a Napoli , non avremmo Mafia Capitale , Mori assolto perché il non arresto di Provenzano non costituisce reato , non avremmo il governo che abbiamo ,nel quale la questione morale pare sia diventato optional , per cui “se gli uomini passano e le idee restano ” come mai ce ne ricordiamo solo a scadenze annuali ??

  • 23 maggio 2016 09:28

    Tristemente vero. L’iperbole del gonfiare il ricordo per sgonfiarlo di significato.

  • 23 maggio 2016 09:36

    Scrive “Lo Jacono”, riferendosi alla via, senza sapere che si tratta di Lojacono, Francesco Lojacono, palermitano, il più illustre paesaggista ottocentesco siciliano. E non invochi il correttore automatico, la Nicolosi, perché ho fatto la prova e Lojacono non viene corretto automaticamente in “Lo Jacono”. Prima di cercare di graffiare, si conoscano la nostra città e la nostra cultura.

  • 23 maggio 2016 09:41

    Frantonio, l’ufficio ironia apre alle 10, ci vada, pago io!!

  • 23 maggio 2016 09:52

    Non dimenticare è importante. Farlo in maniera sincera ancora di più.
    Non dimenticare come facciamo a Palermo è solo ipocrita. Bastano certe ‘taliate’ al semaforo o la bruta forza con cui qualcuno ha commentato questo scritto o ancora i favoritismi per ottenere privilegi (che sia un servizio al lounge bar o un posto di lavoro di rilievo) per capire che la mafia, in fondo, ha fatto comodo a tanti di noi.
    Esistono le eccezioni, per carità… Ma Eugenia sta ricordando bene come siamo soliti ricordare noi. Anche se Lojacono non era Lo Jacono… Ma viviamo in una città dove il povero Ruggero (o RuggIero) spesso diventa VII… Quasi quasi le perdonerei quello spazio nel cognome.

  • 23 maggio 2016 10:06

    Ciao Franti,
    ma hai davvero provato?
    perché prima di fare affermazioni del genere bisognerebbe, per esempio, sapere che dispositivo sia stato usato, se ci fosse un Lo Jacono in rubrica, per esempio. A me lo corregge in Lo Iacono, ho fatto
    la prova anche io, certo non valida come la tua.
    Per il resto commentare “A parte l’articolo” è fastidiosamente spocchioso: annunci in pompa magna che non commenti nel merito?
    Eventuali errori a parte, nel merito, hai un’opinione?

  • 23 maggio 2016 10:29

    Solo un cinismo assoluto ancorché giornalisticamente costruito può fare da vaccino a questi lustri di retorica che ci hanno portato dove ci hanno portato, fatti salvi il sacrificio e la memoria di quei due personaggi. Brava Eugenia, magari fossi stata più cattiva

  • 23 maggio 2016 10:33

    Per come la leggo io, l’autrice dell’articolo mette in evidenza la banalità della ricorrenza una volta l’anno, quando dovremmo ricordarcene ed agire OGNI GIORNO dell’anno. Niente di più!

  • 23 maggio 2016 10:37

    Offra, l’autrice di questo ironico articolo (dov’è l’ironia, Francesco Massaro? Io nella mia piccineria non ne trovo traccia, altrimenti avrei sorriso) la sua modesta proposta per commemorare la strage di Capaci in modo sincero. Limpido. Scevro da protagonismi (quelli ci sono, come no. Chi lo nega? Ne soffre anche la stessa autrice, direi). Proponga, la nostra novella Swift palermitana la propria versione del ricordo. O preferisce annegare il ricordo nel burro d’arachidi? Faccia qualcosa. Vada all’albero Falcone oggi, armata di megafono, e dica la sua. Soprattutto ai bambini delle scuole di tutta Italia, ai quali dovrebbe spiegare, visto che lei “sa”, il motivo del loro lungo viaggio per venire ad assistere a una “buffonata”. Almeno loro, i bambini, un po’ di rispetto lo meriterebbero. Perché sono qui e magari ci credono. E finché ci saranno i bambini persino una buffonata avrà il suo perché.

  • 23 maggio 2016 10:43

    Evvabbè… tanto domani mattina continueremo a buttare le cicche accese davanti all’Albero. Agnello&Sucu. Facciamo un bel esame di coscienza, senza dimenticare MAI.

  • 23 maggio 2016 11:14

    Propongo un busto a piazza Politeama con le facce (di culo ) di Riina e Provenzano con una sputacchiera vicina e poggiata su una bilancia. Giusto per misurare il vero sdegno dei palermitani alla luce del sole .

  • 23 maggio 2016 11:58

    Commemorare le stragi di capaci e via d’ Amelio serve per non dimenticare che si può’ essere migliori, serve per non dimenticare che in mezzo al sudiciume esistono e sono esistiti uomini diversi. Stamattina ho trascorso qualche ora a Piazza Magione, strapiena di ragazzi di tutte le età’. Per molti è’ stata l’ occasione per un giorno di vacanza all’ aria aperta, per tantissimi e’ stata l’ occasione per ricordare impegnandosi in diverse attività’ organizzative. Ragazzi sdraiati sul’ erba a colorare le magliette commemorative, altri ad allestire gli stand che circondano la piazza, altri ad ultimare il palco, altri a fare servizio d’ ordine. Sono convinto che per questi ragazzi rimarrà’ una traccia del loro impegno, rimarrà’ il ricordo e forse l’ esempio di due uomini che neanche hanno conosciuto. La Nicolosi faccia quello che vuole, se ne stia pure sdraiata sulla poltrona a mangiucchiare il suo cibo spazzatura, ma lasci ai giovani la possibilità’ almeno una volta di essere migliori, ricordando.

  • 23 maggio 2016 12:17

    Il fascino discreto della borghesia. Il pop corn senza burro come nel film i polli di plastica. Esponenti della borghesia grassoccia e crapulona si ritrovano per celebrare un pasto che non riescono mai a finire. Qui pizza, pop corn, tramezzini, vassoi interi di cibo, pancake, biscotti e la stessa impossibilità a finire questo pasto pantagruelico. Anzi, ad iniziare. Tutto grottescamente surreale, cultura dadaista e suggestioni da pochade, Bunuel. L’autrice la vedo bene invece nel finale del film, borghesi che camminano. Camminano, camminano, a testa alta, ma sembrano senza rotta e senza meta.

  • 23 maggio 2016 12:25

    Sono d’accordo con Vincenzo Ciappa. Sebbene in certe occasioni ci sia la consueta parata dei politici e dei finti “amici” di Falcone, per i ragazzi è un appuntamento utile e formativo. Quando sono stato lì, ho visto sempre studenti commossi, partecipi, consapevoli. Almeno, la maggior parte. Se si può lasciare un segno in loro, fregandosene dei soliti noti che fanno la passerella, è un fatto costruttivo. Soprattutto insegnando ai ragazzi che all’epoca della strage non erano nati chi era Falcone, cosa faceva e perché è stato ucciso. La Nicolosi può restare sul divano e gli studenti possono apprendere qualcosa in materia di legalità. O per lei sarebbe meglio azzerare anche l’unica funzione sana di certe manifestazioni, che è quella di mantenere il ricordo e soprattutto di costruirlo in chi non ce l’ha? E la memoria non dura solo un giorno. I cittadini senzienti, me compreso, lo alimentano sempre, non solo il 23 maggio.

  • 23 maggio 2016 13:08

    mentire sapendo di mentire.

  • 23 maggio 2016 13:08

    Articolo inutile da includere nel “falò delle vanità”, intriso di snobismo sterile e gratuito. Articolo preparato per tempo, calcolandone gli effetti, primo tra tutti l’ottenimento di un magnetismo narcisistico-carrieristico. Inquietante l’abuso di un mezzo informativo da parte di sedicenti giornalisti. Se le cronache cittadine saranno narrate cosi, meglio darsi al popcorn scaduto.

  • 23 maggio 2016 13:36

    Anche tu stai avendo il tuo 23 Maggio di popolarità scrivendo ovvietà povere di contenuti e dissacranti che dovrebbero mirare a rovinare cosa poi, oltre la tua dieta? Fate giornalismo no i blogger. Vedi di risparmiare ste 120 euro l’anno!!!

  • 23 maggio 2016 18:09

    Mi viene da chiedere cosa si sarebbe detto se oggi nessun politico fosse venuto a Palermo, se Rosy Bindi avesse preferito una ristoratrice passeggiata a Villa Borghese in questa bellissima giornata di maggio, tanto Giovanni Falcone va ricordato tutti i giorni. E se avesse taciuto il presidente Mattarella? Se, insomma, tutti avessero fatto altro per evitare così l’accusa della passerella ipocrita. I ragazzi delle scuola avrebbero potuto fare le loro belle lezioni, i giornalisti dedicarsi alle cronache di tutti i giorni…
    Ecco, io trovo falso e retorico questo continuo brontolare contro la retorica, e questo senza alcun bisogno di approfondire, di capire cosa è successo e cosa sta succedendo in Sicilia e non solo. Così si possono accomunare Denis Verdini e Vincenzo De Luca, perché – originalità, originalità – è tutto un magna magna. O fare gli scandalizzati per l’assoluzione (la seconda) del generale Mori, perché si è a fianco dei giudici solo a giorni alterni. Già, meglio preoccuparsi della ricetta dei popcorn piuttosto che riflettere, studiare, cercare di capire. E’ più facile indignarsi a poco prezzo e senza fatica, per un motivo o per l’altro. Pronti a votare plebiscitariamente il prossimo demagogo che urlerà più degli altri, tanto poi si potrà sempre vestire i panni del deluso, di chi ha capito tutto e cioè che non si può cambiare nulla.

  • 23 maggio 2016 20:40

    Penso che per i ragazzi sia una buona occasione, per partecipare e ricordare.
    Si stanno ricordando due grandi della lotta alla mafia che sempre resteranno nella storia.
    La partecipazione di soggetti politici è di rito e questi possono anche non piacere. I discorsi sono sempre simili e per le “vecchie “ generazioni possono risultare un po’ stantii. (io appartengo alla vecchia generazione).
    Però sarebbe utile fare un punto della situazione perché diverse cose sono cambiate da allora e c’è anche un’antimafia che non soddisfa. Su questo non tutti abbiamo le stesse idee perché si potrebbe essere scontenti per motivi diversi.

  • 24 maggio 2016 07:59

    La doppia morale di Crocetta (il cui sponsor in campagna elettorale era Pietro Grasso), sul palco, accanto alla signora Falcone (la stessa che mandò a dire ad altro presidente della regione in campagna elettorale che non avrebbe stato gradito), coprendo le proprie vergogne sulla lettera di addio di Lucia Borsellino con il coraggio di Antoci.
    Ecco qual è lo spettacolo che si preferisce vedere da casa e che ai 50mila ragazzi non viene mostrato.

  • 24 maggio 2016 08:00

    *che non sarebbe stato gradito

  • 24 maggio 2016 09:03

    Povero articolo, degno dei pop corn (col burro o senza… meglio calia e simienza).
    A migliaia di ragazzi meno che trentenni è importante impedire che non conoscano; devono sapere e cercare di capire e la scuola, anche quella con la q, fa enormi sforzi in questo senso con i pochissimi mezzi a disposizione.
    Non è patetico questo sforzo reiterato: è cultura sociale. E non è stantio: è doveroso.

  • 24 maggio 2016 19:46

    Forse se la autrice di questo pseudoarticolo abbandonasse la sua poltroncina circondata da junk food e venisse a contatto con i ragazzi le donne e gli uomini veri che partecipano alle marce alle fiaccolate al ricordo delle persone vere che sono state uccise veramente, anche per rendere migliore il posto dove Lei può scrivere queste minchiate, le si risveglierebbe qualche neurone e magari in futuro ci risparmierebbe queste sopraffine analisi socio-politiche spacciandole da finta ironia o vero sarcasmo… Ma poi a chi da ridere?

  • 25 maggio 2016 23:42

    Articolo qualunquista ,esibizionista e vuoto? Sono anche troppo generosi questi aggettivi. Ma ognuno ha le proprie idee ed è giusto rispettarle! Un pò meno…scriverle e ,come già leggo nel commento precedente, sarebbe il caso di non fare queste analisi socio-politiche da quattro soldi.Magari dedicarsi alla scrittura di pezzi su temi meno ” impegnativi”???

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