i fatti dopo il ragionamento

Tutto il calcio in 58 secondi

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Oggi è il 10 giugno e comincia il campionato europeo di calcio. Proprio il 10 giugno del 1968, mentre a Parigi continuavano le grandi mobilitazioni studentesche, a Roma la nazionale italiana di calcio vinceva il suo unico titolo europeo. Da allora solo finali perse. Fu un campionato europeo incredibile: l’Italia andò in finale sconfiggendo l’Unione sovietica con “un colpo da maestro” del capitano Giacinto Facchetti: scelse testa. Una semifinale vinta con la monetina.

La finale si giocò due volte: pareggio e ripetizione della partita due giorni dopo. L’Italia sconfisse la Jugoslavia con un gol di Rombo di tuono, Gigi Riva, e di Pietruzzu Anastasi. Il 10 giugno evidentemente porta bene alla nazionale: ai mondiali argentini del 1978 un gol Bettega, assistito da Paolo Rossi, sconfisse i padroni di casa che, qualche giorno dopo, si sarebbero laureati campioni del mondo. Era il mondiale della vergogna: migliaia di desaparecidos e centinaia di capi di Stato, complici, che si giravano dall’altra parte.

Nell’altro mondiale vinto dall’Argentina, in Messico nel 1986, la nostra Nazionale, campione uscente, il 10 giugno cacciava incubi coreani vecchi di venti anni, qualificandosi per gli ottavi (ultima tappa di un Mondiale disastroso) dopo aver sconfitto la Corea, ma quella del Sud. Incubo coreano che si ripresenterà nel 2002 con lo sguardo stralunato dell’arbitro Byron Moreno.

È una data importante anche per la storia extra calcistica del Paese: nel 1924 il fascismo mostra il suo volto atroce e repressivo uccidendo Giacomo Matteotti e nel 1940, col suo celebre discorso, Mussolini annuncia l’entrata in guerra del nostro Paese. Tappe decisive della storia nazionale.

Stasera Francia Romania inaugurano l’Europeo della paura e della militarizzazione degli stadi per il rischio terrorismo. Non c’è più l’Unione sovietica né la Jugoslavia: l’Europa ha vissuto la frammentazione geografica ed etnica e nel palmares del campionato europeo di calcio troviamo nazioni che non esistono più.

Ma, nell’edizione 2016, una nazione esistente, emblema della grande rivoluzione calcistica degli anni Settanta, non sarà presente perché non ha superato la fase eliminatoria, con grande stupore del popolo del calcio. Sarà l’Europeo senza l’Olanda, la nazione che ha cambiato la storia del calcio, che ha inventato una nuovo modo di stare in campo, che ha prodotto la più grande innovazione del football mondiale.

Sarà l’Europeo senza l’Olanda, nell’anno in cui ci ha lasciato il suo più grande profeta, Johann Cruyff. Se qualcuno vuole sapere in che cosa è consistita la rivoluzione calcistica dei tulipani basta guardare i primi 58 secondi della finale mondiale del 1974, in meno di un minuto si riassume tutto il calcio visto negli ultimi cinquant’anni.

1 commenti

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  • 10 giugno 2016 22:47

    Estate del 60, c’è il Governo Tambroni, disordini a Reggio Emilia, cinque o sei cittadini uccisi dalla Polizia e Gino (Paoli) era triste. Trova una bella ragazza e se ne vanno in Sicilia, in un piccolo villaggio, nel cuore del mediterraneo. Il sole, l’amore, lo iodio, il corpo. Quando tornerà a Milano, alla fine del mese, avrà in tasca a malapena gli spiccioli per il filobus. Ma anche un foglietto, sul quale ha scarabocchiato alcune note, queste: Quando sei qui con me, questa stanza non ha più pareti ma alberi, alberi infiniti. Quando sei qui vicino a me, questo soffitto viola no, non esiste più…

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