i fatti dopo il ragionamento

Quegli intellettuali così così…

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Il festino raccontato da Lando Buzzanca e le polemiche dei soliti lamentatori del "piatto ricco mi ci ficco". Ineleganti e, soprattutto, in malafede Buzzanca | Blog diPalermo.it

“Mi vien che ridere…”, come diceva uno dei tuoi personaggi. Povero Lando, ridotto a Priapo del cinema italiano la cui voce tuona blasfema tra le guglie della Cattedrale in onore della Santuzza. Si sono scatenati subito, sai, i lamentatori del “piatto ricco mi ci ficco” del 14 luglio anche se quest’anno i primi ad innalzare alti lai non sono stati i soliti impresari di provincia ma lo zoccolo duro intellettuale della città. Puoi esserne fiero, Lando. Oddio, non che gli argomenti fossero proprio il massimo del buongusto. Ineleganti e in malafede. Anzitutto l’età.

Viva il Festino dei giovani!, hanno ironicamente commentato riferendosi anche all’anagrafe del direttore artistico, Lollo Franco, vincitore del pubblico bando. “Vecchio” lui, ancora più “vecchio” tu. Ah, i lamentatori veleggiano tra i 50 e i 60, non è che siano proprio usciti dall’asilo. E poi il pedigree, il curriculum – opportunamente ridimensionati a quei filmetti anni Settanta che pure tanto ti diedero lustro e soldi – postati con tanto di foto “tratte da”: “Il merlo maschio”, “Quando le donne avevano la coda”, “La schiava io ce l’ho e tu no”, “Homo eroticus”… Insomma, tanto per dire che sei un artista da “quella roba lì”.

Opportunamente nascosta l’Accademia Scharoff. Spazzati sotto il tappeto i film con Germi, Lattuada, Pietrangeli. Nascosto a bella posta anche quel delizioso, innovativo esperimento di commedia musicale televisiva che fu “Signore e signora” (ma figurati: Tonino Amurri e Maurizio Jurgens, chi erano costoro?). Un velo anche sulle tue innumerevoli domeniche mattina alla radio, a “Gran varietà”, “dall’auditorio A di via Asiago in Roma”, come diceva l’annunciatore.

Anche quel po’ di teatro che ti sei concesso, via cosa avrà fatto mai? E le fiction della maturità? Magari non ci avevano pensato. O magari di tutte ’ste cose non ne sapevano nulla, l’ignoranza è una brutta bestia. Insomma, volevo dirti: se qualcosa ti arriva all’orecchio o ti salta agli occhi, fregatene. Pensa a far sentire la tua bella e cavernosa voce il 14 di luglio, sperando ti regalino un testo degno.

Post scriptum (ai lamentatori). Perché nelle vostre lamentazioni non avete mai fatto esplicitamente il nome del direttore artistico o di chi gli ha assegnato, per pubblico bando, il Festino, sindaco in testa? Forse perché lavorate – da registi, scenografi, docenti nelle scuole d’arte – presso quegli stessi teatri comunali (di prosa e di musica) dove lavora quel direttore? Scusate, ma “mi vien che ridere” (e se volete vi faccio anche la mossetta coi polsi…).

1 commenti

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  • 03 giugno 2016 22:05

    L invidia è il sentimento dei meschini e dei mediocri!

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