i fatti dopo il ragionamento

Il gioco del Qualunquismo

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Il trafficante di esseri umani arrestato dopo un'indagine lunga e complicata della Procura di Palermo, il suo viaggio dal Sudan in Italia su un volo di Stato e gli eterni scontenti. Che non perdono mai l'occasione per regalare al mondo le loro cazzate quotidiane 1 | Blog diPalermo.it

Con l’avvento delle piazze virtuali, è innegabile, i luoghi in cui sparare fesserie sono decisamente aumentati. Prima c’erano il bar, l’ufficio postale durante le code, lo studio del medico di famiglia mentre si aspettava la ricetta, i giardinetti quando portavi a spasso il cane e poco altro. Ora l’elenco è lunghissimo. Facebook, Twitter, blog di ogni tipo: pulpiti accessibili a tanti in cui sproloquiare in libertà, tanto non si paga dazio. Dietro a un @prosperpina69, a un @fragolinarossa o a simili fantasiosi alias puoi insultare impunemente chi ti pare e dire idiozie a ripetizione senza che nessuno possa guardarti in faccia e prenderti a pernacchie.

Questa mia riflessione da sociologa de noantri nasce da un fatto. Un fatto bello, o meglio per me era certo fosse bello. È finito in galera un trafficante di esseri umani. Uno di quelli che stipa i barconi di migranti e se ne frega se muoiono affogati; che tiene segregate donne, uomini e bambini per mesi, in attesa che il mare consenta la traversata; uno che dei destini, delle paure, dei sogni dei disperati che spesso condanna a morte se ne infischia bellamente. Uno di quelli contro cui imprechiamo quando vediamo in tv galleggiare, come sacchi vuoti, i corpi di chi non ce l’ha fatta. In due parole: un essere immondo.

Ecco, questo criminale, grazie alla Procura di Palermo che gli dà la caccia da un anno e a un lavoro incredibile di cooperazione internazionale, mediazione diplomatica e altro su cui non mi dilungo, non solo è stato arrestato, ma è stato pure estradato in Italia dal Sudan. Oh, una bella notizia, pensavo io. E invece no. Almeno per molti. Molti che di prima mattina, quando i più scaldano il latte e imprecano perché non trovano le pantofole, sono già su Facebook a dire la loro imbecillità quotidiana. Cazzoni monotematici che usano le stesse categorie qualunque sia l’argomento.

Prendiamo il parsimonioso, ad esempio. Il parsimonioso è colui che davanti al fatto sopra descritto commenta così: “vergogna, sono andati in Sudan a prenderlo con l’aereo di Stato, tanto paghiamo noi”. Ecco, al parsimonioso è inutile spiegare che motivi di sicurezza, tempistica, norme (tutta roba di cui ignora il senso perché a lui la “politica” non interessa) rendevano impossibile il volo di linea. Il parsimonioso se ne frega perché tanto per lui è tutto un magna magna.

Ho letto il post di un folle che inveiva contro l’uso dell’aereo del Governo e indicava anche l’orario di partenza del Khartoum-Fiumicino, a dimostrazione che lo spreco si sarebbe potuto agevolmente evitare (me lo vedo ligio su skyscanner a controllare gli orari). E ho immaginato l’africano in ceppi in fila per il check in e in attesa della sua bella carta d’imbarco. “Buongiorno, imbarca il bagaglio?…”. “No, grazie, viaggio leggero. Ah, per il pasto si ricordi, sono musulmano. Niente maiale”.

Nella piazza virtuale un altro che non manca mai è il forcaiolo. Non usa mai il cervello. Il forcaiolo urla. “Torturatelo”, “lasciatelo su una zattera nel Mediterraneo”, “lasciatelo in mare aperto senza cibo e in balia dei pesci”. Che abbiamo delle leggi, delle garanzie che valgono per tutti, che non sono privilegi ma conquiste di civiltà, per lui è un dettaglio. Per capirlo dovrebbe accendere il cervello.

Poi c’è il pessimista cosmico, quello che tanto sì ora l’hanno preso, ma poi esce subito perché un giudice che trova un cavillo c’è e se non c’è un cavillo c’è la prescrizione. Che tanto in questo Paese la Giustizia fa schifo e se la prendono solo con i poveracci e con le donne. Ebbene sì, una scriveva che in galera ci vanno solo le donne…

Ora vagli a far capire al pessimista cosmico che a Palermo non solo li hanno arrestati i trafficanti, ma li hanno processati, li hanno fatti condannare, li tengono in galera. E che per avere l’estradizione di quel criminale ci sono persone che hanno lavorato giorno e notte con entusiasmo. A dispetto dei pessimisti cosmici come lui.

Infine, anche se potrei continuare, c’è il dietrologo, quello che va sempre oltre. E lancia interrogativi atroci che suonano così: “va bene, sì, avete arrestato uno che mandava a morire la gente. Ma Messina Denaro? Messina Denaro perché non lo prendete? Perché non lo volete prendere, perché è protetto dai poteri forti”. Il dietrologo parla di strage di Stato, spesso a pera, di gioco grande, di menti raffinatissime (citazioni decisamente abusate) e, da un po’ di tempo, di Isis, la sua nuova Spectre. Perché per lui c’è sempre qualcosa che non vediamo, che non sappiamo e che è è invincibile e più grande di noi.

Ostentando una incrollabile sicumera, forti delle loro granitiche certezze, tutti, dal parsimonioso al dietrologo, al forcaiolo, sono comunque sempre scontenti. Di tutto. Senza capire, senza prendersi la briga di informarsi. Solo tranciando giudizi sommari come i processi che vorrebbero per gli altri. E nella loro guerra al mondo, senza distinzioni, sanno usare solo le armi spuntate del qualunquismo e delle frasi fatte.

6 commenti

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  • 10 giugno 2016 08:25

    Speriamo che sia il trafficante, e non un semplice profugo come si ipotizza.

  • 10 giugno 2016 10:28

    Cara Lara, mai articolo fu più intempestivo…pare che i dubbi fossero tutti più che giustificati, dato che sembrerebbe trattarsi di un madornale errore di persona. Il condizionale è d’obbligo e, fino a quando è necessario usare il condizionale, prudenza imporrebbe di astenersi dallo scrivere…

  • 10 giugno 2016 12:15

    Tipico articolo compiacente di giornalista impegnata a difendere la credibilità della sua fonte primaria di giornalismo, la locale procura, che prima si era impegnata a vantare la propria indagine ai quattro venti e poi, al sorgere dei primi problemi, con inusitato coraggio si precipita a precisare che le indagini le hanno fatte altri….

  • 10 giugno 2016 14:12

    Arturo Brachetti incarna una categoria che manca all’elenco: quella di chi insulta senza sapere di che sta parlando…

  • 11 giugno 2016 12:03

    E’ vero, c’è il rischio che il Sudan abbia rifilato un “pacco” agli italiani e agli inglesi consegnando uno che non c’entra nulla col traffico di esseri umani. Si vedrà. Resta il fatto che questa è la strada giusta per combattere i nuovi schiavisti. Così come non si possono modificare i giudizi sulle prese di posizione lette su FB: un rosario di scemenze, unite solo dalla superficialità e dall’ignoranza. Come definire altrimenti chi parla di “strage di Stato” e se la prende con i politici italiani, o chi è fissato con i voli di linea (suggerendo anche l’orario di partenza) senza avere la minima idea di come si organizzano operazioni così delicate in territori così insicuri.

  • 11 giugno 2016 18:37

    D’accordo sull’analisi e sui fatti, tuttavia, trovo sia un bene che ci siano degli specchi virtuali che riflettano la realtà. se siamo questi, perchè mai fb o altro dovrebbe non evidenziarlo… penso che chi è stupido dietro un Nick non sarà certo meno stupido con il nome e cognome anagrfafico.
    Magari poi stiamo tutti anche un po’ più attenti perchè, citando Oscar Wilde, non bisogna mai discutere con i cretini; devi metterti al loro livello e ti battono con l’esperienza.

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