i fatti dopo il ragionamento

Tu, ometto assassino

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L'ennesima donna massacrata dal suo uomo, la nostra incapacità di comprendere e quell'intelligenza che ci salva dal dolore, dalle ferite, dai lutti. E che molti, troppi, non hanno Violenza Donne | Blog diPalermo.it

Azzardo una tesi dopo avere letto in queste ore, ma purtroppo anche in passato, tanti commenti, pareri e pensieri, sulle motivazioni che porterebbero un uomo a uccidere una donna, a sfregiarla con l’acido, a massacrarla di botte. Donne e uomini, vittime e carnefici di ogni età e estrazione sociale.

Ma è possibile che questi uomini violenti e degenerati siano deficienti, cretini, nel senso di poco intelligenti, incapaci cioè di “intelligere”, comprendere, capire, conoscere? È possibile che non ci sia niente da studiare, analizzare, psicanalizzare, che non ci sia alcuna radice culturale, economica, collettiva, pedagogica, persino etologica, da estorcere agli esperti di turno e da rilanciare ogni volta?

Sei poco intelligente, ometto assassino, non dico che tu non sappia fare le addizioni, le sottrazioni, le equazioni o l’analisi logica che ti hanno insegnato alla scuola media; ometto, tu sei privo. Privo di intelligenza emotiva, incapace dunque di riconoscere e ascoltare le emozioni, di guardarti allo specchio e di piangere. Piangere come piangono quelli che sentono: in macchina, di nascosto, davanti a mamma e a papà, davanti a chi amano o ammirano. Non hai gli occhi per le emozioni, i tuoi sono velati, opachi, anzi sporchi. Occhi chiusi a sprangate sul mondo del “sentire”.

Non capisci, sei troppo poco intelligente. Sei bello, sì, volte, un poco, a tratti o molto, sei vanitoso, ti piaci o forse no, ma sei semplicemente un cretino, ometto assassino. Per te non c’è differenza tra un hot dog e un bacio, tra una slot machine e una carezza, tra un sorriso complice e la partita di calcetto del lunedì sera.

Per molti c’è una speranza, per te no. L’intelligenza, quella emotiva, la visivo-spaziale, la musicale, l’intelligenza cinestesica, quella intrapersonale e l’interpersonale, non ti appartengono e non ti salveranno. Ometto ottuso, l’intelligenza salva dal dolore, dalle ferite, dalla mancanza di un lavoro, anche dai lutti. Ci si rintana nell’intelligenza, si aspetta che passi la burrasca quando ci è concesso che passi, e si impara a proteggersi e a guarire.

C’è chi ti vorrebbe infliggere la pena di morte, invece dovresti essere condannato per l’esistenza che ti resta a leggere poesie, e a non capirle. Occhiali da miope e sguardo vacuo. Fine pena mai.

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