i fatti dopo il ragionamento

Noi, gli ultimi sopravvissuti

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Il corteo dei licenziati di Almaviva, la mia commozione verso chi ha ancora un sogno da difendere. E trova la forza di rivendicare quei diritti che ormai ci stanno togliendo, uno ad uno Image 3.jpeg | Blog diPalermo.it

Sono passata e c’erano centinaia di persone, giovani e meno giovani, con le magliette azzurre con la scritta #Almaviva. Mi ha assalito una tristezza infinita e non certo perché stessero manifestando; quando vedo gente che manifesta per i propri diritti io mi entusiasmo, mi commuovo. Li ho guardati, ho guardato i loro occhi e ho pensato “stanno manifestando per tenersi stretto il lavoro che hanno, stanno facendo di tutto per difenderlo e certamente non è il lavoro che si erano scelti…”.

Non fraintendetemi, oggi come oggi un lavoro vale qualunque esso sia, non è certamente questo il punto, ma non ho potuto che fare che questa riflessione. Amara, amarissima: tra loro, moltissimi sono miei coetanei. Ci sono uomini e donne che probabilmente hanno inseguito un sogno che hanno abbandonato, che hanno perso il lavoro, persone che hanno studiato, che si sono laureate e che si sono trovate a dover accettare un lavoro – quello in un call center – che di certo non è quello che avrebbero pensato di fare nella loro vita, ma questo avevano, e oggi si trovano a doverlo difendere con le unghia e con i denti.

E ho provato profonda tristezza, grande ammirazione ma soprattutto tristezza perché non solo ci hanno tolto i sogni ma ci stanno togliendo anche il rimpiazzo dei sogni. Mi rimane la consapevolezza che la nostra generazione rimarrà nella storia come quella dei sopravvissuti e dei resistenti. Perché questo saremo.

1 commenti

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  • 26 maggio 2016 23:01

    Ma che dice??
    Ai giovani spetta salvare il mondo!!!

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