i fatti dopo il ragionamento

Che tu sia maledetto, autista Amat

di

Le malattie in massa durante la partita dell'Italia e un servizio pubblico affidato a una casta di furbi, prepotenti, arroganti. Spero che stavolta la paghiate. E che siate costretti a far posto a chi, al contrario di voi, ha davvero voglia di lavorare Autobus | Blog diPalermo.it

A te che quando ti ho chiesto informazioni sul 102 mi hai chiuso la porta in faccia rispondendomi “io 104 sugnu”, a te che vedendomi esitare alla fermata mi hai urlato garbatamente “o scinni o acchiani”, a te che mi hai lasciata aspettare ore per strada – con 45 gradi e uno Scirocco violentissimo – per poi abbandonarmi al capolinea di piazza Marina, sotto il sole, in una navetta senza aria condizionata assieme ad altre cinque donne col mascara colato fino alle ginocchia e il serio rischio di annegare nel sudore o di morire d’infarto, a te che godi (doppiamente se piove) a partire proprio quando mi vedi correre verso l’autobus, a te che ogni santo giorno fai saltare le corse tra le 13 e le 14 per mangiarti il tuo panino con la frittola, a te che “qua a Palermo siamo” quando ti faccio notare che sei parecchio in ritardo e che diventi stranamente tedesco quando si tratta di rispettare le tue pause, a te che ti fermi col mezzo pubblico per comprare il pane, il pesce e pure un chilo di pere, a te che non parli neanche l’italiano ma ti senti un re in trono dietro al volante degli autobus vecchi e sporchi di questa città, a te che consideri i passeggeri – quelli che ti pagano lo stipendio – come dei sudditi da stipare e far schiattare nelle vetture lasciando facile gioco a borseggiatori e porci dalle mani troppo lunghe, a te che controlli i biglietti e fai scendere senza multarli figli, nipoti, cugini, amici e amici degli amici quando ne sono sprovvisti, a te che t’inventi la scusa dell’aria condizionata che non funziona per startene al fresco di una rimessa o prenderti un gelato a Mondello, a te a cui chiedo nome e cognome o almeno numero di matricola (che dovresti avere appuntati al petto) per fare un reclamo e che, impettito, ti rifiuti, respingendo con fare mafioso l’accusa infamante di essere un “pubblico ufficiale”, a te che decidi di partire quando vuoi e non quando dice l’orario, e che stranamente cambi subito idea quando chiamo i carabinieri.

A tutti voi dipendenti dell’Amat che mi avete fatto perdere centinaia di ore della mia vita e miliardi di volte la pazienza con la vostra strafottenza, il vostro sentirvi intoccabili, il vostro considerare il mezzo pubblico come se fosse la vostra auto personale, credo che ora “scinni o acchiani” posso dirlo io. Perché dopo anni di indifferenza l’altro giorno, durante la partita dell’Italia – quando vi siete ammalati in massa – qualcuno si è accorto che forse alcuni tra voi vogliono fare i furbi, che se il servizio non funziona spesso è proprio per colpa vostra. Un servizio che peraltro costa decine di milioni solo per pagare i vostri stipendi.

Decine di dipendenti della Rap (e a suo tempo dell’Amia) per comportamenti simili sono finiti sotto processo, altri sono stati licenziati. La munnizza che resta per strada si vede, un autobus che non passa no, specie in una città così provinciale da considerare il trasporto pubblico come un servizio per pezzenti, ignorando che nel resto d’Europa persino i politici si spostano con tram e autobus. Pare che adesso invece qualcuno abbia voglia di vedere e spero che quelli tra voi che hanno delle responsabilità paghino tutto, persino la loro arroganza. C’è tanta gente, soprattutto giovani, che a differenza vostra ha voglia di lavorare ed è costretta invece ad andare via: non sarà difficile sostituirvi.

13 commenti

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  • 19 giugno 2016 10:30

    Dire che mi sei piaciuta è riduttivo

  • 19 giugno 2016 10:35

    Dopo il suo ennesimo pezzo sui disservizi dell’Amat e sulle difficoltà legate alla mobilità di Palermo, a questo punto è d’uopo un crowdfunding: #unmotorinopersandrafigliuolo

  • 19 giugno 2016 14:04

    G R A N D I O S A … !!! Ora però CHI deve provvedere… provveda…. E SI LICENZINO TUTTI I RACCOMANDATI…

  • 19 giugno 2016 14:12

    Geniale Geronimo, idea grandiosa, così Sandra te la togli dalle scatole, lei col motorino, almeno quando non piove, la smetterà di dire la sua. Restano però 10, 100, 1000 Sandre e Figliuoli, anche i tuoi, se ne hai, e madri, padri, nonne e nonni, zii e nipoti che tutti i giorni subiscono in silenzio le porcate che lei evidenzia. Senza nulla togliere agli autisti che tutti i giorni buttano il sangue sul volante, a volte anche letteralmente, per pugni e calci di farabutti. Uguali ai loro colleghi che impestano la categoria.

  • 19 giugno 2016 15:43

    FINALMENTE LA VOCE DEL POPOLO!
    GRAZIE DI AVERMI RAPPRESENTATO, DI AVERE DETTO BUONA PARTE DI QUELLO CHE VIVO E PENSO!
    GRAZIE

  • 19 giugno 2016 20:04

    Premesso che io non ho parenti all’Amat e che usufruisco quasi esclusivamente di mezzi pubblici, io, in questa grande polemica, vorrei non fossero coinvolti tutti quelli (e ci sono) che svolgono seriamente il loro lavoro, tra enormi difficoltà e qualche pugno in faccia o qualche sasso lanciato contro l’autobus….e poi vorrei sapere quanti di quelli che si lamentano dei disservizi pagano regolarmente il biglietto…..

  • 19 giugno 2016 21:31

    Di queste aziende partecipate che a fatica si è cercato di salvare (Amia-Rap e Amat) i risultati sono visibili.
    Io ricordo che all’inizio dell’insediamento di Orlando furono usati fondi Fas disponibili per un iniziale aiuto e Orlando pubblicamente si lamentava che in passato lui aveva lasciato all’Amat un “tesoretto” (così lo ha chiamato) mentre adesso l’azienda era ridotta al lastrico.
    Io all’Amat non avrei affidato nessun fondo Fas e me ne sarei fottuta. Perché un’azienda che si riduce per ragioni varie come ex Amia e Amat non funziona e non può funzionare con nessun aiuto e con nessun sacrificio e purtroppo non sarebbe sufficiente neanche sostituire una parte dei dipendenti.

  • 20 giugno 2016 14:29

    Ma si, questi dipendenti pubblici licenziamoli tutti. Anzi, è troppo poco; facciamo come l’ISIS, sgozziamoli nel corso di una bella cerimonia di piazza. Privato è bello! Privato è meglio!
    Poi con chi proseguiamo?
    Si accettano consigli.
    PS
    Adesso capisco perchè a Palermo non c’è più immondizia in giro, hanno licenziato i furbetti!

  • 20 giugno 2016 15:55

    Maurizio, tutti no, i disonesti si. O non si può neppure con quelli?

  • 20 giugno 2016 18:30

    Gentile signora,
    le parole del collega che garbatamente ha urlato “o scinni o acchiana” volevano solo ricordarle che a una persona colpita da tutte le possibili disavventure da trasporto pubblico urbano, come lei ha ancora una volta raccontato, conviene comunque rimanere sull’autobus e raggiungere con comodo (senza fretta) la propria fermata. Perché se lei decidesse di utilizzare un motorino, una bici, un’auto, o semplicemente le sue gambe per arrivare a destinazione si esporrebbe a una serie interminabile di fastidi e contrattempi che quelli da autobus la farebbero sorridere.
    E lei questo ben lo sa, se continua ad utilizzare il mezzo pubblico. Come dire parlane male, ma parlane. [valdonato]

  • 20 giugno 2016 22:30

    Fa bene un mio amico, a 45 anni, da un anno ad avere fatto un passo indietro di quasi 30 anni: è ridiventato ragazzino: non fa più il biglietto. Io gli ho detto ” e se ti becca il controllore?”. E lui “già ho recuperato abbondantemente l’eventuale costo della multa con tutti i viaggi gratis che mi sto facendo”.
    E io ancora: “perchè lo fai?”. E lui “sono stato onesto dai 19 anni ai 44 anni. Ora basta. Il servizio è peggiorato ed aumentano di 0,10 euro l’anno il biglietto”.
    Ed effettivamente io ricordo che con lo stesso Orlando sindaco, il 101 passava ogni 2 minuti ( merito a lui obiettivamente). Ora, con lo stesso Orlando sindaco, se non passano 20 minuti almeno, il 101 non passa.

  • 20 giugno 2016 23:30

    Gentile Valdonato, io mi sposto con gli autobus e con le mie gambe perché non ho altri mezzi. Ho raccontato un decimo delle assurdità che mi sono capitate in 14 anni di fedeltà forzata all’Amat. Detto questo la mia è anche una scelta civica, voglio usare i mezzi pubblici e visto che io (come tutti) pago le tasse, nonché l’abbonamento, ho la pretesa che il servizio funzioni. Una cosa che dovrebbe stare a cuore anche a lei. ‘Come dire parlane male ma parlane’ è un’affermazione – non si offenda – così stupida che neanche riesco a commentarla.

  • 21 giugno 2016 10:22

    Gentile Sandra Figliuolo, non mi offendo se lei non riesce a commentare una frase. Ha ragione, meglio considerarla stupida. Ritengo fastidioso, invece, tornare sull’argomento, perché ho sempre pensato che spetti al blogger l’ultimo commento.
    Qui voglio solo sottolineare che sia il titolo, che la bella foto, non appesantita dalle facce del sindaco Orlando o dell’assessore Catania, come si è soliti fare su diPalermo, e poi le frasi ”io 104 sugnu”, “o scinni o acchiana”, passando per “cinque donne col mascara colato fino alle ginocchia e il serio rischio di annegare nel sudore”, fino “alla munnizza che resta per strada si vede, un autobus che non passa no”, e si potrebbe continuare, fanno del suo pezzo un pezzo naturalmente comico.
    E in questa chiave ho tentato d’immaginare la risposta educata di un dipendente Amat alle sue invettive. Tutto qua.

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