i fatti dopo il ragionamento

Se il Pride sbaglia la mira

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Lo sciagurato slogan per sostenere i diritti dei gay, un clamoroso autogol che focalizza l'attenzione esclusivamente sulla sfera sessuale dimenticando una cosa ben più importante. Il rispetto Pride | Blog diPalermo.it

Se gli organizzatori del Palermo Pride 2016 cercavano il modo migliore per dare la rappresentazione peggiore della comunità Lgbt della Sicilia lo hanno trovato scegliendo questo slogan: “Ognuno cia ficca a cu voli!”. Per chi non mastica bene il dialetto: “Ognuno scopa con chi vuole”.

Lo slogan è stato pubblicato due giorni fa sulla pagina Facebook ufficiale del Palermo Pride, accompagnato da alcune foto di persone che mostrano con sguardo fiero un preservativo e una collana la cui forma riproduce la suddetta scritta. Sappiamo che il Pride tradizionalmente è un’occasione per provocare istituzioni, almeno fino a poco tempo fa, sorde alle legittime richieste di riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali.

Siamo stati abituati negli anni a vedere carri allegorici sfilare per le vie, persone vestite con costumi brillantinati e ornati di pagliette esibirsi in pubblico con balli e mosse audaci, altre ostentare baci saffici. Ci siamo anche divertiti ad assistere agli spettacoli delle drag queen con le loro incredibili trasformazioni e le loro divertenti battute sul variegato universo sessuale, performance che hanno suscitato stupore, scandalo, simpatia, e che hanno avuto comunque il merito di catalizzare l’attenzione dei media e stimolare in molti casi l’opinione pubblica a riflettere sui temi della diversità.

Questa volta però di provocatorio non c’è proprio nulla. lo slogan scelto per il Palermo Pride, oltre ad essere palesemente volgare, è comunicativamente orribile e dannoso per l’immagine stessa della comunità Lgbt. Sulla volgarità non credo ci sia bisogno di esprimere alcuna considerazione. Sul piano comunicativo, invece, vorrei dire qualcosa.

Chiunque, anche chi non fa comunicazione per mestiere, sa bene che lo slogan deve riassumere in poche e semplici parole il messaggio più importante di quello che si vuole comunicare. Si può essere più o meno originali e più o meno efficaci, ma l’obiettivo è questo. Il Pride poi è un evento ricco di simboli e significati in cui la forma diventa sostanza e viceversa.

Lo sciagurato slogan scelto dà invece una pessima rappresentazione delle persone Lgbt, riducendo la questione della diversità di genere alla sola sfera sessuale, quella più primitiva, mentre tralascia questioni molto più rilevanti e su cui ancora buona parte della società italiana deve fare molta strada. Su tutte il rispetto della dignità delle persone a prescindere dal loro orientamento sessuale. Un cammino che, a giudicare dal testo dello slogan, i responsabili del Palermo Pride 2016 per primi dovrebbero compiere fino in fondo.


[ Immagine: dalla pagina Facebook "Palermo Pride" - Policy]

13 commenti

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  • 04 giugno 2016 09:09

    In Europa siamo stati gli ultimi a parlarne e forse una ragione ci sarà’, infatti anche se trovo giusto riconoscere agli omosessuali la loro identità’, questo loro slogan non aiuta di certo.

  • 04 giugno 2016 10:52

    E non si tratta solo di volgarità ma c’è anche una buona dose di maschilismo. La traduzione alla lettera è ognuno la ficca a chi vuole, quindi ha senso solo se la ficchi e se hai a disposizione una amata minchia…

  • 04 giugno 2016 11:32

    Bravo Matteo condivido parola per parola, volgarità gratuita che non aiuta, anzi aiuta chi vuole ostacolare il percorso intrapreso con la legge sui diritti civili

  • 04 giugno 2016 12:01

    Stupido perché volgare. Volgare perché stupido.

  • 04 giugno 2016 12:18

    La comunicazione di massa (vedi manifesto Fiera del Mediterraneo) non è cosa dei palermitani, tranne isolate eccezioni. Non lo è da anni. Chissà perché. Deve esserci qualche intoppo culturale-antropologico che andrebbe approfondito. Manca la capacità di sintesi, lo studio delle soluzioni più efficaci, lo shit-detector che scongiuri la caduta nella volgarità. Credo che, di base, ci sia la solita mancanza di umiltà, l’esibizione dell’eccesso che fa perdere di vista il significato (l’obiettivo primario della comunicazione) e l’adeguatezza del significante. Ovvero i fondamentali. Il palermitano si mette in primo piano, con tutti i suoi limiti (e la sua mania di onnipotenza) anche quando dovrebbe lavorare nell’ombra. Come fanno invece i pubblicitari veri. Senza contare l’ignoranza di chi si accolla compiti per i quali non ci si può improvvisare esperti. Ma è noto che il palermitano “nasci insignatu”.

  • 04 giugno 2016 13:59

    Pubblicità a parte, quali sono le questioni più rilevanti della diversità di genere, oltre all’orientamento sessuale?
    Parlatene.

  • 04 giugno 2016 18:32

    io sono d’accordo col concetto espresso dallo slogan incriminato. la forma m’interessa meno. anche quando scrivo.

  • 04 giugno 2016 20:17

    Ma di quale concetto si parla, espressione rozza e senza significato. Direi volgare.

  • 04 giugno 2016 21:29

    Se sono contenti loro contenti tutti non si sta parlando di me o di etero e io non posso stabilire quanto di sessista ci sia nella frase. Se sia i passivi che gli attivi si sentono ficcaioli affari loro.
    Poi si vuol fare il frullato, il fritto misto con altri incommensurabili problemi… delle migrazioni, del razzismo, della lotta alla precarizzazione, l’integrazione, il bullismo, il diritti degli arcobaleni, la lotta contro l’omofobia, la salute e la sessualità, l’appropriazione degli spazi pubblici …(così ho letto) io un pensierino maligno lo farei.
    Intanto aspetto ancora il saggio sulle diversità di genere gay.

  • 04 giugno 2016 21:46

    Ma la iuve con chi gioca domani…????

  • 05 giugno 2016 07:52

    La comunicazione di massa non è cosa dei palermitani. Tranne che nell’abbanniata.

  • 05 giugno 2016 09:08

    A parte che la forma mi sembra pure sbagliata “cià ficca” non va bene al limite “ficca cu cu vuoli” traduzione “scopa con chi vuole”.
    Per il resto mi sembra la trovata stupida di qualcuno che invece pensava di essere originale.

  • 05 giugno 2016 17:16

    Massimo Milani ha pubblicamente chiesto scusa, a titolo personale, sui social network per la caduta di stile. A lei per prima, da persona intelligente qual è, quello slogan non è andato giù. E va bene così.

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