i fatti dopo il ragionamento

Fra nazionale e calzamaglia

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Nazionale | Blog diPalermo.it

Ve lo assicuriamo, noi ci abbiamo provato. Terminata la stagione calcistica più stressante della nostra intensa e avventurosa esistenza volevamo proprio disintossicarci. Uno dei due ha cominciato un corso di uncinetto e l’altro ha trovato in soffitta una calzamaglia nera e si è iscritto ad un corso di recitazione con tema le poesie di autori morti già prima di nascere.

Il medico da cui siamo andati in cura ci ha proibito di guardare qualsiasi oggetto sferico e di indossare mutande rosa e ci ha imposto almeno tre ore al giorno di teatro sperimentale, un concerto dodecafonico e un film di Lars Von Trier alla settimana. Quando ormai eravamo quasi disintossicati e discutevamo già della possibilità di reinterpretare i classici greci e latini in chiave rinascimentale e secondo un’ottica di denuncia dei mali del neoliberismo e di critica degli effetti della Brexit, ci siamo imbattuti nell’immagine di Tavecchio in tuta acetata, maglietta attillata sulla panza d’ordinanza e scarpe da ginnastica che palleggiava impigliandosi in una rete: ci siamo ricordati tutto.

Sono iniziati gli Europei!

Abbiamo gettato i libri su cui eravamo chini, bruciato le calzamaglie e spento del tutto il cervello implorando gli amici di questo blog di darci la possibilità di continuare ad annoiarvi con la nostra notoria incompetenza. Mentre il calciomercato del Palermo somiglia molto ad una di quelle liquidazioni straordinarie con vendita pure dei chiodi del muro e in attesa che Zamparini venda ai cinesi, agli americani, ai russi o alle nazioni unite abbiamo bisogno di concentrarci su qualcos’altro.

Il torneo continentale (come vedete abbiamo l’edizione aggiornata de “i luoghi comuni del calcio internazionale”) è già cominciato con la solita simpatia dei tedeschi, il consueto calvario degli inglesi accompagnati dai festanti hooligans e il gioco spumeggiante della Croazia che ha tanta di quella tecnica da poterla regalare agli avversari. All’inizio solita immancabile dimostrazione di testa ornata da corna dell’arbitro che ha diretto i padroni di casa della Francia: un classico di ogni competizione internazionale che si rispetti.

Stasera tocca all’Italia di Conte che esordisce contro il Belgio nel quale, contrariamente a quello che pensavamo, non gioca più Vincenzino Scifo da molti anni. Conte, che ha appena vinto il premio come uomo più simpatico del mondo occidentale, ha lasciato a casa qualsiasi giocatore con un tasso tecnico più elevato di quello dei bambini che palleggiano per strada. Gli infortuni lo hanno privato di Verratti e lui, per dispetto, ha pensato di sostituirlo con Thiago Motta assegnandogli anche il 10.

Alla notizia pare che Baggio, Pirlo, Del Piero e Totti siano stati ricoverati in stato confusionale presso un nosocomio. Il tecnico italiano sembra aver puntato tutto sulla corsa e il sacrificio e stasera dovrebbe schierare in difesa, davanti all’eterno Nonno Buffon, il “blocco” della Juve (altro punto di luogo comune per noi) con Barzagli, Bonucci e Chiellini; a centrocampo conterà sull’esperienza di De Rossi, la corsa di Parolo insieme all’estro di Giaccherini e le partenze brucianti di Candreva e Darmian. Il vero problema però pare l’attacco dove dovrebbero giocare Pellè ed Eder, un mix di tristezza e depressione. Il primo da piccolo faceva danza e il secondo ha rifiutato il Leicester per l’Inter, e non aggiungiamo altro.

Il Belgio invece è fortissimo. Ha gente giovane e talentuosa e molti la indicano come la possibile outsider di Euro 2016. Tra i molti segnaliamo Naingolaan, uno che se lo incontri di notte ti ricoverano per infarto, Hazard e soprattutto l’attaccante Lukaku. Lasciamo a voi ogni possibile gioco di parole per evitare di abbassare ulteriormente il livello del pezzo.

Ormai ci siamo. Sembra la nazionale più scarsa di sempre. Ci fa paura pure il Belgio e ogni squadra che vediamo giocare ci appare più forte. Ma quando gioca la nazionale noi torniamo bambini e stasera, prima della partita, chiuderemo gli occhi e rivivremo le mille emozioni di quando eravamo smilzi e pure con i capelli. Avvolti nelle nostre bandiere tricolore, tra le gambe degli adulti e sotto un televisore più grande di un armadio, a tifare per quei beniamini con le maglie del colore del cielo. Forza Azzurri!

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