i fatti dopo il ragionamento

Il calcio per capire il mondo

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La magia della Coppa America e quei due mondi, così vicini e così lontani, in cui è difficile vedere il confine tra il pallone e la politica Coppaamerica 1 | Blog diPalermo.it

Volevo fare il calciatore, sono laureato in letteratura e faccio politica. Calcio, letteratura e politica: trilogia delle scienze esatte.

Era il tempo della Grande guerra. In Europa gli eserciti si contrapponevano lungo le trincee a difesa di effimere frontiere, Giuseppe Ungaretti pubblicava “Il Porto sepolto” e in Argentina si disputava la prima edizione del Campeonato Sudamericano de Football, diventato successivamente Copa America. La più antica manifestazione calcistica del mondo, cento anni fa, vedeva trionfare l’Uruguay che, quattordici anni dopo, avrebbe ospitato e vinto anche il primo campionato del mondo. La coppa America ha un fascino unico: descrive la vita di un continente in cui si mescolano le storie dei popoli, delle dittature e del calcio in una esclusiva contaminazione in cui non si distingue la politica dal pallone.

L’edizione del Centenario viene ospitata dagli Stati Uniti, i fratelli poveri (scarsi!) della grande tradizione del calcio sudamericano; tuttavia l’operazione propagandista e la valanga di dollari, legata ai diritti televisivi, non potevano che trovare terreno fertile tra le multinazionali impegnate, contemporaneamente, a sponsorizzare i candidati alla successione di Barack Obama.

Gli States, all’esordio in casa, hanno perso (due a zero) contro i Cafeteros della Colombia. La nazionale a stelle strisce è allenata dal teutonico Jurgen Klinsmann, indimenticabile pantegana bionda, che all’Inter ha sostituito Ramon Angel Diaz, attuale tecnico del Paraguay contro cui gli americani, nell’ultima giornata del girone, si giocheranno probabilmente la qualificazione ai quarti di finale. Ironia di un sorteggio a tinte nero-azzurre.

Per gli Usa il Sudamerica è stato considerato, per tanto tempo, il cortile di casa dove poter organizzare colpi di Stato e sostenere le peggiori dittature, in nome della lotta al comunismo. Le vene aperte dell’America Latina hanno continuato a sanguinare per decenni mentre il football, tra i campi di calcio delle grandi metropoli e dei borghi contadini, è stato sublimato a poesia… Di questa poesia/ Mi resta/ Quel nulla/ Di inesauribile segreto. Segreto inesauribile in tempo di guerra e in tempo di calcio.

Con questo articolo Giusto Catania inaugura la rubrica Pensare con i piedi, in omaggio al grande scrittore argentino Osvaldo Soriano, conducendoci attraverso il fascino della coppa America.

9 commenti

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  • 05 giugno 2016 09:37

    Va benissimo. Se nei ritagli di tempo si occupa anche di far funzionare i mezzi pubblici andrà ancora meglio

  • 05 giugno 2016 11:33

    se poi , per caso volesse fare un giro in bicicletta in favorita-magari di domenica mattina. sarebbe perfetto!!!

    se, sempre per caso, volesse farsi un giro in zona teatro massimo piuttosto che di domenica mattina di venerdi/sabato sera sarebbe perfettissimo!!!!
    ..ma tanto comunista è

  • 05 giugno 2016 12:02

    Se magari la rubrica si chiamasse pensare con la testa, i palermitani sarebbero più’ contenti.

  • 05 giugno 2016 15:58

    Giusto, per capire il mondo dovresti fare un tour mondiale e far sapere a tutti che tu e il caro sindaco Leoluca siete stati capaci di fare l’inaugurazione dell’elimina code all’ufficio anagrafe. Penso che una cosa del genere non siano stati capaci gli amministratori di quei paesi che noi chiamiamo terzo mondo, ma il terzo mondo è qui da noi. Puoi cliccare il link a seguire, per ricordarti di questo grande evento che ha cambiato la vita a noi palermitani

  • 06 giugno 2016 08:28

    a me sfugge il senso dei vostri commenti. qui giusto catania si spoglia dai panni di assessore e parla di calcio. la vostra vis polemica tenetela pronta per altre occasioni, senza polemica.

  • 06 giugno 2016 09:19

    Mi unisco alla polemica degli altri: ma perché il 101 mentre negli anni 90 ( orlando sindaco) passava ogni 2 minuti (cosa mai successa in passato) oggi bisogna aspettarlo per almeno 20 minuti, con sempre sindaco orlando? E poi il biglietto ce lo aumentano di 0,10 cent l’anno. E se a qualcuno saltasse in testa di nn farlo come dargli torto??
    E’ il degrado della politica! E chi dopo tanti e tanti anni vi rimane ancora dentro, nn me la conta più giusta…
    Sarò compreso tra quelli che si beccano il rimprovero del Sig.Massaro, ma la rabbia verso che alcuni lustri fa veniva guardato con speranza e stima ed oggi dimostra solo attaccamento alla carriera mettendo in secondo piano PALERMO, porta e fare interventi come questi. Fuori tema, scusate, ma spontaneo.

  • 06 giugno 2016 14:40

    Vorrei che parlasse dei problemi di Palermo in maniera più’ costruttiva, risolvendo gli innumerevoli disagi che devono affrontare quotidianamente i cittadini a cui è’ tenuto dare risposte. Che parli di calcio non mi importa, del resto le chiacchiere da bar le sappiamo fare tutti, e non portano mai a niente. Senza polemica Francesco.

  • 10 giugno 2016 15:03

    Mentre lui si spoglia dei panni d’assessore a noi non è concesso spogliarci dei panni di normali cittadini, quei panni che forse lui ormai non indossa più da troppo tempo.

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